Trade the Market with my "Price Action Naked Method"

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Articoli Analisi e Video sulla Price Action

 

[Arduino Schenato] Giovedi 22 Ottobre 2020 - Ore 10:40:32

Diventare Trader Ep. 17: Swing Points

Buongiorno a tutti traders.

Come avrete notato, seguendo Arduino e leggendo settimanalmente i miei articoli, noi della scuola di trading platinum e in generale noi Price Action traders (discendenti direttamente dal promotore italiano di questo stile, ovvero, Arduino Schenato) basiamo il nostro trading sull’analisi della struttura di mercato caratterizzata da quell’andamento oscillatorio del mercato che in gergo tecnico prende il nome di swing. Voglio precisare che identificare i movimenti di swing è solo una piccolissima parte di analizzare gli stessi. Per analizzarli c’è la necessità di capire da dove vengono con che intensità, quindi volatilità, vengono formati e come si creano. In questo articolo voglio solo trasmettere un’introduzione su una dinamica che ultimamente sta ricorrendo nei miei studi.

 

Girando su internet, ho notato la scarsa presenza di articoli, in italiano, che spieghino bene come identificare questi movimenti di swing. Arduino ne parla continuamente proprio perché sono alla base della dinamica dei prezzi. Mi sembra doveroso dedicare un articolo a questo argomento in modo tale che, qualora ne avessimo bisogno, potremmo rileggere questo articolo e rivedere come individuare gli swing.

 

Per identificare una dinamica di swing è necessario individuare degli swing point. Di questi ne esistono due:

  1. Swing High
  2. Swing Low

Uno swing high consiste in una dinamica di candele in cui una candela determina un nuovo massimo relativo e una successiva (non necessariamente quella immediatamente successiva se non rompe il massimo precedente) rompe il minimo della candela che ha generato il massimo.

Uno swing low consiste in una dinamica di candele in cui una candela determina un nuovo minimo relativo e una successiva (non necessariamente quella immediatamente successiva se non rompe il minimo precedente) rompe il massimo della candela che ha generato il minimo.

 

Come potete leggere la descrizione di uno swing low o swing high sembra essere abbastanza contorta. In realtà, facendo qualche esempio sul grafico diventa tutto molto più semplice e con il tempo, focalizzando la nostra attenzione sugli swing point, diventerà una passeggiata individuarli.

 

Nell’immagine sono evidenziate le dinamiche di swing high e swing low. .

 

Come potete vedere, alcune volte, subito dopo la candela che fa il massimo relativo (minimo relativo) potrebbe crearsi un inside bar e la successiva, o quella dopo ancora, va a rompere poi il minimo (massimo) della candela che precedentemente creava il massimo relativo (minimo relativo).

 

Le dinamiche di swing sono presenti in tutti i mercati, in tutte le situazioni di mercato. Il mercato fa swing continuamente e per questo è fondamentale imparare ad individuarli. Proprio perché continuamente vengono formati swing è utile capire quali sono i principali, i più importanti. Riprendendo lo stesso grafico di sopra riusciamo a notare come alcuni swing avvengono in pochissime candele e quindi non generano movimenti di rintracciamento o estensione evidenti. Quando succedono queste cose, gli swing che si creano sono meno importanti.

Qui sotto potete vedere gli swing principali.

 

 Inoltre, altro spunto motivazionale per individuare gli swing point e, quindi, le dinamiche di swing è il seguente:

Tutti i trigger operativi che Arduino continuamente spiega sono efficaci se facenti parte di una dinamica di swing. Ad esempio, una pin bar in mezzo al nulla è insignificante. Una pin bar che crea un nuovo massimo e si trova in una dinamica di sicuramente sarà più interessante da analizzare, e forse, farci dei trade.

 

ATTENZIONE!!!

Le dinamiche di swing non devono essere viste assolutamente come un segnale operativo. Il giusto approccio da dover utilizzare per analizzare le dinamiche di swing è quello di capire la struttura di mercato osservando se gli swing che si creano sono direzionali (in una situazione di trend) o non direzionali (in trading range), oppure analizzare la forza con il quale si forma uno swing; ad esempio, se gli swing in trend avvengono con piccoli o grossi rintracciamenti.

 

Le dinamiche di swing identificano la storia del mercato e il suo attuale “stato d’animo”. Riprendendo il discorso dell’articolo precedente, a cui vi rimando, dobbiamo cercare di entrare in empatica con lui e capirlo a pieno per poter diventare dei veri trader professionisti.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 15 Ottobre 2020 - Ore 10:33:43

Diventare Trader Ep. 16: In caso di dubbio uscire

“Quando sorgono dubbi sul mercato, bisogna uscirne fuori. Ciò significa che ogni volta la situazione diventa di difficile interpretazione o che mancano le informazioni necessarie, la cosa migliore è quella di liquidare a qualsiasi costo la posizione, sostenendo anche una eventuale perdita che il corso degli eventi potrebbe trasformare in profitto. È tipica l’eventualità di un crollo iniziale di prezzo, seguito da un forte rialzo che ne compensa parzialmente la perdita. Nella maggior parte dei casi, tale modo di agire si rivelerà soddisfacente, lasciando l’operatore sempre conscio di quello che sta facendo.” -Victor Sperandeo

 

Buongiorno a tutti traders, oggi voglio parlare di questa regola di comportamento che Victor Sperandeo, famoso trader statunitense, suggerisce a tutti i traders neofiti e non.

 

La prima frase di questa regola è fondamentale. “Quando sorgono dubbi sul mercato, bisogna uscirne fuori.

Quante volte vi è capitato di avere dubbi su una posizione in corso o che volete fare?

 

I dubbi nel mercato si pagano. È fondamentale essere consapevoli e convinti delle scelte che si effettuano sul mercato. Per questo motivo, noi della scuola di trading platinum, prima di effettuare un trade creiamo un piano di azione, attraverso anche strumenti creati appositamente da Arduino e Antonio, che ci permette di diventare consapevoli della scelta in tutti i minimi dettagli, partendo dall’accettazione del rischio passando per la struttura del mercato e le dinamiche operative fino ad arrivare all’analisi del rischio/rendimento. Tutto questo crea un vero e proprio progetto di trade che ci permette di essere sicuri e senza dubbi sull’operazione da effettuare.

 

Ovviamente non solo questi sono i dubbi che si hanno nel mercato, non per altro, Victor Sperandeo afferma: “Ciò significa che ogni volta la situazione diventa di difficile interpretazione o che mancano le informazioni necessarie, la cosa migliore è quella di liquidare a qualsiasi costo la posizione, sostenendo anche una eventuale perdita che il corso degli eventi potrebbe trasformare in profitto.”

 

Se il mercato diventa poco chiaro, ovvero, se non sono presenti dinamiche di prezzo ben definite è consigliabile uscire dalla posizione in corso a tutti i costi. È meglio uscire ed attendere nuove conferme di dinamiche piuttosto che continuare a mantenere la posizione consapevoli di essere non convinti di ciò che si fa. Potrebbe ovviamente andarvi bene, ma qualora non andasse nella direzione giusta i vostri dubbi provocherebbero una gestione emotiva errata e di conseguenza a lungo andare incontro a numerosi periodi di eccessiva emotività e di conseguenza periodi di drawdown non controllati.

 

Facciamo un esempio: supponiamo di trovarci in un trade long su eur/usd. Il giorno successivo all’entrata, si viene a formare una dinamica short che non siamo in grado di valutare se reale o falsa. In questo caso ci troviamo difronte ad un dubbio. Ha senso rimanere a mercato consapevoli della presenza di una dinamica short da noi non pienamente compresa?

Secondo quanto detto da Victor Sperandeo e anche secondo il nostro modo di vedere le cose: NO! È meglio uscire dalla posizione e, nel caso, rivalutare successivamente un ingresso.

 

Invece per quanto riguarda i dubbi pre-operazione? Beh, supponiamo che Arduino o qualcun altro vi spieghi una dinamica d’ingresso. Se tale dinamica a voi non è chiara o non la pensate pienamente come lui, non entrate. Non ha senso fare un’operazione senza averla capita solamente perché qualcun altro di cui vi fidate o ha maggiore esperienza di voi, ve ne parla.

 

Anche per questo motivo mi sento di consigliarvi di diffidare da chi vi invita a fare copytrading e di evitare di farlo. Fare questo tipo di attività provoca un enorme inconsapevolezza del trading e del mercato, crea dubbi costanti e gestioni emotive errate. Nella scuola di trading platinum l’approccio è totalmente diverso, ci viene insegnato a capire le dinamiche di prezzo e diventare consapevoli. Attraverso un percorso di studio con Arduino e Antonio è possibile diventare indipendenti nelle operazioni e diventare dei veri Trader Professionisti.

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Venerdi 9 Ottobre 2020 - Ore 08:33:56

Diventare Trader Ep. 15: Anche il mercato ha bisogno di riposare

Buongiorno a tutti traders, vi ricordate quando vi dissi che il mercato è in grado di dirvi le cose in faccia? Che sembra un amico senza “peli sulla lingua”? (se non lo ricordate andate a leggere questo articolo)

In questo articolo voglio farvi conoscere un po’ di più questo “amico”. Perché è così che bisogna chiamarlo, è un nostro compagno, è parte della nostra azienda e come tale dobbiamo conoscerlo, sapere come ragiona, comprenderlo e imparare ad ascoltare ciò che vuole dirci.

 

Vi è mai stato detto: hai bisogno di una pausa? Devi staccare un po’? Sei troppo stressato, fatti una vacanza.

 

Il mercato, come nostro amico, necessita anche lui di questo, di ossigenare. A differenza nostra, però, nessuno glielo deve dire, lo fa e basta. Appena ne sente il bisogno si prende una pausa dal suo movimento e ossigena. Il mercato ha bisogno di ossigenare.

 

Adesso che lo sapete, cerchiamo di capire cosa significa a livello tecnico e come noi Price Action traders ascoltiamo questa necessità del mercato.

 

Il mercato mostrala sua necessità di riposare, ad esempio, quando rintraccia durante una tendenza ben definita, oppure quando inizia un periodo di cogestione o, ancora, quando dopo movimenti di alta volatilità la riduce in maniera significativa.

A conferma di quanto detto, basta aprire un grafico qualsiasi ed è subito evidente come il mercato crei queste oscillazioni che rappresentano l’intrinseca necessità del mercato di voler ossigenare. In gergo tecnico si dice che il mercato vive di swing.

 

Come si interpretano questi momenti di “riposo”? Cosa, noi Price Action traders, facciamo quando vediamo questi momenti?

La risposta è subito data, cercando di capire come noi reagiamo dopo un momento di riposo. Effettivamente performiamo meglio, siamo più efficaci.

Il mercato non è da meno! Dopo un periodo di abbassamento di volatilità o congestione, il mercato torna a generare movimenti direzionali spesso anche con volatilità relativamente elevata.

 

Noi studenti della scuola di trading platinum, insieme ad Arduino e Antonio, attendiamo questi momenti di assestamento del mercato per effettuare le nostre analisi. Il motivo è stato spiegato in questo articolo, ovvero, il mercato in forte direzionalità dovrà, prima o poi, rintracciare o entrare in fase di congestione e dopo questa fase ci sarà un ulteriore movimento direzionale, forse, più esplosivo del precedente. (non è detto che la fase direzionale successiva coincida, per verso, con la precedente.)

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 1 Ottobre 2020 - Ore 10:22:54

Diventare Trader Ep. 14: L’Equilibrio

“Il profitto non deriva da una particolare operazione vincente, ma da una serie di operazioni vincenti e perdenti.”                                                                                                                                                                     -Jesse Livermore.

 

Oggi ho voluto iniziare l’articolo con questa frase di Jesse Livermore, un economista statunitense. Ciò che mi ha colpito non è tanto la frase in sé, ma il significato che io, in questo periodo di formazione per diventare trader gli attribuisco.

 

Il primo messaggio che viene trasmesso da questa frase riguarda il tempo. Ciò che vuole dire è che non dobbiamo focalizzarci sulla singola operazione, ma sul totale. Non ha senso guardare l’andamento del nostro portafoglio dopo 2 operazioni o 2 giorni. Per avere qualche minima informazione sulla nostra azienda di trading, bisogna analizzare il percorso dopo mesi, 6 o 12, ad esempio.

 

In realtà, ciò che vorrei trasmettere è qualcosa di più profondo del “semplice” rendiconto semestrale o annuale. Staccandoci dal significato semantico, il nostro percorso da trader, e non, è caratterizzato da una ricerca continua di un obiettivo. È importante focalizzarci sul fatto che il raggiungimento dell’obiettivo non è caratterizzato da un unico periodo di “positività” o “euforia”, bensì da una serie di “alti e bassi”, da un equilibrio.

 

Questa parola è ciò su cui ho meditato e su cui vorrei che meditasti leggendo questo articolo. In tutto ciò che facciamo dobbiamo essere equilibrati, internamente ed esternamente. Essere troppo avversi al rischio non porta a risultati, ma rischiare troppo neanche. Tagliare sempre le perdite, non è sempre la cosa giusta, ma neanche lasciar sempre correre i profitti. In un articolo, a cui ti rimando se non lo hai ancora letto (clicca qui), parlo di come il mercato sia lo specchio di ciò che siamo interiormente e lo riflette sul portafoglio. Se veramente vogliamo che la nostra azienda di trading sia profittevole, se veramente vogliamo diventare dei trader professionisti, allora forse dovremmo trovare un equilibrio. Un equilibrio con le nostre emozioni sicuramente, ma anche un equilibrio nella tecnica, nel money management.

 

Tutto questo, insieme, genera “automaticamente” il vero mindset del trader profittevole.

 

Concludo con la motivazione che mi spinge a comunicarti di settimana in settimana il mio percorso per diventare trader.

Mi piace parlare di queste cose perché so che, in fondo, non sono l’unico a pensarle. Spero che queste considerazioni, in parte o completamente, possano aiutarti a rivalutare il tuo percorso da trader e, semmai, rifocalizzarti sul giusto obiettivo.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 24 Settembre 2020 - Ore 10:38:25

Diventare Trader Ep. 13: Credere in se stessi

Buongiorno a tutti traders, durante questa settimana Arduino in trading room è riuscito a risvegliare nuovamente la mia “vena psicologica”, pensavo di continuare con un articolo più tecnico come quello della settimana scorsa (clicca qui se non l’hai letto), ma dopo quella trading room non potevo non passare un messaggio secondo me fondamentale.

