Articoli Analisi e Video sulla Price Action

 

[Arduino Schenato] Lunedi 12 Aprile 2021 - Ore 10:44:31

Diventare Trader Ep. 41: Gli errori

L’errore non è essere in errore, ma è restare in errore.

                                                                                              Jesse Livermore

A volte, capita di trovarci in situazioni nelle quali abbiamo una visione del mercato che si rivela errata dopo poco tempo. Situazioni nelle quali il trade che abbiamo effettuato non rientra nei canoni della nostra metodologia oppure una gestione del trade che sembra sempre meno dettata dalla cognizione.

Notiamo come, ad esempio, la visione sbagliata del mercato ci porta ad effettuare un trade sbagliato e spinti dall’emotività di un ingresso non proprio ideale a gestirlo in maniera sbagliata e questo ci porta perdere dei soldi; oppure trade gestiti male che alimentano la credenza che non siamo ancora in grado di valutare quando è opportuno entrare o uscire da un trade e ci portano ad avere delle performance a fine anno mediocri; trade gestiti male che portano ad una successiva ricerca di vendetta che ci spinge ad effettuare altri trade, tecnicamente sbagliati, solo per la volontà di recuperare la perdita.

Tutto questo, e molto altro, sono situazioni nelle quali abbiamo commesso un errore. Non è sbagliato l’errore in sé, bensì la sua successiva gestione. La capacità di gestire gli errori è ciò che farà, nel lungo periodo, la differenza tra un trader perdente e un trader vincente.

La capacità di gestire gli errori è impegnativa da sviluppare perché il nostro cervello non è programmato per accettare le perdite e quindi gli errori. È facile che scatti una reazione emotiva che spesso ci fa ricercare la vendetta e che ci impedisce di valutare bene la situazione per trovare magari una possibilità di crescita.

Par agevolare la nostra crescita nella gestione degli errori è fondamentale partire da un percorso di conoscenza di sé che prende il nome di autoconsapevolezza. In questo percorso si sviluppa la capacità di riconoscere i propri stati d’animo e le emozioni che si vivono quando si presentano. Si inizia a riconoscere il perché di determinate reazioni, da dove vengono e quando si presentano, in modo da poter gestire la reazione successiva, anche, cambiandola.

Tutto questo non solo ci porterà a diventare dei trader vincenti, sviluppando la capacità di gestire gli errori e trovare in essi uno spunto di crescita, ma ci permetterà anche di migliorare le nostre relazioni personali e quindi cambiare, in meglio, la nostra vita quotidiana.

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 5 Aprile 2021 - Ore 10:24:47

Diventare Trader Ep. 40: Volatilità

I migliori difensori centrali sono quelli che hanno sviluppato la capacità di riconoscere quando anticipare l’attaccante o quando temporeggiare e aspettare il momento giusto per intervenire. Fare solo una delle due cose non permette al difensore di esprimersi al meglio ed essere pienamente efficace.

Questa mentalità dovrebbe essere applicata anche da noi trader.

Sviluppare la capacità di riconoscere quando anticipare un movimento di mercato oppure quando attendere un’ulteriore conferma, porterà il nostro trading ad un livello superiore.

Il mercato, come sappiamo, possiede al suo interno una “molla”, la volatilità, che si contrae e si espande continuamente. Quando la volatilità si contrae molto o è contratta da molto tempo, con alte probabilità si verificherà un’esplosione di volatilità. Al contrario se la volatilità è molto estesa o si sta espandendo da tempo allora molto probabilmente si verificherà una successiva contrazione di volatilità.

La volatilità ritengo sia un elemento fondamentale per lo sviluppo della capacità del difensore centrale. In quanto ci permette di capire se conviene attendere o potremmo essere pronti per un’operazione, a seconda se la stessa è rispettivamente estesa o contratta.

Ma come posso misurare la volatilità?