“Non mollare mai, anche quando sembra che tutto ciò che abbiamo attorno ci dica di farlo.”

La trading room è iniziata così. Arduino ci fa vedere questa frase collegata con le fantastiche rimonte dal 3-1 dei Denver Nuggets, squadra dell’NBA, ai playoff contro i Jazz e in seguito contro i Clippers.  Questa squadra sfavorita riesce ad arrivare in finale di conference contro ogni pronostico.

Tutto questo, CREDENDO IN LORO STESSI!

E questo è, in sintesi, il messaggio che Arduino ha voluto trasmettere a noi platinum quella mattina, e che io voglio trasmettere a voi, e a me stesso, in questo articolo.

Molto spesso nella vita partiamo sconfitti. Il nostro approccio è tutt’altro che positivo. Le frasi più comuni sono “Non ce la farò”, “Sicuramente perderò soldi”, “tanto mi bocciano”, “non prenderò mai la promozione”, “Sono tutti più bravi di me”.

Mi dispiace dirlo, ma devo farlo: siamo ciò che pensiamo. Se quelle di sopra sono le frasi che ci “frullano” nella testa, allora molto probabilmente falliremo.

Se vogliamo cambiare qualcosa nel nostro percorso da trader e nella nostra vita, forse dobbiamo partire da qui. Crediamo in noi stessi.

Iniziamo a credere che possiamo raggiungere ogni obiettivo. Iniziamo ad avere consapevolezza delle nostre abilità e possibilità.  Se apriamo un trade, ad esempio, e siamo consapevoli che il nostro metodo funziona impariamo ad avere fiducia in noi. Poi, forse, andrà a costo: non fa niente.

Se in primis NOI non crediamo in ciò che siamo o che vogliamo essere, come pretendiamo che gli altri lo facciano per noi?

Andiamo al di là di tutte le preoccupazioni, convinzioni, frasi che gli altri possono dire. Usciamo al di fuori della nostra confort zone, ma iniziamo a credere in noi stessi.

Per questo episodio è tutto, un’ultima cosa mi sento di dirvi.

Queste frasi, pensieri e considerazioni sono il valore aggiunto che Arduino e Antonio mettono nella scuola di trading platinum di hereforex. Al di là dell’aspetto tecnico questo percorso provoca, se vissuto con voglia di mettersi in discussione, un cambiamento più profondo. Un nuovo stile di vita.

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 17 Settembre 2020 - Ore 08:28:25

Diventare Trader Ep. 12: Pianificazione Settimanale

Buongiorno a tutti traders, in questo episodio mi piacerebbe affrontare un argomento leggermente più tecnico: la pianificazione settimanale.

Come ben sapete, la Price Action utilizza come timeframe di riferimento quello mensile, settimanale e giornaliero. Nonostante il mercato non dipenda dai timeframe con cui lo stiamo osservando, ognuno di questi viene osservato da un punto di vista differente: i primi due come timeframe di analisi, il terzo come timeframe operativo.

In questo episodio vorrei soffermarmi sull’analisi e in particolare perché serve, a mio parere, fare la pianificazione settimanale.

In primo luogo, è giusto osservare che tra tutti i timeframe, nel forex, l’unico che possiede una chiusura effettiva è quello settimanale. Essendo il forex un mercato aperto 24H su 24H, il fine settimana è l’unico momento nel quale è possibile osservare il mercato all’interno del quale la “sfida” tra compratori e venditori è conclusa e si è in attesa di ricominciare la settimana successiva.

Questa prima osservazione serve per capire che in ogni barra del grafico settimanale sono assorbite tutte le speculazioni/notizie/informazioni che il mercato in quella settimana ha “vissuto”.

Ciò significa che la “forma” della candela settimanale è in grado di darci informazioni attendibili su ciò che è avvenuto e che potrà avvenire.

Risulta quindi ovvio che durante il fine settimana è preferibile dare uno sguardo al grafico settimanale per farci un’idea chiara del mercato.

Noi studenti di Price Action, e in particolare i partecipanti della scuola di trading platinum, effettuiamo uno studio approfondito del grafico settimanale ottenendo così le giuste indicazioni per la settimana successiva, creando il piano settimanale.

Cosa facciamo?

Tecnicamente andiamo a definire la struttura attuale di mercato, se in trend o trading range; analizziamo i principali livelli di domanda e offerta e dove si trova il mercato rispetto ad essi, inoltre attraverso la forma della candela della settimana appena trascorsa ricaviamo le informazioni che il mercato ha voluto trasmettere. Grazie a tutte queste informazioni e la loro giusta interpretazione decidiamo se sono presenti le caratteristiche per poter analizzare il timeframe operativo la settimana successiva e in che direzione osservarlo. Tale decisione verrà mantenuta per tutta la settimana successiva.

Perché fare tutto questo? Perché non analizzare semplicemente la situazione quando si presenta l’opportunità di operare?

Se vi siete posti queste domande, tranquilli l’ho fatto anche io! La risposta è, a mio parere, tanto semplice quanto complessa.

Durante il fine settimana abbiamo la possibilità di guardare il mercato totalmente fermo, con tutti i vantaggi sopra esposti, che garantisce una maggiore lucidità di analisi e, quindi, la possibilità di essere distaccati andando a valutare i fatti piuttosto che le opinioni. (vi rimando all’articolo precedente nel quale si affronta la necessità di attenersi ai fatti. Ep.11)

Aver impostato, nel fine settimana, la visione rialzista e/o ribassista del mercato in analisi, permette inoltre di avere la giusta focalizzazione durante la settimana successiva nelle analisi giornaliere del timeframe operativo. Questo permette inoltre di “evitare” falsi segnali operativi che sono contro il piano settimanale, il quale ricordo essere la mappa fondamentale per la giusta visione del mercato.

Per questo episodio è tutto,

K.I.S.S. Traders.

Matteo

 

 

[Arduino Schenato] Mercoledi 9 Settembre 2020 - Ore 10:16:55

Diventare Trader Ep. 11: Opinioni o Fatti?

Buongiorno a tutti traders, eccoci tornati con l’undicesimo episodio di diventare trader.

Nell’ultimo mese sto leggendo un libro che riguarda i diversi stili di vita che si possono avere in base alla propria situazione lavorativa. Il libro si chiama “I Quadranti del Cashflow” di Robert Kiyosaki.

Il motivo per il quale ho deciso di parlare di questo libro è una frase che mi ha colpito notevolmente; una frase che, a mio parere, ci fa riflettere e allo stesso tempo è applicabile alla Price Action.

“La maggior parte delle persone è in difficoltà finanziarie perché passa la propria vita usando le opinioni invece dei fatti quando prende decisioni finanziarie.”

Quando lessi questa frase, mi saltò subito in mente la Price Action di Arduino e non potevo, quindi, non approfondirla.

Una delle caratteristiche che mi ha portato ad avvicinarmi a questo stile di trading è proprio la volontà di Arduino di attenersi ai fatti e non alle opinioni per prendere decisioni sul trading.

Ma che significa attenersi ai fatti nel trading?

In linea generale il trading, specie tra neofiti, è fatto di opinioni: “l’RSI è in ipercomprato, il mercato scenderà”, “il mercato ha creato un doppio minimo, sicuramente salirà”, “c’è una pin bar rialzista, si deve tradare”, etc...

Tutte queste idee sono solo opinioni su cosa il mercato farà o dovrà fare, e se quindi siamo disposti ad ascoltare ciò che Robert Kyosaki afferma nel suo libro, tutto ciò porterà ad una difficoltà finanziaria nella nostra azienda di trading.

Arduino con la Price Action, forse inconsapevole del pensiero di Kyosaki, ma sicuramente consapevole di come rendere profittevole un’Azienda di trading, abbraccia l’idea di attenersi ai fatti.

Il mercato è in una fase Long? Allora si andranno a cercare dinamiche in tendenza. Il mercato è su dei massimi? Non fa niente, se non ci fa vedere chiaramente delle dinamiche di inversione, si continuerà con la visione della tendenza di fondo. Una volta osservato un segnale, si va alla ricerca di conferme proprio perché si aspettano i fatti, ovvero, si aspetta che il mercato sia pronto ad effettuare quel movimento.

Come avrete visto noi Price Action traders non anticipiamo mai il mercato, non serve a niente comprare sui minimi e vendere sui massimi, se si è in grado di lavorare con il giusto rischio/rendimento.

Un ultimo pensiero che vorrei condividere con voi riguarda ancora il mercato. Avete mai conosciuto una persona “senza peli sulla lingua”? Quelle persone che dicono tutto con sincerità e “in faccia”? Quelle persone che se trattate con il giusto rispetto sono i primi ad aiutarvi ed in caso contrario i primi a dirvelo?

Il mercato è proprio così, è come loro. Le cose ve le dice in faccia e subito. Se lo state anticipando, ve lo dirà, immediatamente. Se lo trattate come amico, ascoltate ciò che dice e non provate a manipolare con opinioni vostre ciò che vi mostra, allora vi aiuterà a rendere profittevole la vostra azienda di trading.

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

Matteo

 

[Arduino Schenato] Giovedi 3 Settembre 2020 - Ore 10:45:16

Diventare Trader Ep. 10: I rischi del mestiere

Buongiorno a tutti traders, in questo episodio vorrei parlarvi del rischio e delle responsabilità da doversi assumere se si vuole diventare dei trader professionisti.

Come trader neofita e in fase di studio mi trovo spesso ad affrontare argomenti che riguardano più l’aspetto personale che quello tecnico. In particolare, ciò che cerco di fare, è porre le giuste fondamenta affinché diventi consapevole dell'approccio imprenditoriale di cui il trading necessita.

L’argomento forse più importante e che molti trascurano è l’accettazione del rischio. Essere consapevoli di quanto si vuole investire e di quanto si è disposti a perdere è forse la parte più difficile. È buona norma, come consigliato anche da hereforex, tenere le percentuali di rischio da investire per trade basse, max 2%; questo, più o meno, tutti lo facciamo e lo accettiamo. Ma siamo sicuri che questo significa essere consapevoli e aver accettato il rischio?

Ragionare con le percentuali è giusto, rischiare l’1% o il 2% è corretto, ma prima di far questo bisogna fare un lavoro di “confessione” personale più profondo. Supponiamo di avere un capitale di 10 000 euro, l’1% corrisponde a 100 euro, siamo veramente in grado di accettare una perdita di 100 euro? Se da un giorno all’altro vi trovaste con 100 euro in meno di capitale, vi sentireste arrabbiati, frustrati? Se la risposta è sì, allora non avete accettato il rischio; forse non siete ancora pronti per investire quella percentuale del capitale, provate ad abbassare la percentuale. Se la risposta è no, allora ponetevi un'altra domanda. Se doveste perdere 5/6 operazioni di fila, ovvero 500/600 euro, come vi sentireste? Se la risposta è tutto tranne che calma, tranquillità o addirittura indifferenza allora forse dovreste ridurre il rischio.

Porsi queste domande e darsi delle risposte sincere aiutano il trader neofita, e non, a diventare consapevoli e accettare il rischio che si vuole assumere.

Un ulteriore punto di vista per avere il giusto approccio al trading professionale è quello imprenditoriale. È di fondamentale importanza, ai fini di un corretto mindest da trader, considerare il trading come un’attività imprenditoriale. Esso non ha niente di diverso dall’apertura di un bar, una tabaccheria o avviare una startup innovativa. Tutte queste attività necessitano come il trading di un investimento, e quindi un capitale, iniziale. Tutte hanno dei costi che periodicamente bisogna sostenere e un bilancio dell’attività a fine anno da dover analizzare approfonditamente. Il trading non è da meno, i costi saranno gli stop loss; durante il bilancio di fine anno, oltre a valutare l’andamento del nostro portafoglio, bisognerà analizzare come è stato ottenuto quel profitto/perdita. Essere consapevoli che le operazioni effettuate siano state dettate dal raziocinio e non dall’emotività, diventa per un trader la miglior arma per perfezionare la stabilità della propria azienda.

Vi vorrei lasciare con una frase di un esperto di matematica finanziaria e un video di un altro esperto, stavolta di Price Action trading, che servono per riflettere e approfondire questo argomento che è alla base del percorso per diventare trader professionista.

“Quando si materializzano le perdite non c’è una chiara accettazione di quel che è accaduto. Il prezzo sullo schermo perde la sua realtà in favore di qualche ‘valore’ astratto” - Nassim Taleb.

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Con questo è tutto, alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

Matteo

 

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 27 Agosto 2020 - Ore 10:45:00

Diventare Trader Ep. 9: Tra influenza e coinvolgimenti

Eccoci tornati in un nuovo episodio della serie Diventare Trader!

Durante questo periodo il mercato non ha offerto occasioni, secondo il nostro metodo di lavoro, per tradare. Ho deciso pertanto, di dedicare la maggior parte del mio tempo allo studio del giusto mindset per poter diventare un trader profittevole.

Nel mondo del trading, e non solo, siamo invasi da numerose informazioni, ad esempio, notizie macro e micro-economiche, nuovi indicatori “magici”, strumenti di previsione del mercato, percentuali impressionanti e molto altro ancora che, spesso, ci portano a non guardare ciò che veramente risulta importante: il prezzo.

Ma detto così “sembra” molto scontato. Mi piacerebbe portare la vostra attenzione su questo argomento attraverso un'altra prospettiva.

In questi giorni,un amico, mi ha detto che noi nella nostra vita siamo caratterizzati da due aree: una detta ‘area di influenza’, che riguarda tutto ciò che ci circonda su cui possiamo avere influenza, all’interno della quale possiamo prendere delle decisioni e produrre dei cambiamenti e una detta ‘area di coinvolgimento’ che corrisponde con tutto ciò che noi “subiamo” ma su cui non possiamo prendere decisioni, ad esempio la presenza del clima troppo caldo oppure l’acquisto di giocatori all’interno di società calcistica o molto altro. Purtroppo, la maggior parte delle persone concentra la propria attenzione all’area di coinvolgimento piuttosto che all’area di influenza.

Ma perché questo discorso? Cosa c’entra con il trading? - vi starete chiedendo.

All’inizio neanche io avevo pensato ad un collegamento con il trading ma poi, ragionandoci, mi sono reso conto che, in realtà, è molto più accentuato ed evidente nel trading di quanto possiamo immaginare.

Durante il percorso di trading si pone spesso l’attenzione alle notizie presenti nel calendario economico, agli istituzionali, alle conferenze dei capi maggiori o delle grandi banche con l’intento di voler evitare di essere a mercato durante questi momenti o addirittura di prevedere il cambiamento che tali notizie possono provocare. Nei casi più elementari attraverso tecniche varie, quali indicatori, tempo, cicli o molto altro, si va alla ricerca della previsione nel piccolo o medio periodo dell’andamento del mercato.

Tutte queste cose, a mio parere, appartengono all’area di coinvolgimento. Personalmente non sono in grado di prevedere o avere controllo sul mercato, non ho la possibilità di sapere ciò che i “grandi capi” economici diranno o faranno oppure i cambiamenti che queste notizie porteranno.

Pertanto, essere concentrati su questo, quasi sicuramente, a mio parere, non provocherà un cambiamento sostanziale nel percorso di un trader neofita.

Ciò su cui ho deciso di porre l’attenzione, è l’area di influenza. All’interno di quest’area sono presenti i grafici end of day (fondamentale guardare la fine della giornata e non ciò che sta avvenendo adesso su cui non abbiamo controllo), la gestione economica o money management e la gestione psico-emotiva.

Grazie ai grafici end of day ho la certezza di quello che è avvenuto sul mercato, fare le giuste analisi e, solo dopo un progetto ben accurato, entrare a mercato consapevoli che quest’ultimo farà ciò che vuole e quindi è necessario avere un ottimo money management che preservi ciò su cui abbiamo influenza, ovvero il nostro capitale. Ultimo, ma non per importanza, la gestione emotiva, un fattore che ci permette di essere lucidi nelle decisioni e consapevoli che il trading è un progetto a lungo periodo e non una scorciatoia per diventare ricchi subito.

Concludo precisando che quanto sopra scritto è esclusivamente l’evoluzione del mio percorso da trader neofita, ovviamente non è l’unico modo di vedere le cose o il migliore per farlo.

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 20 Agosto 2020 - Ore 08:33:35

Diventare Trader Ep. 8: Effetto Dunning-Kruger

“L'effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità auto valutandosi, a torto, esperti in quel campo, mentre, per contro, persone davvero competenti tendono a sminuire o sottovalutare la propria reale competenza.” Da Wikipedia.

Buongiorno a tutti Traders.

La citazione sopra proposta fornisce uno spunto fondamentale per la crescita di un trader alle prime armi o per il perfezionamento del mindset di un trader esperto.

Durante questi due mesi di scuola Platinum mi sono imbattuto in numerose citazioni o frasi volte a plasmare il giusto mindset da trader. Molte di queste ancora non mi sono ben chiare, nonostante le spiegazioni. È normale non riuscire immediatamente ad assimilare e rendere propri determinati concetti.

L’effetto Dunning-Kruger è parte di un mindset che un trader che vuole diventare professionista non deve avere. Cerchiamo attentamente di capire che ripercussioni può avere questa distorsione cognitiva nella vita da trader.

Partiamo con il mio percorso. Come ormai avete capito, io sono un trader alle prime armi, neofita. L’effetto Dunning-Kruger per coloro che, come me, attualmente sono neofiti afferma: “individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità auto valutandosi, a torto, esperti in quel campo”.

Sopravvalutare le proprie abilità di trading comporta numerosi problemi. Nella migliore delle ipotesi traders neofiti, che ancora non posseggono un adeguata capacità di gestire il denaro, sono proiettati, spinti dalla sovrastima delle capacità, a rischiare più di quanto dovrebbero. Nella peggiore delle ipotesi, si acquisisce talmente tanta fiducia che gli errori di valutazione e scelta di un trade vengono non più corretti o rivalutati e vengono considerati trade “sfortunati”. Inoltre, potrebbe nascere la sensazione di sentirsi “arrivati” di conoscere ormai tutto e spesso meglio di chi questo mondo lo “mastica” da anni. Tutto questo pone le basi per un mindset non adatto ad un trader professionista, ma ad un trader che nel lungo periodo tenderà ad abbandonare non ottenendo efficienti risultati.

L’effetto Dunning-Kruger non fa parte solo dei traders neofiti, infatti, afferma: “persone davvero competenti tendono a sminuire o sottovalutare la propria reale competenza.

Sminuire o sottovalutare le proprie abilità porta il trader spesso o a porsi troppi dubbi sull’efficacia del proprio stile di trading e quindi a cambiarlo in continuazione, o un’errata valutazione della sua potenzialità e quindi scelta prematura del target, per paura che il mercato possa non muoversi quanto effettivamente valutato e pertanto generare un’efficienza minore nel lungo periodo. Anche questo mindest porta spesso alla rinuncia.

 

Per concludere non penso, a mio parere, che esista una regola da seguire per evitare che il nostro mindset subisca questo effetto da neofiti o esperti, però partecipare ad un gruppo di formazione dove ci sono componenti con svariate capacità e livelli di formazione personalmente mi aiuta a valutare in maniera adeguata le mie capacità e tramite l’aiuto del gruppo, di Arduino e il suo team, a percorrere la giusta strada verso la formazione di un mindset da vero trader professionista.

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 13 Agosto 2020 - Ore 10:32:06

Diventare Trader Ep 7 - La pazienza

Buongiorno a tutti traders. In un precedente articolo abbiamo introdotto i concetti di pazienza e ricerca delle conferme, qualora non lo aveste letto vi invito a farlo cliccando QUI.

In questo episodio vi farò vedere come il mercato offra le giuste opportunità, secondo la scuola di pensiero della PRICE ACTION, ai trader che hanno la pazienza di aspettare le giuste conferme.

Noi traders neofiti, spesso, cerchiamo di anticipare il mercato, provando a prevedere il futuro andamento del mercato attraverso, ad esempio, la presenza di un “segnale” sul DAILY.

Per diventare traders profittevoli, come già spesso accennato, c’è la necessità di avere una conferma della dinamica/segnale che permette di limitare il rischio ed ottenere un rendimento migliore, nonché un elevata profittabilità.

Consideriamo lo strumento S&P 500 che il giorno 30 luglio forma una PIN bar rialzista. Uno dei segnali che noi, della scuola Platinum, prendiamo in considerazione nelle nostre analisi. Inserendo le estensioni di Fibonacci possiamo vedere come, se avessimo fatto un’entrata classica a breakout della pin con stop sotto i minimi e target area 261,8%, attualmente ci ritroveremmo con un rischio/rendimento inferiore al 1 a 2 con circa 8 giorni di commissioni da dover pagare.

Avere la pazienza di attendere la giusta conferma può migliorare un trade che a primo impatto non sembra così tanto allettante. Vediamo perché.

Come si può vedere dall’immagine nei giorni successivi nel grafico 4H si vengono a formare addirittura due conferme diverse indicate dalle frecce rosse che vanno appunto a confermare la visione long osservata nel grafico giornaliero.

Entrando su una delle due conferme, ad esempio, a breakout con stop sotto i minimi e target lo stesso del giornaliero si ottiene un trade che ammette un rischio/rendimento superiore di gran lunga all’ 1 a 2 e una probabilità di profittabilità maggiore in quanto questa è una conferma ulteriore di una dinamica già osservata dai time frame più alti.

Ovviamente queste osservazioni sono dinamiche a cui noi traders neofiti non sempre facciamo caso, per questo motivo, per me, è estremamente utile il partecipare ad un percorso formativo come quello offerto da HereForex, seguendolo infatti mi permette di focalizzare la mia attenzione sulle giuste opportunità e acquisire un giusto mindset per diventare un trader profittevole.

Queste osservazioni fatte sull’ S&P 500 fanno parte dell’idea che è alla base di un trade che è stato progettato e gestito in maniera ottimale.

Vi ricordo che chiunque voglia avere informazioni utili su questo fantastico gruppo può farlo cliccando QUI.

 

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 6 Agosto 2020 - Ore 13:58:20

Diventare Trader Ep. 6: Le Aspettative

Buongiorno a tutti Traders, in questo episodio parleremo di un argomento delicato ma fondamentale per la crescita di un trader professionista.

Quello di cui parlerò viene trattato spesso durante le trading room della scuola platinum da Arduino e Antonio, ho capito quanto sia importante nel trading e quindi voglio parlarne a tutti voi che state intraprendendo questa attività o già la fate da tempo.

Il 90% delle persone che approcciano al trading lo fanno con la speranza di poter “evadere” da quello stile di vita “9-18” che caratterizza, quasi, ognuno di noi.

Effettivamente è vero, il trading dà la possibilità, se fatto in maniera professionale, di poter acquisire uno stile di vita non conforme alla “normalità”.

Per ottenere questo cambiamento il percorso personale del trader deve passare attraverso numerose fasi. La prima di queste è il ridimensionamento delle aspettative.

- La prima aspettativa che ogni trader inesperto ha è quella della ricerca continua del guadagno, quell’ ossessione per le percentuali, ad esempio, giornaliere o mensili. Questa aspettativa provoca nel trader un bias cognitivo (un pattern sistematico di deviazione dalla norma o dalla razionalità nel giudizio) che conduce a scelte errate nell’inserimento delle posizioni o nella gestione di un trade.

- Un’altra possibile aspettativa è quella del sistema perfetto, quel sistema infallibile che non presenta stop e alimenta ancor di più la prima aspettativa proposta. La ricerca continua di perfezione nel sistema, spesso attraverso lo studio maniacale di grafici passati, genera un effetto di overfitting (adattamento eccessivo del sistema a caratteristiche che sono specifiche solo del passato, ma che non hanno riscontro nel futuro). Quest’ultimo provoca non solo un aumento degli stop nel sistema, ma anche uno stress psicologico che porta spesso il trader a sentirsi “fallito” ed abbandonare questo mondo.

Un primo approccio per poter limitare queste aspettative è quello di iniziare a percepire il trading come una vera e propria azienda.

Un’azienda che non ha un obiettivo giornaliero o mensile, ma un obiettivo nel lungo periodo che consiste nell’avere la sicurezza di continuare a tradare, che a fine anno può valutare gli utili e prepararsi per l’anno successivo. Un’azienda che ha un sistema adattabile all’ambiente in cui viene messo in pratica e AMMETTE, come costi variabili, gli STOP. LOSS.

Concludo ricordandovi che all’interno della scuola di trading platinum, offerta da hereforex, vengono affrontati questi argomenti, oltre all’aspetto tecnico, grazie ad Antonio al fine di costruire un mindset da trader professionista completo.

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

Matteo

 

[Arduino Schenato] Giovedi 30 Luglio 2020 - Ore 12:37:20

Diventare Trader Ep. 5: Dollaro Debole

Buongiorno Traders, come anticipato nello scorso episodio, oggi vi parlerò di un progetto che è stato attuato su USD/CHF la scorsa settimana dal gruppo della scuola Platinum.

Iniziamo subito partendo dal settimanale. La debolezza del dollaro in questo cambio è presente da molte settimane come si può vedere dal riquadro rosso. L’ultima settimana presente nel riquadro forma una interessante barra pin di continuazione del trend che permette, insieme alla dinamica di debolezza del dollaro, di impostare la settimana come short.

Passando al grafico daily, si nota la presenza di una FTW power (freccia rossa) che indica una possibile continuazione della tendenza ribassista.

Ovviamente, come vi accennavo nella scorsa puntata, la Price Action Avanzata di Arduino cerca sempre conferme prima di entrare infatti, a conferma di questo stile, il trade su questo cambio è stato aperto martedì (indicato con la seconda freccia rossa), 1 giorno dopo la presenza del segnale daily.

 

 

Vediamo perché.

Quale è stata la conferma che ha portato il team ad effettuare questa operazione?

Per rispondere a questa domanda c’è bisogno di analizzare il grafico 4H.

 

 

Nel grafico 4H, si può osservare come tra la giornata di lunedì e la notte di martedì (riquadro rosso) il cambio ha compresso la volatilità formando spikes nella parte superiore a conferma della debolezza del dollaro. In particolare, forma una serie di candele inside della outside bianca (prima candela del riquadro rosso) con l’ultima candela, prima dell’ingresso indicato con la freccia rossa, che forma una pin bar ribassista.

Questo insieme di strutture del mercato portano Arduino e il gruppo ad effettuare un’operazione bellissima con i livelli di entrata, stop e target indicati sul grafico con le linee rosse e verdi.  L’operazione si è chiusa in profitto con una gestione del trade diversa tra i vari ragazzi. C’è chi ha aspettato il target e chi, come Arduino, ha chiuso il giorno successivo dopo l’enorme barra di volatilità mostrata nell’arco della giornata.

 

Per concludere voglio fare alcune considerazioni sulle conferme. Come si può osservare da questo progetto, la pazienza di aspettare le conferme ha portato:

1.     A confermare la visione del segnale daily.

2.     Evitare ulteriori costi di commissione.

3.     Ottenere un Rischio/Rendimento migliore

Tre punti cardine che identificano la longevità di un Trader professionista.

Da Matteo è tutto, alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

[Arduino Schenato] Mercoledi 22 Luglio 2020 - Ore 12:25:14

Diventare Trader Ep. 4: Le Conferme

 

Buongiorno a tutti Traders, in questo episodio mi piacerebbe parlarvi delle conferme, un argomento fondamentale e di cui avremo modo di parlare spesso.

Ormai è circa un mese che partecipo alla scuola di trading offerta da Hereforex. Arduino, Antonio e Giammarco sono riusciti ad aprirmi una porta a questo nuovo “stile di vita” della Price Action.

Mi piace definirlo uno stile di vita perché non solo ti fa crescere nel modo di fare trading, ma è uno sviluppo interiore, emotivo e caratteriale. 

Lo stile di trading a bassa frequenza di Arduino pone le sue basi sulla pazienza, una virtù che pochi hanno, ma che tutti possono sviluppare. La pazienza è fondamentale, ad esempio, nella scelta dell’opportuno trade da eseguire. La ricerca continua di conferme da parte del grafico è una tecnica per ottimizzare la qualità e l’efficacia del trade. Permette inoltre di evitare quelle "false opportunità" ( le cosidette trappole )  che il mercato propone, alle quali, tutti noi traders “ignoranti”, abbocchiamo. (ignoranti non in senso offensivo, ma inteso come gente che ignora ciò che veramente il grafico vuole mostrare)

Entriamo adesso nel pratico.

Come possiamo trovare delle conferme? Sinceramente non mi è ben chiaro tutto il quadro relativo alle conferme, per questo episodio ci limiteremo a fornire l’indicazione principale da dover seguire nella ricerca delle conferme.

Dopo aver analizzato una dinamica dal grafico daily è opportuno analizzare se nei giorni successivi o nelle ore successive (non scendere mai sotto il 4H) il mercato genera ulteriori segnali o dinamiche che confermano la visione che la prima dinamica aveva fornito ( derivante da time frame come il daily e il weekly). 