Questa è una domanda che spesso viene posta. In realtà essendo dei price action trader non usiamo alcun indicatore, ma anche perché la sola osservazione del grafico evidenzia dove ci sono state contrazioni di volatilità oppure delle estensioni. Se proprio volessimo utilizzare un calcolo si potrebbe andare a calcolare il range delle ultime candele 5/6 farne la media e vedere se la candela considerata ha una volatilità superiore o inferiore.

Io, personalmente, non gradisco utilizzare questo metodo in quanto ritengo sia limitante soffermarsi ad una candela (giornata) preferisco, invece, attendere un consolidamento del prezzo in una particolare zona.

La capacità di attendere il momento giusto è subordinata alla capacità di essere pazienti. Questo non significa che non essere pazienti non permette di sviluppare questa capacità, bensì allenarsi e rimanere focalizzati sull’attendere il momento giusto permette di accrescere la nostra capacità di essere pazienti. Ovviamente meno si è pazienti più il lavoro di attesa necessiterà di maggiore concentrazione e attenzione.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 29 Marzo 2021 - Ore 10:11:57

Diventare Trader Ep. 39: Gestione del rischio.

“I mercati possono restare irrazionali molto di più di quanto tu possa restare solvente.”

John Maynard Keynes.

È impossibile avere la certezza di ciò che il mercato farà. Attraverso le analisi possiamo avere una visione del mercato. Per quanto precisa possa essere, il mercato farà sempre ciò che vuole. Una volta consapevolizzato questo passaggio risulta evidente cercare di focalizzare la nostra attenzione su ciò che possiamo gestire: il capitale e il rischio.

La gestione del rischio e del capitale è uno di quegli argomenti che viene, spesso, trascurato o gestito male, nonostante sia una parte fondamentale per il successo della nostra azienda.

Il processo di analisi e gestione del rischio, a mio parere, è composto da due approcci: locale e globale. Durante l’approccio locale dobbiamo analizzare trade per trade il rischio massimo che vogliamo assumerci, nonché la sua futura gestione e quindi il rischio reale che ci assumiamo nel corso del trade. Durante l’approccio globale, invece, bisogna analizzare il rischio globale di portafoglio considerando non solo il massimo rischio assunto, ma anche le correlazioni che sussistono tra i vari trade in corso con l’obiettivo di minimizzare il rischio globale reale.

Questa differenza, sopra esposta, tra rischio massimo assunto e rischio reale nasce proprio dal nuovo approccio di posizionamento dello stop che abbiamo introdotto questo anno. Per chi non sapesse a cosa mi riferisco, vi invito a leggere l’articolo sul massimo rischio. Grazie a questo nuovo approccio la gestione del rischio diventa molto più efficace, anche se leggermente più complessa.

Analizziamo perché. Per ogni trade effettuato avremo un massimo rischio che, quasi mai, coinciderà con l’effettiva chiusura del trade e quindi del costo realizzato. Esisterà pertanto un rischio massimo globale che coinciderà con la somma dei rischi massimi assunti. Essendo questo rischio molto ampio, in termini di distanza dai punti d’ingresso, avremo la possibilità di gestire la posizione quando questa è in perdita, valutando uscite premature. Tutto ciò genera un rischio reale locale e globale che consiste nel costo che ci assumeremmo qualora decidessimo di chiudere la posizione in un preciso momento. Quest’ultimo potrà essere valutato localmente e globalmente a seconda del tipo di approccio che stiamo utilizzando.

Vi ricordo che la scelta di chiudere preventivamente un trade deve essere basato su una conferma del mercato mediante un approccio tecnico e non dettato dall’emotività di un movimento repentino.

Con questo tipo di approccio l’equity del portafoglio subirà una sostanziale differenza, essa si muoverà nel complesso delle operazioni effettuate e pertanto risulterà inutile analizzare il rischio rendimento nel modo “tradizionale”. Il rischio rendimento dovrà essere calcolato andando a calcolare la media delle posizioni chiuse a costo e la media delle posizioni chiuse in profitto. Questo sarà l’ R/R medio del portafoglio.

K.I.S.S. Traders.

 

[Arduino Schenato] Lunedi 22 Marzo 2021 - Ore 11:21:33

Diventare Trader Ep. 38: Massimo Rischio

In un precedente articolo ho iniziato a parlare di un nuovo modo di posizionare lo stop loss, seguendo il principio di Bruce Kovner. (clicca qui per leggere l’articolo) Tale metodo prevede di posizionare lo stop loss in punti poco raggiungibili dal mercato, punti strategici superati i quali la struttura del mercato cambia.

Vi propongo un esempio grafico su un trade effettuato numerose settimane fa da Arduino sul cambio GBP/USD.

 

Indicati con i livelli verdi e rossi, rispettivamente, le aree di ingresso e di massimo rischio (mi sono permesso di non essere stato preciso con il livello di entrata e stop non essendo questo articolo una spiegazione del trade effettuato). Il rettangolo rosso indica l’ampiezza del massimo rischio preso.

Il massimo rischio va oltre il semplice concetto di stop loss. Non è un livello che attendiamo per chiudere la posizione, bensì un paracadute massimo in caso di movimenti straordinari del mercato. I vantaggi di utilizzare un massimo rischio, al posto di un semplice stop loss sono molteplici.

- Sul lato tecnico abbiamo la possibilità di evitare le false rotture.

Quante volte è capitato che il prezzo superasse il “setup” d’ingresso e poi successivamente creando una falsa rottura riprendesse il movimento inizialmente ipotizzato? Con la presenza di un massimo rischio, che sostituisce lo stop loss tradizionale, riusciamo ad avere un approccio discrezionale anche nell’uscita del trade. Possiamo analizzare all’interno di tutta quell’area, o di zone precise valutate preventivamente, i movimenti che il mercato effettua, valutando se questi ultimi risultano essere delle semplici false rotture oppure dei cambi di tendenza momentanei.

- Il vantaggio non è unicamente tecnico, ma anche mentale.

Utilizzare l’approccio del massimo rischio agevola anche dei meccanismi naturali del nostro cervello. Come ben sappiamo agire velocemente agevola l’intervento della mente emotiva, provocando il sequestro emozionale; utilizzare il massimo rischio ed essere quindi consapevoli di avere spazio e tempo per poter intervenire preventivamente sulla posizione in atto, permette di rallentare il processo decisionale garantendo il giusto tempo affinché la mente cognitiva elabori le informazioni.

Ovviamente tutti questi concetti che ci sta trasmettendo Arduino da qualche tempo non sono di facilissima comprensione ad un primo sguardo: qualsiasi libro o corso di trading infatti parla di tutto un altro modo di inserire gli stop loss e ad un altro concetto di calcolo del rischio-rendimento. E' quindi fondamentale dare il giusto tempo nel fare esperienza con questo tipo di approccio al rischio.

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 15 Marzo 2021 - Ore 08:39:20

Diventare Trader Ep. 37: Simple is not Easy

Semplice non è facile.

Facile è, come dice la parola stessa, qualcosa che può essere fatto (il verbo latino di riferimento è facio, is, feci, factum, facere); facile è fattibile: qualcosa che un agente esterno può portare a compimento. Il verbo transitivo fare indica che l'azione va da un soggetto che "fa" a un oggetto che "è fatto": quindi, si tratta di un gesto proiettato dall'interno verso l'esterno e lì si ferma.

Semplice, invece, è un concetto filosofico. Semplice è ciò che dal complesso viene tradotto nell'essenziale, e ciò richiede tempo, impegno e sì, anche fatica.

Diventare dei trader, secondo il nostro metodo, è semplice. Questo comporta sviluppare due capacità di interpretazione: l’interpretazione dei mercati e l’interpretazione di se stessi.