È di fondamentale importanza rendersi conto che una conferma deve essere analizzata nei giorni successivi, non è “valido” alcun segnale o dinamica che sia inclusa nei giorni nei quali viene generato il primo segnale o dinamica di ingresso. Sembrerà una cosa ovvia, ma in questo mese, si è spesso discusso di D.M.L.L., D.M.H.H., indecision bar o altri segnali presenti nel grafico 4H, inclusi nei giorni della dinamica iniziale di ingresso, confusi come conferme.

Per questo episodio abbiamo concluso, nel prossimo episodio analizzeremo un'altra posizione concentrando la nostra attenzione sulle conferme. Vi lascio con una citazione di un grandissimo trader di Wall Street, Victor Sperandeo.

Non essere impazienti.

Il lavoro del trader non è quello di effettuare un numero enorme di transazioni, ma piuttosto quello di scorgere le migliori possibilità di azione in rapporto al proprio modo di agire. Meglio destinare qualche ora in più allo studio del mercato e delle sue prospettive che cominciare subito con transazioni dettate più dalla fretta che dalla ragione.

Alla fine, si riuscirà ad individuare il momento in cui la maggior parte dei fattori che influenzano un titolo sono dalla parte dell’investitore. Un particolare momento di sottovalutazione, un’ondata di vendite emotive o la comunicazione di particolari notizie possono creare una grande differenza nel risultato finale di una posizione.

Da Matteo è tutto alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 16 Luglio 2020 - Ore 09:03:50

Diventare Trader Ep. 3: Vendiamo EUR/GBP

Buongiorno a tutti Traders, in questo episodio voglio parlarvi dell’operazione aperta in data 09/07 sul cross EUR/GBP.

Il cross non è uno di quelli quotidianamente osservati da Arduino, la sua analisi è iniziata grazie ad uno spunto di un ragazzo del gruppo che, ad inizio settimana, fa notare come il cross volesse far presagire un mini-rintracciamento di una tendenza long di medio periodo.

Arduino e il team, analizzando il cross, decidono quindi di tenerlo sotto controllo durante la settimana.

Il giorno successivo, martedì, il cross mostra effettivamente una debolezza, come si vede con la candela nera indicata dalla prima freccia blu. Per il momento, nulla indica un possibile ingresso a mercato, il cross sta unicamente confermando una visione settimanale.

Mercoledì, indicato dalla seconda freccia blu, si può osservare una inside indecision bar, ovvero una barra che indica una compressione di volatilità e un equilibrio tra i compratori e i venditori, “ideale” segnale di consolidamento del mercato. Spesso fa presagire un’esplosione di volatilità in uno dei due versi.

Giovedì, il giorno dell’ingresso, Arduino, a prima mattina, spiega questa dinamica “top-down” (termine informatico per indicare una struttura che dal generale passa sempre di più al particolare) e decide di analizzare il 4h per ulteriori conferme.

Come si può osservare dall’immagine il cross mostra due segnali operativi successivi di doppio massimo lower indicati con le frecce verdi. Queste sono state le ultime conferme che hanno portato Arduino e il gruppo ad aprire un’operazione di vendita su questo cross. (indicati con le linee verdi e rosse i valori rispettivamente di entrata/profit e stop loss)

Per analizzare i livelli di entrata e uscita dal mercato vi invito a partecipare alla scuola di trading Platinum offerta da Hereforex.

Il Trade si è concluso in trailing profit il giorno 13/07 con un rischio/rendimento del 1/0,24. Non è un trade che si è concluso a target ma, con un’ottima gestione di Arduino, siamo riusciti a mantenere il trade senza perdita e con una piccola percentuale di guadagno, preservando quindi il nostro capitale.

Questo è un punto fondamentale di cui parleremo spesso durante il nostro percorso.

Arriviamo adesso alla parte conclusiva nonché la più importante: il mio approccio.

Personalmente non ho effettuato questo trade. Confrontandomi con Arduino abbiamo deciso di utilizzare il primo periodo di questa esperienza come formazione senza dovermi preoccupare di “gestire un patrimonio”. Questo mi permette di apprendere tutte le motivazioni che portano all’apertura di un trade e lo stile di trading che Hereforex vuole trasmettere senza dover affrontare lo stress che tutti i trader inesperti hanno nella gestione del denaro.

Per concludere, come avete visto, l’operazione è stata improntata sulla dinamica del prezzo, partendo da una visione globale del settimanale/mensile passando ad una visione locale della dinamica sul giornaliero, osservando ulteriori conferme sul 4h. Questo è ciò che contraddistingue la Price Action di Arduino e Hereforex, tutto è basato sul prezzo e la sua dinamica caratterizzata dalla volatilità. Niente indicatori, niente trading system, solo prezzo e volatilità! Tutto in linea con il principio o stile di vita K.I.S.S. (keep it simple, stupid).

Da Matteo è tutto alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

Buon Trading Simple!

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 9 Luglio 2020 - Ore 08:50:16

Diventare Trader Ep. 2: Progetti di Trading

Buongiorno a tutti ragazzi, eccoci tornati con il secondo episodio di “Diventare Trader”.

È finita la prima settimana della trading room che è veramente molto interessante: è formazione allo stato puro con tantissime cose da apprendere in modo accattivante, pertanto vi invito ad entrare a far parte di questo gruppo!

Ma torniamo a noi: il re di questa settimana è stato GBP/USD, un mercato che ha coinvolto il team costantemente e dove le principali discussioni sono state affrontate con Antonio. Mi sembra giusto scagliare una freccia a favore di Antonio stesso e, soprattutto, alla sua tecnica psicologica di analisi del trading: come molti dite forse sarà noioso e poco intrigante nelle sue disquisizioni, ma la realtà dei fatti è quella!

Il trading è gestione del denaro, è saper ragionare, non è avere un segnale e tradare alla cieca. E poi, parliamoci chiaro, se Arduino ha scelto lui, un motivo ci sarà, no?

Chiusa questa partentesi di riflessione, ciò di cui si è discusso molto sono stati i livelli di target e un interessantissimo studio su come questi livelli funzionino (sono rimasto veramente sconvolto!). Anche a me è venuto in mente di utilizzarli: qualche segnale e via con il diventare milionari! Ovviamente i nostri "Cavalieri", Arduino e Antonio, subito pronti ad aiutare e venire in soccorso hanno smontato la mia idea con un approccio veramente interessante; analizziamola insieme partendo dai famosi segnali.

I segnali sono una dinamica di prezzo concentrata in poche candele; ad esempio, una pin bar non è altro che una giornata nella quale una delle due forze agenti sul mercato prevale, supponiamo inizialmente i compratori, in seguito, nell'arco della stessa giornata, i venditori hanno la meglio formando quella candela che tutti GRAFICAMENTE conosciamo come pin. Ciò non significa che bisogna tradare sempre a questo punto.

Il segnale non è altro che uno dei punti dell’analisi del progetto che vogliamo attuare.

Per fare una buona pianificazione abbiamo bisogno di seguire dei passi ben precisi: prima di tutto serve la pianificazione settimanale, poi la dinamica giornaliera e infine il segnale o conferme a 4h concludendo con i livelli di target i quali, dal mio punto di vista, (forse Arduino e Antonio confermeranno o meno e lo scopriremo alla prossima puntata), non sono altro che livelli psicologici dove la maggior parte dei trader, di solito, prende profitto.

Lo so che quanto sto dicendo sembra frutto di mera organizzazione in realtà è effettivamente quanto è successo in questa settimana, pertanto, vi lascio uno spezzone di trading room nel quale Arduino fornisce una spiegazione di come il piano settimanale venga prima di un qualsiasi segnale o livello.

Da Matteo è tutto e come dice Arduino (vi prometto che nei prossimi episodi cercherò una frase mia),

Buon Trading Simple!

 

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[Arduino Schenato] Giovedi 2 Luglio 2020 - Ore 10:22:15

Diventare Trader Ep 1 - Scuola di Trading con HereForex: Primo impatto

Salve a tutti price action trader e non, inizia con questo articolo un nuovo format dedicato alla scuola di trading platinum offerta da hereforex.

Mi presento, sono Matteo, 21 anni, trader neofita iscritto da pochissimo alla scuola di trading Platinum e fornirò un’esperienza continua proprio sul progetto relativo a questa scuola, offerta da Arduino e il suo team. Ogni due settimane uscirà un articolo nel quale esporrò ciò che sto apprendendo, i target, gli stop e tutte le sensazioni del mondo della price action al fine di cercare di fornire a voi, vecchi e nuovi traders, un’esperienza di crescita costante grazie a questa scuola di trading.

Iniziamo subito con il mio primo impatto.

Percorso cominciato il 26 giugno, Arduino e i suoi ragazzi erano dentro un' operazione short GBP/USD, la prima cosa che ho fatto è stata cercare di capire per quale motivo fossero entrati e trovo utilissima la possibilità che il servizio platimun ti fornisca di risentire le registrazioni delle trading room, visto che sono inviate il giorno stesso entro le ore 15. Per chi non sa cosa siano, non è altro che un’ora al giorno di pura analisi dei mercati con Arduino e il suo team, ma ne parleremo meglio dopo.

Tornando a noi, inizio a sentire questa registrazione e subito mi si apre un mondo, una visione totalmente diversa dallo studio “classico” dell’analisi tecnica ( in realtà infatti la vera Price Action non è analisi tecnica ) Arduino presenta una spiegazione dell’entrata short non basata esclusivamente sui segnali, ad esempio pin bar, d.m.h.h. ed altri, di cui parleremo man mano nel nostro percorso, bensì un’entrata basata su una dinamica di prezzo su un complesso di informazioni tra segnali, livelli e molto altro ( quella che Arduino chiama struttura dei prezzi).  Ovviamente vi starete chiedendo se ho capito l’entrata e forse se sarei in grado di ripeterla, beh, ovviamente NO. Ma siamo all’inizio ed è giusto che sia così.

Per concludere, partecipo alle trading room di lunedì e martedì successivo e avevano chiuso l’operazione, ed anche lì, Arduino e Antonio forniscono prontamente una spiegazione accurata a questa chiusura, alcuni ragazzi avevano mantenuto la posizione, forse la stanno mantenendo ancora, ma ciò che mi ha colpito maggiormente è stato un intervento interessantissimo di Antonio, il quale fornisce una analisi sulla gestione del trade per i ragazzi che ancora erano a mercato grazie ad una modifica da lui osservata dei ritracciamenti di Fibonacci. 

Cosa dire, primo impatto veramente sconvolgente, Arduino e Antonio di una disponibilità impressionante e la cosa più importante che ho imparato è che devo iniziare a guardare il trading da un punto di vista più dinamico, completo, un approccio top-down di cui avremo ampiamente modo di discutere.

Alla prossima ragazzi, da Matteo è tutto e come dice Arduino,

Buon Trading Simple! 

 

 

[Arduino Schenato] Martedi 11 Giugno 2019 - Ore 12:07:58

Il Trading come attività Imprenditoriale

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Antonio,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Il Trading Finanziario si può “praticare” in varie modalità, che sostanzialmente differiscono per l’obiettivo che ci si pone: quella che segue è una tabella riepilogativa che semplifica le varie modalità che ho individuato:

 

 

Per chi inizia ad appassionarsi a questo mondo, quindi, per prima cosa consiglierei di capire in quale di queste modalità si pensa di rientrare.

Tralasciando l’approfondimento della modalità Gambler, della quale credo che nessuno dei lettori ne faccia parte (o almeno lo spero), direi di concentrarci sulle caratteristiche e

sui requisiti delle altre due categorie: Risparmiatore e Imprenditore.

Il Risparmiatore è colui il quale, ha già un lavoro o una professione che gli garantisce un reddito per vivere, e che magari gli ha permesso di “mettere da parte” un piccolo/grande

capitale, per cui il suo primo obiettivo è quello di conservarlo e di salvaguardarlo dalla perdita di valore e dai rischi.

Il più delle volte questo tipo di profilo si affida ad investitori istituzionali che talvolta gli garantiscono (non sempre) la conservazione del capitale a scapito della giusta rivalutazione

dello stesso.

Fondamentalmente si “accontentano” di piccoli guadagni ma a basso rischio di perdite. Tuttavia c’è da dire che purtroppo questa equazione non sempre la si vede applicata

perché molto dipende dalla corretta valutazione del rischio reale rispetto a quello percepito: basti pensare a quanti risparmiatori hanno perso i propri risparmi credendoli al sicuro,

nonostante i vari accorgimenti normativi messi in atto dal legislatore che non hanno comunque sortito l’effetto di tutela del risparmio.

Qui sarebbe necessario un approfondimento sulla scarsa cultura finanziaria del nostro paese, ma questo non è il topic del presente articolo.

 

Nell’ambito del Trading reputo la categoria “Risparmiatore”, un soggetto non particolarmente adatto a questo tipo di attività, per svariati motivi tra cui i principali sono:

1. Si passerebbe dall’investimento di un capitale alla gestione dello stesso.

2. Si necessiterebbero di competenze per detta gestione che molte volte non si hanno.

3. La scarsa propensione al rischio comporta essa stessa il rischio di un maggiore caricopsicologico durante la gestione.

 

In linea di massima, quindi, non si può essere trader avendo l’approccio del risparmiatore, anzi lo considero un ossimoro.

Il profilo che reputo più adatto per il trading è quello dell’imprenditore; quest’ultimo infatti è colui il quale accetta il rischio d’impresa con lo scopo di guadagnare e quindi crearsi un

reddito, partendo dall’obiettivo minimo della copertura dei costi, delle spese e del rischio d’impresa stesso.

 

Per approfondire meglio vi riporto la definizione del Codice Civile: “È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata a fine della produzione o

dello scambio di beni e servizi.” Art. 2082.

Sempre l’art. 2082 stabilisce quali sono i requisiti dell’imprenditore:

 L’attività produttiva

 L’organizzazione

 L’economicità

 La professionalità

 

Entrando quindi nel dettaglio dei requisiti, vediamo anche come applicarli nel Trading:

1. L’attività produttiva: l’impresa è una serie coordinata di atti finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi.  Il termine trading finanziario indica il commercio, quindi

lo scambio o la compravendita di strumenti finanziari quali valute, azioni, obbligazioni, futures, titoli di stato ecc…

2. L’organizzazione: L'imprenditore crea normalmente un complesso produttivo, formato da persone e da beni strumentali. È imprenditore anche chi opera senza utilizzare

prestazioni lavorative altrui, purché vi sia organizzazione di mezzi e capitali, oltre che del proprio lavoro.

Allo stesso modo, è imprenditore chi opera senza creare un apparato aziendale di beni mobili e immobili, ma solamente attraverso mezzi finanziari propri o altrui. Nel trading non

c’è bisogno di un apparato aziendale, ma basta avere un computer, una connessione e un capitale.

3. L’economicità dell’attività: L'economicità è richiesta in aggiunta allo scopo produttivo:

l'attività produttiva deve essere condotta con metodo economico, secondo modalità che consentano quantomeno la copertura dei costi con i ricavi. Nel trading è necessario avere

un metodo collaudato (Money Management) che garantisca la copertura dei costi (spese di connessione, di formazione,

commissioni, spread, overnight, Stoploss, ecc..), con i ricavi.

4. La professionalità: L';esercizio dell'attività produttiva deve essere abituale e non occasionale.

Tuttavia l'attività non deve necessariamente essere continua o la principale dell'imprenditore fermo restando il principio dell’economicità. Il trading si può affiancare ad un’altra

attività, purché venga fatto in maniera seria e professionale.

È chiaro che chi si avvicina al Trading deve capire bene quali sono le proprie esigenze e il proprio profilo prima di capire qual è il giusto approccio nell’operare.

Per i motivi che vi ho esposto, una persona che vuole diventare un trader profittevole, è quasi “costretto” a farlo come un’attività imprenditoriale, mettendo in preventivo che oltre

ad acquisire le competenze operative è necessario che acquisisca (qualora non l’abbia) l’approccio e la mentalità imprenditoriale per poi fare la dovuta esperienza sul campo e

ritagliarsi anche un tempo per poter esercitare tale attività in maniera professionale.

D’altronde se decidessimo di aprire una gelateria mi sembra abbastanza ovvio il fatto che alla base dovremmo avere una notevole competenza ed esperienza in materia di gelati,

altrimenti l’eventualità del fallimento sarebbe abbastanza scontata. Come pure avere l’approccio imprenditoriale che non ci fa chiudere la gelateria se un giorno o una settimana

non vendiamo gelati.

Ebbene nel trading, purtroppo, non tutti (se non in pochi) partono dal presupposto di concedersi un tempo per apprendere, fare la dovuta esperienza, acquisire una mentalità

imprenditoriale e soltanto dopo “buttarsi nella mischia”.

Ma dato che, a differenza delle attività tradizionali, non servono titoli accademici, attestati, licenze o permessi, e nemmeno grossi capitali, è fin troppo facile “aprire” un’attività di

trading: in fondo, come detto, bastano un pc, una connessione internet e, grazie alla leva, anche un capitale minimo

per diventare ufficialmente trader.

Ad onor del vero, la maggior parte dei traders alle prime armi, il più delle volte cerca di fare esperienza frequentando corsi on-line oppure dal vivo. Altre volte si iscrive a “servizi

segnali” per replicare l’attività di un trader più o meno esperto (anche qui non ci sono titoli per stabilirlo…): tornando all’esempio di prima, chi di noi sarebbe disponibile ad aprire

una gelateria vendendo i gelati fatti da qualche mastro-gelataio, non essendo in grado neanche di confezionarli in una

coppetta?

Ci tengo a chiarire che la formazione, e quindi i corsi, sono indispensabili per acquisire competenze tecniche/operative, ma queste non bastano per essere dei traders profittevoli;

mi permetto di riepilogarvi i presupposti che bisogna avere prima di considerarsi dei traders a tutti gli effetti:

 Competenze Tecniche

 Mentalità Imprenditoriale

 Esperienza sul Campo

 Risultati costanti nel Tempo

Capiamo bene che se per i primi due presupposti la formazione ci può decisamente aiutare, l’esperienza sul campo intesa come fare errori, prendere stoploss e quant’altro la

possiamo fare solo se operiamo in reale con un conto sufficientemente capitalizzato. Molti infatti pensano che ci siano differenze solo tra conto demo e conto real, ma altrettante

differenze (se non maggiori) ci sono tra un conto da 3.000 e uno da 100.000.

Quindi per far sì che il trading possa diventare un’entrata aggiuntiva o, addirittura, l’unica entrata, ci dobbiamo concedere il tempo necessario per imparare il mestiere del Trader,

che in base alla mia esperienza è uno dei più difficili da praticare, in primis perché tale difficoltà viene sottovalutata grazie alla facilità di accesso a questo business, e poi va

aggiunto l’elevato carico di stress psicologico (anch’esso troppo spesso non considerato adeguatamente) che comporta al nostro cervello avere delle operazioni “a mercato”.

La strada corretta a mio avviso è quella di scegliersi un “maestro” da cui imparare, seguendolo quotidianamente nell’operatività e cercare di apprendere non solo come entrare ed

uscire dal mercato, ma soprattutto la gestione dei momenti negativi e/o delicati: personalmente ho fatto così, ma anche questo è legato al tipo di mentalità che si possiede, che

incide anche sulla sensibilità nel valutare e scegliere la persona giusta da seguire.

Molti, purtroppo per loro, guardano solo i risultati a breve, per cui appena c’è una fase “down” subito mettono in discussione tutto e cambiano strada.

L’approccio imprenditoriale, quindi, è a mio parere l’unica strada possibile, per riuscire a farcela; vi elenco alcuni degli elementi che lo caratterizzano e che sono indispensabili:

1. Avere una Visione di ciò che si vuole realizzare

2. Avere Propensione al Rischio

3. Essere convinti di ciò che si fa ma avere capacità critica

4. Agire in piena Lucidità e Consapevolezza

5. Formarsi ed aggiornarsi costantemente

6. Stabilirsi degli obiettivi di medio/lungo periodo e suddividerli in micro-obiettivi

7. Costruirsi un Piano d’Azione basato su un Metodo collaudato nel tempo

8. Stabilire un Money Management ed un Risk Management

9. Avere delle Regole ma saper essere flessibile

10. Registrare costantemente i Dati e Monitorarli periodicamente

11. Valutare i dati sempre sul medio/lungo periodo

12. Aggiornare le regole sulla base di dati sufficientemente consolidati.

 

Cercare delle scorciatoie in termini di tempo, saltare repentinamente da una strategia all’altra, da un metodo all’altro, non farà altro che avvicinarci al triste epilogo della nostra

esperienza di trader, pensando di essere inadeguati a tale attività oppure pensando che è il trading che in realtà non funziona, quando invece è stato sbagliato l’approccio.

Stay Focused!!!!

 

Antonio Izzi

 

Team HereForex

 

[Arduino Schenato] Martedi 25 Settembre 2018 - Ore 17:26:03

Mercato Forex: cos'è e come funziona

Tutto quello che devi sapere sul mercato Forex

A cura di IG Italia

Cos'è il mercato del Forex?

Se decidi di avventurarti nel trading online devi necessariamente imparare molti concetti base per operare sui mercati finanziari. Non è sufficiente conoscere le differenze tra dollaro americano e sterlina ma devi capire come funzionano i mercati valutari, che sono le “piazze” finanziarie più liquide in assoluto. Comprendendo i meccanismi del mercato valutario avrai anche la conoscenza giusta per scegliere il broker finanziario più adatto a te e la piattaforma di trading più idonea alle tue esigenze.

 

Iniziamo con il nome Forex che deriva dalle parole inglesi Foreign Exchange. Il Forex altro non è che il mercato dove sono negoziate le valute di tutti i paesi del mondo, il cosiddetto mercato delle valute. Spesso troverai che questa denominazione viene abbreviata con la sigla FX. Attraverso il mercato Forex individui e società possono convertire una valuta con un’altra. A differenza di quanto avviene in altri mercati che hanno una sede fisica di scambio, il Forex non ha una borsa valori di riferimento. Le valute sono scambiate attraverso un network globale di banche, dealer e broker. Per questo motivo il Forex non è un mercato standardizzato e non è sottoposto alle regole di una specifica borsa di riferimento e viene definito Over the Counter (OtC). Dato che non ci sono né orari di apertura né di chiusura, è possibile fare trading online sul Forex 24 ore su 24, dal lunedì al venerdì sulla maggior parte delle coppie valutarie.

 

Ti abbiamo già ricordato che il mercato Forex è il più liquido del mondo, nel senso che muove la quantità maggiore di denaro rispetto agli altri. Per questi motivi puoi chiudere una negoziazione molto velocemente (ordini eseguiti istantaneamente). Secondo le ultime stime, ogni giorno si eseguono transazioni per un controvalore pari a 5.000 miliardi di dollari. I volumi di contrattazione più importanti si registrano durante la sovrapposizione di due sessioni di borsa delle valute oggetto di scambio. Per esempio, il picco massimo di contrattazioni sul cambio tra l’euro e il dollaro statunitense registra volumi importanti nella fascia oraria che va dalle 14 alle 18, durante la quale gli operatori di Wall Street e quelli europei sono attivi.

 

Come funziona il mercato del Forex?

 

L’attuale meccanismo di funzionamento del Forex risale al 1973, quando fu abbandonato il sistema dei cambi fissi stabilito negli accordi di Bretton Woods. Secondo lo schema attuale, il tasso di cambio è regolato dalla legge della domanda e dell’offerta. Quando parliamo di domanda e offerta nel mercato delle valute facciamo riferimento all’atto di acquistare o di vendere una moneta. Per esempio, un turista italiano potrebbe decidere di vendere euro e acquistare sterline per possedere la liquidità necessaria per un viaggio a Londra. In realtà, la maggior parte delle transazioni sul Forex ha carattere speculativo. Gli operatori fanno trading per trarre profitto dalla differenza di valore maturata tra l’acquisto e la vendita. Le grandi banche sono i market-maker: essendo i principali operatori del mercato, sono le loro negoziazioni a definire i prezzi. Dati i forti volumi sul mercato, le banche non riescono a controllare i prezzi.

 

prezzi del mercato Forex sono quotati in coppie di valute, detti cross valutari. In pratica, quando si compra una valuta se ne vende contemporaneamente un’altra. Al numeratore del rapporto c’è la valuta certa, mentre al denominatore si ha la valuta incerta. Questo metodo di rappresentazione è chiamato quotazione indiretta ed esprime la quantità di valuta estera necessaria per acquistare un’unità di valuta nazionale. Nel caso dell’Euro/Dollaro (in simboli Eur/Usd), l’euro rappresenta la valuta certa e il dollaro statunitense quella incerta. Se si pensa che la valuta certa si apprezzerà rispetto a quella incerta allora si acquisterà la coppia di valute (long). Se invece si pensa che la valuta certa s’indebolirà rispetto a quella incerta allora si venderà la coppia (short).

 

In realtà, quando si opera sul Forex vengono mostrate due quotazioni, il prezzo d’acquisto e il prezzo di vendita, la differenza tra questi prezzi è detta spread. Il movimento minimo che il prezzo può avere è detto pip, che corrisponde al quarto decimale a destra della virgola. Se il tasso di cambio Eur/Usd passa da 1,1450 a 1,1451 diremo che è aumentato di 1 pip.

 

Nel Forex si opera su quantità standardizzate chiamate lotti (o contratti). Un lotto standard è pari a 100.000 unità della valuta certa. Nel caso del cambio Eur/Usd, un lotto sarà uguale a 100.000€. Dato che non tutti i trader hanno a disposizione una quantità così grande di denaro, i broker sul Forex consentono di fare trading utilizzando la leva finanziaria o, in alternativa, di operare con i mini lotti (o contratti mini), il cui valore è pari a 10.000 unità della valuta base. Attenzione che la leva permette di amplificare i guadagni ma aumenta anche il rischio di perdita nei vostri conti trading.

 

Scopri il trading sui mercati Forex di IG Italia

 

[Arduino Schenato] Domenica 24 Giugno 2018 - Ore 12:01:45

Il Valore Degli Stop Loss

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino e Antonio,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Una delle componenti più delicate del trading sono gli Stop Loss: nonostante il significato letterale sia “blocco della perdita” e quindi è una misura di sicurezza che salvaguarda il capitale, molto spesso invece l’interpretazione che si dà è prettamente negativa.

Con questo non intendo certo dire che prendere uno stop loss sia positivo, ma se consideriamo tutti i fattori non è solo negativo.  

Negativo invece è prenderne molti e qui ci dovremmo interrogare sui motivi; infatti lo stop loss è una conseguenza del nostro modo di operare e se vogliamo risolvere il problema dobbiamo agire in causa, non lamentarci dell’effetto.

A livello tecnico dobbiamo partire dal presupposto che è impossibile trovare la strategia operativa che non perde mai, e quindi dobbiamo analizzare ed usare gli stop presi per creare le condizioni che ci portino a limitarli al massimo nei successivi trades.

Ci sono alcune strategie che usano stop molto “stretti” come se questo fosse un fattore di cui fregiarsi, mentre, a mio avviso, lo stop loss non deve essere né troppo stretto né troppo largo ma deve essere giusto e posizionato secondo ragioni soprattutto tecniche non solo numeriche. 

I numeri tondi, i livelli di massimo/minimo precedente importante ( su t.f. come daily o weekly ), aree di interesse passato chiari sono alcuni dei punti importanti dove il mercato potrebbe "girare" o "accellerare" ed è quindi fondamentale posizionarsi non su questi punti ma lontano da essi per evitare di essere colpiti da stop loss senza senso. 

Come si può notare dal grafico sopra troviamo la coppia forex Eur/Usd nelle ultime settimane.

Aveva mostrato un swing high in zona 1.1840 ( molto vicina al numero tondo 1.1850 e massimo di periodo ) poi aveva creato qualche giornata di consolidamento che poteva essere utilizzata in price action per cercare di vendere il breakout ribassista dei minimi area 1.1720. Lo stop loss posizionato esattamente sul massimo o 2/3 pips sopra il massimo ( swing high ) sarebbe stato eseguito visto che il massimo di qualche giorno successivo è stato 1.1852 ( 1.1850 numero tondo ). 
Questa è la classica situazione che spesso sento predicare soprattutto dai neofiti traders ma non solo ovvero : ogni volta che posiziono lo stop loss e mi viene eseguito poi rivedo il mercato andare nella mia direzione, quindi meglio non usarlo!!!

Questo porta spesso a cercare quindi metodi senza gli stop loss ( si avete capito bene... ) proprio per questo motivo...