 

Dopo circa 9 mesi nella scuola di trading platinum di Hereforex, ritengo di aver compreso tutti gli strumenti per l’interpretazione dei mercati. In realtà, ci sono voluti meno di 9 mesi. Questo è stato possibile perché gli strumenti messi a disposizione sono molto elementari e sono spiegati, da Arduino e Antonio, con semplicità e precisione.

 

Nonostante ciò, la mia capacità di interpretare i mercati e, quindi, di utilizzare in maniera appropriata gli strumenti messi a disposizione è ancora in uno stato embrionale. Sviluppare questa capacità richiederà tempo, impegno e fatica.

 

L’interpretazione e consapevolezza di se stessi è l’altro fattore che ci permette di diventare dei traders migliori, ma anche delle persone migliori. Questo argomentò è spesso sconosciuto oppure evitato. Conoscere i meccanismi che governano le nostre scelte, per ciò che ci riguarda, è molto semplice. Hereforex effettua, periodicamente, dei corsi per la crescita in consapevolezza e autoconsapevolezza.

 

Per quanto semplici possono essere i meccanismi che governano le nostre scelte, la parte difficile che richiede tempo, impegno e comporta fatica è riuscire a riconoscere le nostre scelte da cosa sono dettate e provare, qualora necessario, a cambiarne la risposta.

 

Diventare trader è, secondo il nostro metodo, un lavoro semplice, ma allo stesso tempo uno dei più difficili. Chiunque voglia approcciare a questo modo deve consapevolizzare che il vero apprendimento avviene dopo aver compreso gli strumenti. La prima fase deve essere solo “conoscitiva” degli strumenti tecnici e di mentalità e solo successivamente iniziare a fare esperienza e continuare ad impegnarsi per consapevolizzare sempre di più ciò che si è conosciuto inizialmente.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 8 Marzo 2021 - Ore 10:41:16

Diventare Trader Ep. 36: L’equilibrio interno

Tutto nella vita ha un suo equilibrio. Questo dice il Maestro Miyagi a Daniel LaRusso nel film Karate Kid.

 

Il mercato è dato dall’equilibrio tra il prezzo a cui i compratori sono disposti a comprare e quello a cui i venditori sono disposti a vendere. Ma questa consapevolezza non implica, necessariamente, diventare dei trader migliori, ma è un buon punto di partenza.

 

In realtà, quello che crea la vera differenza, comunque, è il nostro equilibrio interno. Esso, intanto, è determinato dalle nostre due “menti”, quella emotiva e quella cognitiva che governano le nostre scelte, i nostri comportamenti e le nostre azioni.

 

Nelle persone poco autoconsapevoli la mente emotiva tende a prendere il sopravvento non permettendo di effettuare le scelte più funzionali al raggiungimento del proprio obiettivo.

Aumentando la consapevolezza è possibile avere maggiore capacità di gestione delle scelte, riconoscendo quelle che sono unicamente dettate dall’emotività equilibrando il nostro operato.

 

Se nella vita di tutti i giorni questa mancanza di equilibrio può essere talvolta innocua, nel trading è quasi sempre deleteria: operazioni chiuse in anticipo o gestite male, operazioni effettuate per la volontà di recuperare le perdite oppure effettuate senza un piano d’azione per la paura di perdere il “treno”. Questi sono solo alcuni esempi di come l’emotività influenza il nostro operato e i risultati.

 

Il prevalere della mente emotiva, anche chiamato sequestro emozionale, avviene in pochi secondi, non permettendo alle informazioni di essere elaborate dalla parte cognitiva. Ciò significa che, se vogliamo evitare che la mente emotiva prenda il sopravvento, dobbiamo rallentare il nostro processo decisionale.