Niente di più sbagliato: gli stop loss servono ma devono essere posizionati in una zona non troppo vicina a dove probabilmente tanti traders lo hanno posizionato ovvero le zone che ho citato poco sopra.

Cerchiamo, come dico sempre, di ragionare sul mercato e di lavorare quindi con la testa riflettendo, il mercato non è sempre uguale e ogni volta dobbiamo capire qual è il punto migliore dove lo stop loss deve essere inserito perchè risulti un aiuto e non una negatività del nostro metdo operativo.

A livello psicologico poi dobbiamo imparare a dare per scontato che, se la strategia che stiamo utilizzando nel passato ha avuto per esempio un ottimo 60% di Win Rate, comunque almeno 4 volte su 10 che entreremo a mercato siamo “destinati” a prenderci lo SL, nonostante abbiamo anche posizionato lo stop in maniera tecnicamente perfetta.

Ovvio che se partiamo da questa consapevolezza ci risulterà più semplice accettare la perdita.

Dobbiamo imparare anche a ragionare sul fatto che i risultati vanno analizzati e giudicati nel medio/lungo periodo ed invece appena vediamo il segno meno sul nostro conto, il nostro cervello si “dimentica” di considerare la statistica eventualmente favorevole della nostra strategia mettendola in discussione senza se e senza ma. Non parliamo poi dei casi in cui iniziano ad esserci 2 o più stop consecutivi…..

Personalmente registro le mie operazioni in un diario di trading e periodicamente le analizzo, e questo mi aiuta a mantenermi equilibrato quando prendo uno stop loss perché so che la statistica della mia strategia operativa è ampiamente positiva.

Inoltre quando entro in una posizione do già per scontato che quella percentuale del mio conto che ho deciso di rischiare l’ho già spesa e che solo se sarà preso il target che ho impostato mi sarà restituita con gli “interessi”. Per questo motivo io non entro mai in un’operazione se non vedo che la stessa ha una prospettiva di rischio:rendimento inferiore all’1:1.

Senza perdite nessun guadagno, questo deve essere il motto con cui si affronta il mercato: le perdite per noi sono i costi della nostra "azienda trading" e ci saranno sempre.

Dobbiamo infatti pensare al fatto che non esiste nessuna attività al mondo che abbia solo ricavi senza avere anche dei costi: tecnicamente i costi “servono” a fare i ricavi, perchè senza costi non si avrebbero ricavi. Nel trading i costi vengo chiamati “Stop Loss”.

Stay Focused & Buon Trading Simple

Antonio Izzi & Arduino Schenato

Team HereForex

 

 

[Arduino Schenato] Domenica 6 Maggio 2018 - Ore 12:00:57

Il Rapporto Tempo:Profitto Nel Trading

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Antonio,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Sappiamo bene che nel trading una delle variabili più importanti da tenere in considerazione è il rapporto Risk:Reward (Rischio:Rendimento).

Fin dall’inizio del mio percorso formativo mi è capitato più volte di ascoltare traders esperti sostenere che adottare un R:R pari o superiore all’ 1:3 sia una condizione quasi irrinunciabile (e comunque molto importante) per essere profittevoli.

In linea teorica tale affermazione è corretta oltre che logica, ma, approfondendo la riflessione si può facilmente arrivare alla conclusione che in effetti il rapporto R:R è importante solo che la profittabilità dipende anche dalla percentuale di Win Ratio.

Per spiegarmi meglio eccovi un esempio:

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Caso A

Rapporto R:R   1:3 (Risk€ 100,00 Reward € 300,00)             WinRatio  35%           Trades 100     

Quindi:

TP 35 x 300,00=          10.500,00        (Ricavi)

SL 65 x 100,00=            6.500,00        (Costi)

                                      4.000,00        (Utile)

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Caso B

Rapporto R:R   1:1,5 (Risk€ 100,00 Reward € 150,00)         WinRatio  60%           Trades 100     

Quindi:

TP 60 x 150,00=          9.000,00          (Ricavi)

SL  40 x 100,00=         4.000,00          (Costi)

                                    5.000,00          (Utile)

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In pratica nel secondo caso pur adottando un Rischio:Rendimento dimezzato e un WR ( tasso di profittabilità ) non raddoppiato abbiamo visto che si otterrebbe un risultato maggiore.

A questo punto si può stabilire quindi che per valutare il tipo di RR da adottare non basta prendere semplicemente quello più vantaggioso in termini di grandezza assoluta, ma dobbiamo rapportarlo alla percentuale di Win-Rate ( tasso di profittabilità )  che ci permette di avere.

Anche in questo caso vi porto un esempio, questa volta basato su dati statistici relativi al primo trimestre 2018 di una delle strategie d’ingresso (FTW su break-out) che utilizziamo nella nostra community Platinum di HereForex e dove operiamo esclusivamente su grafici giornalieri:

 

Mercati: 10 Main Forex Markets 

Strategia: FTW classic/power

Entry: Break-out

Exit: Target/SL  fissi (cioè non si spostano)

Trades in corso: i trades che non ancora toccano il target o lo stop)

Gain/Loss: è il saldo tra i profitti e le perdite

ROI: la redditività in rapporto al rischio

Tempo Medio: la durata media del trade (in gg)

Come possiamo facilmente notare, all’aumentare del rapporto tra rischio e rendimento, il Win-Rate ( tasso di profittabilità ) scende e con esso la profittabilità: infatti il Gain/Loss passa da 24,5 a 11.

Inoltre se guardiamo la durata media del trade si passa da meno di 4,5 gg per R:R=1:1,5 a quasi 11 giorni per R:R=1:3.

Dobbiamo inoltre considerare che sia il Win-Rate che la durata dell’operazione sono due fattori che incidono tanto sulla gestione psicologica del nostro trading: adottare una strategia che ti fa chiudere in perdita più di 2 volte su 3 non è facile da gestire, come non è semplice tenere in piedi un trade per parecchi giorni soprattutto se gli ultimi trades non sono andati a buon fine; infatti quando veniamo da alcuni stop loss presi consecutivamente e la nostra operazione in corso è in guadagno siamo maggiormente tentati a chiuderla proprio perché abbiamo “paura” che anch’essa possa girare ed andare a stop: e noi, a bocce ferme, sappiamo bene che in quel momento stiamo tagliando un profitto mentre gli stop loss li abbiamo presi “in pieno”.

In virtù di tutte queste considerazioni fatte mi sento di poter affermare che il rapporto più importante da considerare è proprio quello tra il ROI (cioè la redditività, che a sua volta dipende dal R:R e il Win-Rate) e il Tempo Medio dell’operazione (ROI/T).

In estrema sintesi, in base alla strategia operativa che adottiamo, non dobbiamo “semplicemente” considerare il R:R, la durata delle operazioni o altre variabili come elementi distinti e separati l’uno dall’altro ma dovremmo cercare di armonizzarli e bilanciarli in modo da farci trovare il giusto equilibrio nel nostro trading.  

Nella nostra community di traders "platinum" ogni giorno cerchiamo di focalizzare l'attenzione su questi concetti importantissimi per fare un trading di alta qualità: gli ingredienti importanti per essere profittevoli nel tempo sono davanti ai nostri occhi ma troppo spesso li perdiamo di vista nel cercare la strategia che non perde mai. Noi, in HereForex, cerchiamo di avere la mentalità che non perde mai andando ad approfondire nelle nostre tecniche gli ingredienti che sono necessari per fare un trading di successo.

Stay Focused!!!

Antonio Izzi

Team HereForex

 

[Arduino Schenato] Domenica 29 Aprile 2018 - Ore 12:10:50

Operazione Di Trading Live Sul Titolo Snam

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

In questo nuovo articolo del blog vorrei mostrarvi con un video l'operazione fatta la scorsa settimana sul mercato azionario italiano sul cfd del titolo Snam Rete Gas. 

Ovviamente l'operazione era stata condivisa con tutti i traders del Gruppo Platinum 

Ho deciso di impostare un'operazione di acquisto per vari motivi:

+ segnale doppio minimo higher high

+ segnale ftw classic perfettamente nel trend di breve

+ input mensile precedente

+ Good Bye zone toccata

Si era deciso di entrare lunghi con obbiettivo poco sotto l'area dei 4 euro ma in chiusura di giornata giovedi ho deciso di incassare leggermente prima il profitto con un rapporto di costo:ricavo di 1:2,5.

Come si vede dal video, inizialmente l'operazione mi stava andando contro... qui sotto il video!

 

 

 

 

Vi auguro un buon trading SIMPLE!

Arduino

 

 

[Arduino Schenato] Domenica 22 Aprile 2018 - Ore 11:53:22

Il Rapporto Rischio Rendimento

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

In questo articolo vorrei mostrare due brevi video con le due operazioni sul mercato forex fatte nella scorsa settimana di trading e condivise con tutti gli abbonati al servizio Platinum.

Nel primo video sotto posto una operazione sul cross Chf/Jpy mentre nel successivo quella su Gbp/Cad.

Si nota come, oltre alla qualità del setup, si punta molto sul time frame operativo e al rapporto tra costo e ricavo delle operazioni.

 

Chf / Jpy

 

 

Gbp/Cad

 

 

 

Per info sul Platinum Pack clicca qui

https://www.hereforex.com/trading-pacchetto-platinum

Buon trading Simple!

Arduino

 

[Arduino Schenato] Domenica 15 Aprile 2018 - Ore 12:03:34

Meglio fare tante operazioni o poche operazioni?

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Parto subito con l'affermare senza nessun dubbio che non c'è una verità assoluta: il trading è molto vario ed è anche questo un ingradiente piacevole del settore ma in questo articolo di oggi voglio soffermarmi sul mio punto di vista riguardo la frequesza operativa nel trading.

Spesso chi entra nel mondo del trading crede che fare molte operazioni  ogni giorno sia sinonimo del guadagnare maggiormente che fare 3 o 4 trades alla settimana.

Da qui parte la mia riflessione derivante soprattutto da alcune domande che spesso mi vengono fatte e che riguardano la sfera del "quanto". Per la mia esperienza pluriennale sui mercati e per il fatto che ho consociuto molte persone che fanno trading posso affermare senza ombra di dubbio che se non curiamo il nostro "orticello mentale e psicologico" non saremo mai dei bravi traders. 

Come fare per migliorare lo stato emotivo di noi traders?

Non ci si può fermare ad una sola risposta in realtà ma, da un punto di vista operativo, sicuramente credo che ciò che si debba ricercare primariamente non sia il "quanto lo fai" ma "come lo fai" ovvero mettere la qualità al primo posto cercando le opportunità migliori che rispettano tutti i punti del nostro piano di trading, dall'analisi iniziale fino ad arrivare alla chiusura della posizione passando ovviamente per tutto quello che è al centro.

La cosa principale quindi che mi ha permesso nel tempo di non vivere con stress questa ttività è sfruttare i time frames elevati ( daily  in particolare ) che non  danno molti segnali di trading a bassa probabilità di riuscita come invece succede se faccio trading con alta frequenza ( ovviamente non sto parlando dei sistemi istituzionali ad alta frequenza ma di un trader privato che investe i propri risparmi e che vuole fare un intraday trading con qualche operazione al giorno ovvero una quarantina di trades al mese ).

Uno dei consigli che posso darti e che ho notato ha migliorato molto la mia operatività e quella di molte persone che si sono formate con HereForex è di smetterla di aprire molte operazioni e quindi anche quello di staccarsi dai monitors per evitare di fare over trading. Inevitabilmente sarà tutto più difficile, sia da un punto di vista strettamente operativo che dal punto di vista psicologico.

Dobbiamo cercare di essere il più sereni possibili emotivamente per fare un buon trading che da risultati a fine mese.

Sappiamo tutti che da un 80 ad un 90 per cento dei retail traders sul forex, futures o cfd, tende a perdere soldi: la maggioranza quindi tende a perdere e come lavora la maggioranza?

Time frame bassi, uso di alta leva, ricerca di ogni minimo input per operare che porta al risultato di molto stress, concentrazione bassa e successiva perdita di soldi.

Facciamo diversamente quindi! Concentriamoci sui movimenti importanti di mercato: non sto dicendo dei movimenti di lungo periodo ( qualche settimana o addirittura mese ) ma di stare a mercato qualche giorno ( dai 3 ai 5 giorni ) per ottenere 100 o 200 punti rischiandone però 50 o 100. Non servono molte operazione ogni mese, quando troviamo le 3 giuste operazioni ogni settimana e ci concentriamo ad incassare almeno 1,5 o 2 volte il nostro pssibile costo stiamo facendo il processo corretto per chiudere il mese in utile: obbiettivo primario del nostro operato.

Invece di rimanere davanti a grafici con bassi time frames entrando e uscendo dal mercato cercando qualsiasi micro movimento del mercato focalizziamo invece la nostra operatività su:

Pochi setup di entrata, qualità del setup, rispetto per le regole del piano di trading, focus sul rapporto costo-ricavo delle operazioni, tanta pazienza.

Per chi è all'inizio può sembrare strano ma il trading si potrebbe riassumere con ciò che ho scritto sopra: in molte professioni spesso più fai più puoi ottenere ma nel trading è diverso: non concentrarsi su analisi poco redditizie su time frames bassi e non farlo troppo possono essere già due ingredienti molto facili da implementare subito nel trading quotidiano. 

Spero che anche quest'oggi questa rilfessione possa aver dato qualche spunto che nel futuro dia un miglioramento al vostro trading... per oggi quindi vi saluto, vi auguro un buon trading SIMPLE e vi ricordo di condividere sui social l'articolo se lo avete trovato interessante!

Arduino

 

[Arduino Schenato] Venerdi 6 Aprile 2018 - Ore 11:21:07

Perchè fare trading sul Forex?

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

E' inuitile nasconderlo, uno dei miei mercati preferiti, come ben sapete, è il mercato forex... non per niente è stato il mio unico mercato per diversi anni.

Cosa significa forex e fare trading sul forex?

Forex sta per Foreign Exchange: scambio di valute estere, termine usato principalmente per il commercio tra valute ovvero il trading su valute.

Tutto il forex è scambiato a coppie ad esempio: eur/usd che rappresenta il valore di un euro per il suo controvalore in quel preciso momento di dollari americani oppure usd/jpy ( dollaro USA contro yen giapponese ) o gbp/usd ( sterlina britannica contro dollaro americano ) e tantissime altre.

In pratica si scambia sempre una valuta per un'altra: se dovessi credere che nei prossimi giorni l'euro si dovesse rafforzare sul dollaro americano allora cercherei di comprare un quantitativo di eur/usd ovvero fare un acquisto di euro vendendo il controvalore di usd e, se il prezzo di cambio di eur/usd dopo qualche giorno dovesse aumentare io riporterei un profitto; se invece dovesse dimnuire io riporterei un perdita.

Diciamo che è simile al trading classico su azioni o indici di borsa infatti se ritengo che il prezzo dello strumento che ho di fronte potrebbe aumentare comprerò se invece credo che dovrebbe scendere venderò.

Unica differenza è che se dovessi vendere una coppia di valute non significa che starò operando " allo scoperto" come per le azioni visto che, sempre nel forex, c'è una valuta che viene venduta e un'altra che viene comprata. Esempio: buy eur/usd significa che compro euro/vendo dollari pensando che il prezzo della coppia potrà aumentare; sell eur/usd, vendo euro/compro dollari pensando che il prezzo della coppia potrà diminuire.

Il valore di una coppia di valute viene quindi stabilito dal mercato?

Il valore delle coppie di valute è stabilito dal mercato. 

Non c'è una borsa ma si tratta di un mercato OTC, over the counter: la variazione verrà creata in base alla domanda e all'offerta di quel determinato "forex pair". Qui sotto l'andamento del cambio dei cambi ovvero l'euro sul dollaro americano negli utltimi mesi.

Quali sono le ragioni per cui il mercato forex è il mio preferito? Perchè qundi fare trading sul forex?

I motivi sono molti... i principali sono questi:

- E' un mercato che non ha pause. Aperto 24 ore su 24 dalla domenica sera al venerdì sera. Non ha quindi orari di chiusura e il grafico dei prezzi di qualsiasi cambio valutario è quindi continuo senza "gap" che possono disturbare.

- Il forex è il mercato più liquido al mondo. Si parla di circa 4 trilioni al giorno con la concentrazione degli scambi prevalentemente sulle maggiori coppie valutarie come eur/usd ( la più scambiata in assoluto ) , usd/jpy, gbp/usd.

- Molto più difficile da manovrare rispetto al mercato azionario, impossibile quindi il classico insider trading che a volte può stravolgere completamente il nostro studio grafico/tecnico per operare. Per questo reputo il forex il mercato più "tecnico" in assoluto.

- Long/Short senza nessuna restrizione. Come detto in precedenza si può operare al rialzo e al ribasso senza nessun problema.

- Si può operare anche con conti di trading non troppo esosi visto che si opera in marginatura attraverso l'uso della leva finanziaria. Con le direttive Esma questa marginatura sulle principali valute è il 3.33 % ovvero una leva finanziaria di 1:30. Significa che se ho un conto di trading da 5.000 euro posso aprire una posizione fino ad un massimo di 150.000 euro di controvalore!!! Ovviamente questa è una cosa che non consiglio mai visto che una leva finanziaria troppo alta non è mai sinonimo di profitti, credo che una leva corretta da utilizzare su un singolo trade sia al massimo pari a 3 o 4 volte il proprio capitale riposto su un conto di trading. Ovvero, se ho 5.000 euro sul mio conto di trading potrei aprire una posizione da 20.000 euro. Il 3.33 % di 20.000 euro sono circa 666 euro, ovvero la marginatura per fare l'operazione.

- Commissioni per operazione molto contenute. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una riduzione degli "spread" sulle coppie valutarie ovvero la commissione da pagare per operare.

- Il forex è un mercato che sta alla base di tutti gli altri. Conoscendo bene il mercato valutario e le sue dinamiche di correlazione non solo interne tra valute ma anche con gli altri mercati principali come l'oro, il petrolio, i maggiori panieri azionari si può operare comunque come se tradassimo uno di questi mercati. Per esempio quando lo yen giapponese si svaluta è spesso sinonimo di panieri azionari rialzisti, quindi è come se ci posizionassimo "long" su un indice borsistico oppure il dollaro australiano è molto correlato con gli andamenti dell'oro come per il dollaro canadese è forte la correlazione con il petrolio.

Conclusioni

Diciamo quindi che in linea generale il mercato del forex è, per un trader di breve termine, un ottimo mercato dove specializzarsi o per diversificare. 
Vi auguro un buon trading SIMPLE.

Arduino Schenato

 

[Arduino Schenato] Giovedi 22 Marzo 2018 - Ore 10:32:07

Trading Online Profittevole

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino o dei suoi collaboratori,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Chiunque si è affacciato all’affascinante e, al tempo stesso, ostico mondo del Trading ha sicuramente provato sulla propria pelle la statistica che spesso viene citata dagli “addetti ai lavori” e che ci dice che oltre il 90% degli operatori è in perdita.

A mio avviso questo dato dai più non viene interpretato nella maniera corretta: infatti molti si concentrano soprattutto nella ricerca (anche spasmodica) della strategia “infallibile” piuttosto che cercare di capire qual è il percorso da intraprendere per diventare dei traders profittevoli.

A distanza di alcuni anni di studio abbastanza approfondito di questo mondo mi sento di poter affermare che una strada c’è, anche se richiede tempo, impegno e sacrificio, d’altronde come in ogni altro ambito della vita in genere.

A questo proposito ho stilato una sorta di decalogo che ho esperito durante il mio percorso di crescita e che mi è servito per iniziare quantomeno a proteggere il conto e, successivamente, per cercare di incrementarlo:

  1. Porsi un OBIETTIVO
  2. Verificare i MEZZI
  3. Adottare una STRATEGIA ben definita
  4. Stabilire un CALENDARIO OPERATIVO
  5. Pianificare un corretto MONEY MANAGEMENT
  6. Stabilire un BUSINESS PLAN OPERATIVO
  7. Rispettare le REGOLE stabilite e fissate
  8. Registrare quotidianamente i DATI
  9. Monitorare periodicamente i RISULTATI
  10. Aggiornare le REGOLE

Nelle prossime settimane approfondiremo man mano tutti i punti enunciati, ma sinceramente vi devo dire che a monte di tutto c’è senza dubbio il più delicato e, se vogliamo, più difficile argomento da trattare che è:

La Gestione delle EMOZIONI

Infatti avere una corretta gestione emotiva è fondamentale e ci aiuta, prima di tutto a seguire e rispettare il decalogo (e quindi a raggiungere il nostro obiettivo), ed in secondo luogo a dare continuità ai nostri risultati. Altra strada non c’è o, perlomeno, io non la conosco.

In estrema sintesi si può dire che il risultato dipende da 3 fattori determinanti:

  1. Gestione Emotiva
  2. Capitale e Money Management
  3. Strategia Operativa

Se ci pensiamo bene La Gestione Emotiva incide sul Money Management ma soprattutto sulla Operatività, e quindi si capisce perché sia il fattore più importante.

A questo punto mi sembra abbastanza ovvio che molti traders, specialmente chi è alle prime armi, lascino soldi al mercato; infatti il più delle volte essi frequentano corsi e/o seguono servizi che riguardano quasi esclusivamente Tecniche e Strategie Operative, spesso di operatività poco replicabile. Tali servizi, in alcuni casi, curano anche il Money Management, ma purtroppo non si occupano quasi mai del lato psicologico del trading che come abbiamo visto è il più importante.

Detto ciò l’interrogativo è d’obbligo: cosa deve fare chi vuole cambiare i propri risultati negativi? Secondo me potrebbe iniziare con il concentrarsi sulla propria crescita personale non tanto a livello tecnico bensì a livello di mentalità.

Il punto cruciale è proprio questo: si può essere profittevoli nel trading, indipendentemente dalla strategia operativa che si utilizza, se, e solo se, si ha e si continua a mantenere un corretto approccio psicologico che parte dal proprio intimo, o meglio ancora, dal proprio cervello.

                                                                                                            

A livello generale, e abbastanza semplificativo, si può stabilire che il nostro cervello può essere diviso in due parti: all’emisfero sinistro dobbiamo la nostra capacità logico-matematica mentre l’emisfero destro è specializzato nell’interpretazione emotiva.

Quindi è normale che se noi per tradare utilizziamo la parte emotiva in luogo di quella logico/matematica il percorso diventa più difficile e tortuoso se non impossibile. Dobbiamo invece essere bravi, in questo ambito, a diventare asettici, e dobbiamo allenarci quotidianamente nello sviluppare l’abitudine ad escludere il lato destro del nostro cervello.

Chiudo con un consiglio che potrebbe essere interpretato come uno spot, ma vi assicuro che non lo è: il servizio Platinum che Here Forex mette a disposizione degli utenti, a mio avviso, è un servizio didattico completo che oltre ad insegnarci le strategie tecniche-operative ed il giusto money management ha anche la caratteristica di trasmetterci un modo ragionato di fare Trading, a bocce ferme, aiutandoci e indirizzandoci a ridurre il più possibile la gestione confusionaria e, certe volte, rocambolesca che la nostra emotività ci suggerisce, insegnandoci ad accettare serenamente gli stop e al tempo stesso a non esaltarci troppo per un target raggiunto.

Per ora non voglio tediarvi oltre, ma vi invito a riflettere su quello che ho cercato di tramettervi.

Stay Focused!!!

Articolo scritto da Antonio Izzi, price action ftw trader privato iscritto al Platinum Pack

 

[Arduino Schenato] Domenica 4 Marzo 2018 - Ore 13:14:42

Gli Obbiettivi Raggiungibili Nel Trading

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Stavo riflettendo sull'attività di trading degli ultimi anni...

Ho fatto questa analisi dei mesi passati di trading ed ho notato come la qualità nel trading debba essere un caposaldo per il mio metodo di lavoro che ho creato oramai anni fa... in questi ultimi mesi non ho fatto molte operazioni ed è proprio qui che voglio focalizzare la mia riflessioni di questa settimana. 

Adottando un modus operandi molto essenziale con regole molto stringenti noto che la mia operatività sulle maggiori coppie forex, dei maggiori indici e delle maggiori materie prime migliora se rimane prudente e con selezione dei migliori spunti operativi durante la settimana di trading.

La mia lista preferita è formata da 19 strumenti finanziari che analizzo ogni fine settimana e ogni fine giornata: in questo caso ho una buona diversificazione di portfolio con 10 coppie di valute principali, 6 panieri borsistici ( 3 zona europa / 3 zona USA ), 3 tra le materie prime fondamentali come oro, argento e petrolio.

Mi sono accorto che tendenzialmente ho, ogni mese, attorno a 10 opportunità interessanti da poter tradare nel totale di questi strumenti. Questo significa una media di 2 operazioni a settimana mediamente visto che il mese è composto all'incirca da 5 settimane scarse. 

Una volta che io ho creato un Piano di Trading con le regole da seguire per poter fare un trade e un Diario Di Trading dove annottare le mie operazioni e l'andamento del mio operato devo solo seguire la regola di cercare di avere mediamente un rapporto tra costi delle operazioni e ricavi medi a favore di quest'ultimi.

Faccio quindi due conti per avere ben chiaro i possibili obbiettivi del mio trading.

Tutto questo è nato da un'analisi che ha fatto un abbonato al pacchetto Platinum, nonchè mio corsista di vecchia data e oramai ottimo price action trader, che mi ha fatto approfondire la cosa e fare quindi un'analisi degli utlimi 12 mesi di grafici... e sono uscite le seguenti statistiche:

ESEMPIO:
 
Conto di trading iniziale 10.000 euro
Numero trades per mese media 10
 
Rapporto costo-ricavo  su operazioni con entrate "migliorative" = 1:1.5
Rapporto costo-ricavo  su operazioni con entrate "classiche" = 1:1
Rischio per trade 300 euro ( 3 % di 10k euro )
Percentuale media profitto su operazioni migliorative 67 %
Percentuale media profitto su operazioni classiche 55 %
Percentuale media operazioni profittevoli 61 %
Media rapporto di rischio:rendimento esemplificando con metà posizioni prese con 1:1 e metà posizioni prese con 1:1.5 ( 1:1.25 )
Profitto medio per operazione 375 euro
Perdita media per operazione 300 euro
 
10 trade al mese 
 
10 * 12 = 120 trade all'anno
 
% trades profittevoli = 61 % ( r:r medio 1:1.25 ) - 375 euro 
% trades a costo = 39 % - 300 euro 
 
73 trades a ricavo = 27.375 euro
47 trades a costo = 14.100 euro
 
ricavo a fine anno 13.275 euro
 
Qui ovviamente è un esempio facendo una media pressochè corretta ma non perfetta.
 
L'esempio è in realtà per mostrare come sia importante avere obbiettivi raggiungibili nell'attività di trading di settimana in settimana.
 
Come sia importante far correre la nostra operazione senza troppo interferire nel trade non spostando lo stop loss iniziale e il target.
 
Una volta che si ha chiaro cosa si vuole dal mercato nella settimana di trading si possono fare i risultati, contando non più solo sul setup di trading (che non è una cosa certa) ma sulla matematica (che non può che non essere perfetta) cercando di avere rispetto per il piano di trading e chiari obbiettivi durante la settimana cosicchè  i trades in atto scorreranno fluidi e diventerete profittevoli SENZA DOVER FARE 100 OPERAZIONI AL MESE PER ESSERE VINCENTI ma all'incirca 2 operazioni a settimana per un totale di  circa 10 al mese.
Riflettiamoci.
 
Buon trading SIMPLE!
Arduino

 

[Arduino Schenato] Domenica 25 Febbraio 2018 - Ore 11:37:30

Forex Trading | Cosa cerchiamo?

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Forex Trading: The way

Sono dell'idea che per fare trading profittevole non serva avere avuto tutti 10 e lode in matematica, fisica o statistica e nemmeno avere una laurea in economia... il trading per lo più è attività di "testa" e buon senso.

Spesso durante i miei incontri didattici ( es. webinar o seminari ) mi scontro con domande del pubblico classicamente poco utili ai fini dell'imparare a crearsi un metodo di lavoro interessante e, purtroppo, questo approccio è di chi non potrà mai fare un trading profittevole e quindi fallirà in questa attività. Spesso noto un accanimento a complicare eccessivamente le proprie strategie come se più complicato diventa il tuo lavoro più hai possibilità di ottenere profitto, cosa invece a mio avviso molto sbagliata visto che più variabili abbiamo in una tecnica e più facile sarà che questa non riesca a durare nel tempo.

E ancora: il cercare disperatamente una RISPOSTA.

Non complichiamo il nostro trading, restiamo lontanti dal cercare di capire ogni piccolo singolo movimento dei prezzi, non cerchiamo di avere una RISPOSTA DEFINITIVA dal mercato che valga sempre, cerchiamo invece di avere un metodo, di ragionare e usare la nostra testa e discrezione per operare. 