 

Rallentare significa ad esempio studiare i movimenti di mercato da più prospettive diverse o alzare il time frame di analisi. Prima di chiudere un’operazione in atto, a seguito di un movimento repentino, porsi delle domande permette alle informazioni di essere assorbite ed elaborate dalla parte cognitiva. Ad esempio: “se non fossimo con un’operazione in atto, entreremmo nel senso opposto?”, “il movimento che si è conformato, può far presagire un semplice ritracciamento?”, “Se dovesse essere un ritracciamento, fino a dove potrebbe arrivare?”

 

Tutte queste domande permettono di rivalutare la situazione da più punti di vista, permettendo di evitare il sequestro emozionale.

 

Il trading diventa quindi, anche, uno strumento per allenare il proprio modo di reagire alle situazioni. Una sessione continua di allenamento del nostro carattere alla ricerca di un equilibrio interno che, potrà essere impiegato in tutte le attività.

 

“Il trading non solo rivela il tuo carattere, lo costruisce anche se rimani nel gioco abbastanza a lungo.” Cit. Trading in the Zone

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 1 Marzo 2021 - Ore 10:55:21

Diventare Trader Ep. 35: Unico Metodo, Multiple Sfumature

La facoltà di libera azione e decisione entro i limiti generali fissati dalla legge.

Questa è la definizione di discrezionalità. Quando si vuole intraprendere un percorso per diventare un trader discrezionale si decide un metodo da seguire, nel nostro caso la price action, che corrisponde alla “legge”. All’interno dei canoni della price action ogni trader avrà quindi il libero arbitrio.

Da questa considerazione nascono, quindi, numerose sfumature interpretative dei mercati. Queste sfumature dipendono dal bagaglio esperienziale di ogni trader, nonché dalla mentalità che questi applicano nel guardare i mercati.

In queste settimane riguardo questo argomento, nelle trading room, si è discusso del gold. Questo mercato analizzato sia da Arduino che da Antonio ha evidenziato queste sfumature, portando Antonio ad effettuare un trade short e Arduino ad attendere nuovi sviluppi.

Analizziamo queste due sfumature, cercando però di utilizzare un approccio meta-analitico, ovvero analizzando non la struttura del mercato o l’operatività ma cosa potrebbe aver generato queste sfumature e come in realtà non vi è una differenza tecnica o di visione, bensì una diversa consapevolezza nella situazione.

 

 

Il grafico mostrato ha un timeframe settimanale. Ho deciso di mostrarvi questo in quanto ritengo che possa darci un’idea immediata del mercato che non sia né troppo dettagliata come il giornaliero né troppo poco dettagliata come il mensile, ovviamente rispetto a ciò di cui voglio parlarvi.

Come ben sapete, la price action basa le proprie fondamenta sul prezzo, ovvero, sugli swing, le aree di domanda e offerta e l’analisi della volatilità. Durante il percorso del trader, quest’ultimo dovrà focalizzare la propria attenzione su questi ambiti cercando di apprenderli e migliorarli di anno in anno. Potranno ovviamente esserci dei momenti nei quali ci si focalizza su uno di questi ambiti, acquisendo quindi una consapevolezza maggiore. Antonio nell’ultimo periodo del suo percorso ha focalizzato la sua attenzione sulle estensioni dei ritracciamenti e i movimenti di volatilità, Arduino ha invece posto la sua attenzione sulle zone superate le quali la struttura cambia.

 

Tornando al grafico è evidente che il mercato del gold è in una struttura rialzista. Nell’ultimo periodo, come possiamo vedere, il mercato ha ritracciato formando un minimo importante, indicato dal rettangolo. Un qualsiasi Price Action trader converrà con questa analisi.

 

La consapevolezza di Antonio sui movimenti di volatilità ha portato alla luce una serie di indicazioni che sono diventate poi i criteri base che hanno portato ad effettuare un’operazione short su questo mercato. Operazione che può indicare un ritracciamento più profondo e non necessariamente un’inversione di tendenza. Di contro, una volatilità rialzista molto ampia, porterebbe Antonio a rivalutare la possibilità che il ritracciamento sia finito.

La consapevolezza di Arduino non esclude la possibilità di un ritracciamento più profondo, ma analizzato il suo attuale focus, il minimo indicato dal rettangolo diventa quindi uno spartiacque fondamentale. Qualora si superasse a ribasso quella zona allora lui si sentirebbe più tranquillo valutare nella struttura un ritracciamento più profondo. La presenza di un falso minimo potrebbe indicare la possibilità che il ritracciamento sia finito.

Come possiamo notare, il metodo e quindi la conseguente analisi della struttura, rimane identica tra Antonio e Arduino. Ciò che veramente cambia e porta uno dei due ad effettuare un’operazione piuttosto che un’altra è la consapevolezza e quindi la conseguente tranquillità che si possiede nel progetto ipotetico.

Tutto questo diventa un punto di fondamentale importanza nel trading discrezionale. È allo stesso tempo un punto di forza e un punto di debolezza. La scelta dipende da noi. Dipende dalla capacità di accettare e comprendere i punti di vista altrui. Attraverso una discussione costruttiva questi diversi punti di vista possono portare ad una progettazione migliore del trade e/o una gestione migliore.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 22 Febbraio 2021 - Ore 10:18:39

Diventare Trader Ep. 34: Siamo imprenditori

Ho guadagnato 1000 euro in due giorni. Ho raddoppiato il mio conto in un mese. La leva 5 è bassa, io uso leva 30. Ho guadagnato 300 pips con 10 di stop.

 

Questo, e molto altro, è ciò che, spesso, si sente e legge nel web riguardo al trading. “Vincere” tantissimi soldi e diventare ricchi senza fare niente. Questo è il messaggio che inducono tali affermazioni.

 

Noi studenti della scuola di trading platinum, offerta da Hereforex, coltiviamo, grazie ad Arduino e Antonio, una visione totalmente diversa. Il trading diventa per noi un’attività imprenditoriale il cui oggetto sociale è quello di fare, principalmente, compravendita di strumenti derivati come i cfd che replicano l’andamento di un sottostante come una coppia di valute ( forex ), commerciamo quindi un “prezzo” di entrata in posizione acquistando una valuta che pensiamo essere più forte dell’altra connessa che a sua volta vendiamo.

 

Da questo presupposto scaturiscono delle dinamiche imprenditoriali che ogni studente della scuola deve affrontare se vuole creare delle fondamenta solide per questa attività.

 

Il progetto dell’attività è il primo passo da dover compiere. Non esiste alcuna attività imprenditoriale che non sia stata ben progettata in precedenza. Questo significa analizzare, tra le tante cose, il capitale sociale necessario, il personale e le sue competenze, i luoghi e gli strumenti necessari, e ultimo, ma non per importanza, il prodotto da dover vendere. Per noi, traders, questa analisi risulta essere semplificata, ma non per questo deve essere ignorata. Dobbiamo sapere precisamente quale è il nostro capitale sociale, analizzare che competenze abbiamo per poter aprire questa attività e se non le abbiamo le dobbiamo apprendere, prima di avviarla. Dobbiamo, inoltre, consapevolizzare che ogni operazione effettuata è un investimento che la nostra azienda sostiene al fine di ricavare in un futuro una plusvalenza o minusvalenza sullo stesso.

 

Soffermiamoci su quest’ultimo punto. Supponiamo che un investitore immobiliare decida di comprare una casa del costo di  50 000€. Dopo una serie di ristrutturazioni costategli 20 000€, decide di vendere la casa a 100 000€, generando un profitto di 30 000€. Ha oggettivamente realizzato un ottimo investimento. Questo investitore era consapevole di aver rischiato 70 000€ ottenendo un ritorno sull’investimento di 30 000€, ovvero, il 30% sul rischio iniziale più i costi di ristrutturazione. Ovviamente se l’investitore non fosse stato in una situazione a lui favorevole avrebbe potuto rivendere l’immobile a meno ottenendo un profitto minore o una minusvalenza rispetto al rischio effettuato.