Noto troppe volte la ricerca della strategia che ti dice esattamente cosa fare in qualunque momento.. se l'indicatore è verde compri se è rosso vendi e cose del genere: noi siamo come dei commercianti e in quanto tali dobbiamo cercare di capire cosa sta succedendo in quel mercato nel quale stiamo operando mantenendo fede a delle regole ( business plan ) ma non operando come delle "macchine" senza testa.

Diciamo che io, nel mio metodo, ho un piano di trading molto approfondito e con delle regole precise da seguire ma, ovviamente, queste regole sono le fondamenta che poi devono essere implementate da una corretta analisi di mercato e da questa successivamente capire cosa si vuole fare, stare fermi, operare, attendere... ovvero la base per me è RAGIONARE sulla price action di mercato in base alle mie regole da seguire. 

Solo tu, dopo aver interpretato le informazioni del mercato che hai di fronte, saprai se fare qualcosa o non fare nulla.

Un buon trader discrezionale sa leggere la situazione in base alla propria metodologia e qui fare la differenza: io uso le stesse metodologie da svariati anni, anche se qualcosa cambia sul mercato, sarò io a vederlo e quindi a decidere cosa fare e come ( pur utilizzando sempre le stesse 4 o 5 cose importanti )... ragionare, ragionare, ragionare...

Non servono incroci di medie, indicatori di forza o cose del genere... avere la capacità di leggere la price action nuda del mercato unita al ragionare con senso logico seguendo un piano di trading con delle regole chiare è "per sempre".

Come ho già detto altre volte... non esiste la strategia che vince sempre ma il piano di trading che vince sempre! 

Oggi il tema della "price action" è discusso da vari formatori e spesso vedo cose ridicole... quindi il mio consiglio è fare attenzione, spesso chi parla di price action non sa relamente cosa sta dicendo oltre a non tradarla realmente. Negli anni alcuni miei corsisti hanno preso modalità e metodi da qui e hanno cercato ( o stanno cercando ) di rivendere queste informazioni. Fate quindi attenzione massima. Il mio primo ebook sulla price action "Professional Trader" è stato scritto nel 2009 e uscito nel 2010.. tutto il resto è venuto dopo. 

Nel tempo ho creato un servizio seguito da un gruppo di persone che seriamente stanno facendo il loro trading ragionando sulla price action di mercato  e le regole del business plan comune.

Questo si chiama Platinum Pack  : tutte le mie idee e le idee degli associati, i mercati, i pensieri, le dinamiche, i falsi movimenti, il modo di tradare, il piano, ecc. condivisi ogni giorno attraverso una trading room, le analisi giornaliere end of day, le analisi settimanali end of week, il gruppo facebook... insomma si sta insieme non per "copiare" ma per imparare e per operare capendo cosa si sta facendo e migliorare la propria operatività insieme. Non è un servizio di segnali, non siamo al supermercato: compro qui, poi li, ora vendo qui... Stiamo parlando di una community di trading con un metodo di lavoro comune che si scambia idee su cosa è più interessante o meno sul mercato attraveso il filtro di regole e ragionamenti giorno per giorno.

Spesso chi si avvicina al trading crede nel diventare ricco facilmente e rapidamente e che quindi questo possa diventare la soluzione ai propri problemi... lo scopo del Platinum Pack è proprio quello di educare a come si deve approcciare il mercato oltre a non avere un'idea del "get rich quick" del trading perchè questa è controproducente e porta al fallimento. 

Il trading è un lavoro solitario e ripetitivo, per questo ho creato tutto ciò. Cercare di condividere in un team  è la cosa migliore e uno dei miei consigli per avere dei risultati migliori nel tempo. 

Questo articolo è stato scritto per far riflettere, come spesso accade in questi articoli, su alcune cose che sembrano spesso banali e non si affrontano ma che invece sono fonte di molti errori nel trading... riflettere anche su cose basilari che spesso si tralascia nel trading è fondamentale, curare i dettagli è positivo e può implicitamente migliorare i nostri risultati di trading.

Per oggi è tutto... vi consiglio, se ancora non lo avete visto, di guardare l'ultimo webinar ( qui sotto) dove si discute si alcune cose che ritengo molto importanti nel trading e che non vengono molto prese in considerazione dando sempre e solo spazio alle "strategie di trading".

Buon trading SIMPLE!

 

 

 

[Arduino Schenato] Domenica 4 Febbraio 2018 - Ore 11:23:52

Il Trader| Riflessioni & Spunti

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Il Trader

Se sei qui per leggere questo articolo sicuramente è perchè nutri passione per il trading.

Nella mia oramai pluriennale esperienza nei mercati finanziari e nello trasmettere le mie strategie a tante persone posso dire che l'emotività corretta nel trading è un elemento molto importante ma che si raggiunge dopo anni di operatività costante e ben impostata.

In questo business solo chi ha un piano operativo e lo rispetta ha risultati nel tempo... così si può pensare "bhe allora se è così facile... " mentre ti posso assicurare che non solo manca la disciplina per rispettare un possibile piano di lavoro ma manca spesso anche un piano al 90 % delle persone che fanno trading. 

Un mare di stupidi errori arrivano a mostrarsi ogni giorno e mettono in luce il tuo vero carattere, debole e emotivamente vulnerabile.

Il rischio di incorrere in questi errori continua ad esserci e può farsi sentire lungo tutta la tua carriera di trader, è inutile è cosi... includo anche me stesso, pur avendo oramai imparato tanto dai miei errori e avendo un piano rigido che rispetto in modo costante.

Oggi, più che mai in passato, si sente parlare di trading automatico per fare trading e filtrare le emozioni ma ti assicuro che non è affatto così anzì... Io per esempio non sono in grado di far girare delle strategie automatiche su un conto reale di trading senza metterci le mani costantemente, diventando molto più emotivo di ciò che sono e non riuscendo a gestire le situazioni correttamente.

Il passo che si deve fare invece è un altro o altri.

Il trading ti può far sentire l'uomo più felice della terra come, al contrario, l'uomo più triste e depresso... spesso incontro traders che sono molto frustrati e spesso confusi non avendo chiaro ciò che serve per fare un trading serio e profittevole, quasi depressi e con l'umore a pezzi, di sicuro non come si nota in alcune pubblicità ingannevoli fatte da pesudo broker dei caraibi e che ancora lasciano scorazzare per la rete.

Ovviamente internet fa bene da una parte e male dall'altra perchè mette in luce tantissima spazzatura del settore, appunto dai presunti brokers con i big bonus con sede alle isole Cayman alle strategie che non perdono mai, passando per sistemi increbili di money management, magici indicatori, stilosissimi espet advisors... insomma un mondo ricco di situazioni che non fanno altro che minare negativamente molti new traders.

Cosa quindi può essere utile per migliorare il tuo trading parlando seriamente da trader a trader?

Intraday trading 

So già che molti di voi non saranno d'accordo ma, non ho nulla contro di voi, parola.

Molti nuovi arrivati nel trading sono attratti dal cercare di tirar fuori ogni giorno soldi dal mercato operando su time frames veloci... spesso in interent ci si imbatte nell'idea del intraday trading come qualcosa di più remunerativo, meno rischioso, più efficace.

Per chi cerca adrenalina, questo tipo di trading è perfetto. In generale, in qualsiasi forum di trading, social e evento del settore, l'intraday trading è molto discusso e spesso sembra la via corretta per far diventare il trading una vera e propria attività. Niente di più errato. 

Negli anni ho letto di statistiche date dai brokers che dicevano che i clienti che tenevano le posizioni un tempo limitato erano il linea generale quelli che performavano peggio e/o perdevano più soldi.

Le barre/candele intraday sono spesso "molto rumore, poca verità" non rappresentano dei reali spunti e, molti intraday traders rischiano soldi su situazioni cosi confuse e poco credibili.

Altra cosa importante è che per un trader intraday è necessario fare spesso svariate operazioni prima di vedere un profitto decente proprio perchè spesso non c'è una relazione a proprio vantaggio nel costo-ricavo dell'operazione quindi spesso grandi rischi-piccoli profitti. Ciò significa mantenere inevitabilmente un grande numero di trades a profitto per uscirne indenni a fine giornata. Non una volta ho visto persone in coaching che mi mostravano 10 trades a profitto e 1 in perdita che si mangiava quasi tutti i profitti precedenti o quasi. 

Altra cosa importante è il margine di errore: nell'intraday le operazioni hanno 5/10/15... anche 30 pips di stop loss perciò si deve essere molto precisi nell'entrata perchè se il trade ci va contro è facilmente un trade che sarà perdente.

Per fare un contorno al tutto è un modo di fare trading che porta l'emotività ai massimi livelli facendo fare errori dati appunto dalla paura, euforia, vendetta... 

Mi dispiace davvero quando sento chiedermi " ma con te Arduino imparo a operare intraday perchè è ciò che voglio fare, amo l'intraday..." davvero mi dispiace perchè so già che probabilmente quella persona andrà sul mercato più facilmente a perdere che a guadagnare.

Rischio

Quante volte senti sulla rete, in qualche social dire " abbiamo fatto 300 pips sull'ultimo trade! " oppure " siamo sempre dalla parte giusta non ne sbagliamo una !" oppure "... la mia strategia mi stupisce sono infallibile " ecc. potrei andare avanti ore... 

Il punto qui è un altro ovvero: quanto hai rischiato? Quanto rischi ? 

Il punto è che si deve fare i conti in soldi NON in pips : sto dicendo che i 30 pips possono valere 3.000 euro ( 100 euro/pip ) come 30 euro ( 1 euro/pip ) e i 300 pips possono valere 30 euro ( 0.10 euro/pip)  come 3.000 10 euro/pip) perciò io devo sapere quanto rischiare sul singolo trade in soldi non in punti. 


Quando vado a dormire la notte e ho delle posizioni in essere dormirò tranquillo se ho ben presente quanto è il mio rischio in "soldi" non in pips, vero?

Quality over Quantity

Anche nel mio bigliettino da visita c'è scritto quanto sopra: qualità più che quantità.

Un consiglio che posso dare è fare estrema attenzione alla qualità ed ecco perchè ti consiglio di lavorare solo su time frame quali il daily, il weekly e il monthly.

Il daily time frame è il mio preferito per le entrate mentre gli altri due mi danno una visione più ampia della situazione del mercato che ho davanti.

Ecco che in questo modo toglieremo tantissime negatività dal nostro trading, una di queste è la confusione per esempio.

Non aprire mai più di 3 trades contemporaneamente e tutti dati da una attenta analsi della price action dei time frames citati poco sopra, potrebbe essere un buon consiglio per chi si affaccia a questo mondo. Meglio ancora darsi un massimo di trades da fare durante la settimana ( max 3 ) e quindi avere 1/2 trades alla volta è sicuramente ancora meglio perchè ci si focalizza sulla qualità e non sulla quantità.

In questo modo andremo a togliere un cattivo ingrediente che si chiama overtrading ovvero farlo troppo e con poca qualità e che è spesso dato da un'attività frenetica e intraday.

Daily, & Weekly

Avrai capito quindi che uno dei passi primari sono passare a time frames alti come il daily e il weekly.

Trading pianficato, sensato, ragionato attraverso uno studio dei grossi movimenti di mercato basato sulla semplice lettura del prezzo, non rimanendo incollati al monitor 10 ore al giorno ma seguendo le principali informazioni ovvero le chiusure daily, weekly e mensili. 

Nel mio servizio Platinum clicca qui per dettagli ) seguiamo da tempo questi principi e facciamo un trading profittevole, divertente e consapevole. 

Utilizziamo il principio della qualità invece che della quantità facendo pochi trades ma qualitativamente perfetti. Non si rimane incollati al monitor per vedere come si muoverà il prezzo nella prossima mezz'ora nell'operazione che ho aperto ma attenderò la fine della giornata. End of day strategies.

Nessun indicatore strano o conosciuto che sia ma  solo la price action nuda del mercato, nessun dubbio dato da questi magici supporti al trading tanto usati ma che per me sono vera e propria spazzatura... del resto un uomo con un solo orologio sa che ora è e non ha dubbi, un uomo con due o più orologi non è mai sicuro al 100% vero?

Conclusione

Non farti influenzare dall'idea che nel trading ci sia la cosidetta chiave che apre tutte le porte perchè non esiste. 

Magici indicatori, magici robottini, magiche stratiegie... tutto è magico, si proprio tutto.

Ciò che devi fare è abituarti a pensare e ragionare attraverso un piano di trading.

Solo capire la price action del grafico che hai di fronte, sempre ragionando e capendo quel mercato, ti può far essere consapevole nel tuo trading da qui all'eternità... cambia la volatilità e tu lo noti e reagisci di conseguenza, cambia il trend o la sua velocità e tu lo noti e puoi agire di conseguenza, ecc.

NON esiste la strategia che non perde mai ma può esistere il piano di trading che non perde mai.

Il piano di trading è un qualcosa di NON meccanizzabile ma reagisce in base al momento che ci troviamo di fronte. Il mio sistema non è meccanizzabile e questo so che è la mia forza.

Del resto NON E' LA PIU' FORTE DELLE SPECIE CHE SOPRAVVIVE E NEMMENO LA PIU' INTELLIGENTE MA QUELLA CHE RISPONDE MEGLIO AL CAMBIAMENTO.

Buon trading SIMPLE!

Arduino

 

[Arduino Schenato] Domenica 24 Dicembre 2017 - Ore 13:11:38

Strategia 2R | Price Action Daily | Setta & Dimentica

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Arduino,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Il video tutorial sotto riportato cerca di trasmettere attraverso alcuni esempi la strategia 2R.

Utilizzando solo grafici con time frame daily o in generale alti time frames si riesce ad avere un approccio molto distaccato dal mercato in cui  vogliamo fare trading oltre ad avere un'accuratezza della struttura tecnica.

La strategia 2R che viene descritta qui è sicuramente una ottima modalità per avere dalla nostra non solo dei buoni segnali grafici in una determinata area di interesse ma anche cercare di comprare/vendere con uno stop loss che sia, in generale, sempre molto più piccolo di quello che si cerca di ottenere così da avere, nel tempo, dei risultati positivi nel trading.

Per me alcune caratteristiche che deve avere sempre una operazione di trading sono: livelli di interesse, trend, volatilità, segnale "pulito", convenienza del trade.

Per informazioni sul pacchetto platinum ( analisi end of day, gruppo facebook, trading room, ecc. ) clicca qui 

 

 

 

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