 

Vi chiederete perché vi ho fatto questo esempio. La mentalità di questo imprenditore è analoga alla mentalità che noi traders dovremmo avere nell’effettuare le operazioni. Dobbiamo considerare un rischio iniziale, che non necessariamente coincide con il momento nel quale chiudiamo l’operazione. Vi invito, a tal proposito, a leggere l’articolo riguardante il nuovo modo di posizionare lo stop loss, il quale è perfettamente in linea con quanto sto dicendo in questo momento. (clicca qui) Successivamente gestire l’operazione per ricavarne un profitto che, la maggior parte delle volte, con questo nuovo approccio, sarà una percentuale più o meno alta rispetto al rischio iniziale assunto ( investimento sull’operazione ). Con questa tipologia di approccio sarà difficile vedere rischi/rendimenti preventivi superiori al 1/1.5, ma ciò non deve affatto preoccupare basti pensare all’imprenditore sopra citato, vi sembra realistico che un imprenditore immobiliare abbia nel suo portafoglio di vendita tutte case costate 50 000€ per rivenderle a euro 100/150.000/200.000€?

 

Passiamo adesso alla questione leva finanziaria. Come si può paragonare questo “vantaggio” all’imprenditore immobiliare? Potrebbe capitare che l’investitore possegga solo una parte del denaro necessario per l’acquisto dell’immobile, oppure, che voglia effettuare l’acquisto di due immobili non potendo coprire però la spesa di entrambi; dovrà, quindi, affidarsi ad un’istituzione finanziaria per ottenere un prestito. Grazie a questo prestito il suo potere di acquisto aumenterà senza però aumentare in realtà il suo capitale sociale, in quanto i soldi li dovrà restituire. Tutto ciò gli permetterà di acquistare l’immobile o gli immobili e generare una plusvalenza o minusvalenza. Facciamo un esempio pratico: il capitale sociale dell’investitore è 40 000€, con un prestito di 10 000€ riesce ad acquistare un immobile e rivenderlo a 80 000€ ottenendo una plusvalenza di 30 000€ (ai quali, per amor di completezza, si dovrebbero levare i tassi del prestito.) Questa plusvalenza è ovviamente, in percentuale sul capitale proprio, maggiore rispetto a quella che si avrebbe se il capitale fosse di 50 000€. Allo stesso modo una minusvalenza risulterebbe in percentuale maggiore.

 

La leva finanziaria è esattamente questo, ci permette di avere un’esposizione maggiore sul mercato e quindi generare delle plusvalenze e minusvalenze maggiori in percentuale rispetto a quelle che si otterrebbero senza il suo utilizzo. Ovviamente come gli imprenditori prestano un’importante attenzione ai prestiti ottenuti, anche noi traders dovremmo prestare maggiore attenzione alla leva utilizzata. Avete mai sentito di imprenditori che con 50 000€ chiedono prestiti per 150 000€ per effettuare un’operazione immobiliare? Questa è leva 3. La leva quindi deve essere utilizzata con consapevolezza e non per forza deve essere utilizzata su ogni singolo deal che facciamo a mercato.

 

Questo tipo di approccio può sembrare disorientante in un primo momento. Ma questa mentalità è ciò che ti permette di creare un’azienda di trading con delle fondamenta profonde e solide. Un’attività che molto probabilmente risulterà profittevole nel tempo.

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 15 Febbraio 2021 - Ore 10:58:28

Diventare Trader Ep. 33: Il Flusso

Coinvolgimento totale e operativo, focus, passione e creatività. Una condizione di trance all’interno del quale le concezioni di spazio e tempo perdono priorità. Uno stato nel quale ognuno di noi riesce a compiere attività ad alte prestazioni con il minimo sforzo.

 

Questo è lo stato di flusso che Daniel Goleman definisce nel suo libro intelligenza emotiva e di cui voglio parlarvi oggi. Nasce dall’incontro tra abilità proprie in un certo campo e le sfide che si presentano.

 

Il segreto è l’equilibrato bilanciamento delle due, al di sopra di quel livello di impegno minimo che genera noia, e al di sotto di quella data pressione che produce ansia e stress.

 

È uno stato che tutti dovrebbero e possono provare in qualsiasi attività. È lo stesso stato che vive Cristiano Ronaldo durante i suoi allenamenti e le partite, che gli permette di migliorarsi sempre e dare il massimo; oppure Arduino la cui attività di trading risulta essere una piacevole e continua sfida interiore per un miglioramento personale e tecnico che gli permette poi, di anno in anno, il veder realizzarsi gli obiettivi fissati. È assimilabile allo stato che, secondo la dottrina Zen, prende il nome di Mushin ed è raggiungibile mediante la meditazione e le arti marziali.

 

Questo stato, dice Goleman, significa lasciare scorrere libera l’intelligenza emotiva al suo massimo stato di espressione. Significa ritrovare in se stessi la motivazione intrinseca, scevra di giudizi esterni o auto osservazione giudicante.

 

Come possiamo raggiungere questo stato?

Focus, allenamento e costanza, questi sono tre elementi che ci permettono di rendere automatici dei processi di pensiero che inizialmente richiedono un maggiore impegno. È l’equivalente di quando impariamo a guidare una macchina. All’inizio siamo concentrati, l’impegno necessario è maggiore, ci serve focus e nessuna distrazione, ma con l’allenamento e la costanza tali movimenti diventano poi automatici, rendendo la guida un meccanismo efficace con il minimo sforzo.

 

Per entrare nello stato di flusso, non basta questo. Serve, inoltre, un percorso di consapevolezza e autoconsapevolezza che ci permette di sviluppare la nostra intelligenza emotiva e calibrarla sulla stessa onda di quella cognitiva, dandogli la possibilità di esprimere il suo vero potenziale.

 

Nel trading, in particolar modo, è di fondamentale importanza sviluppare l’intelligenza emotiva. Ci permette di riconoscere i nostri stati d’animo quando si presentano e valutare se le decisioni che in quel momento si presentano sono dettate da un sequestro emotivo o da un ragionamento cognitivo. Ci permette inoltre di vivere in uno stato di tranquillità quando si hanno dei trade in atto, ma allo stesso tempo di sfida interiore nella gestione degli stessi, cercando di capire, giorno dopo giorno, la decisione migliore da prendere. Ci permette di attendere ed essere pazienti nella scelta delle operazioni, consapevoli che ciò che tecnicamente apprendiamo e conosciamo porta a degli obiettivi.

“La vera felicità è ciò che provi durante il percorso, non solo quando raggiungi la destinazione.”

Questo significa vivere nello stato di flusso.

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 8 Febbraio 2021 - Ore 10:55:41

Diventare Trader Ep. 32: Come Posizionare lo Stop Loss

Buongiorno a tutti traders, in questo articolo vorrei parlarvi di un argomento che spesso viene trascurato e che, invece, grazie al team di Hereforex, ho avuto la possibilità di approfondire: dove posizionare lo stop loss.

Ogni stile di trading possiede il suo modo per posizionare gli stop loss. C’è chi posiziona lo stop sotto un segnale, chi accetta una massima variazione di prezzo percentuale o altre tecniche. Non esiste un modo giusto o un modo sbagliato per farlo, bensì un modo può essere funzionale secondo uno stile di trading e non funzionale per un altro.

Arduino, per spiegare il modo che lui ritiene funzionale per posizionare lo stop, utilizza un discorso fatto da Bruce Kovner, importante investitore americano e gestore di hedge fund, che possiede una linea di pensiero molto simile a quella che dovrebbe avere un price action trader.

"Tutte le volte che apro una posizione, predetermino un livello di stop-loss. Questo è l'unico sistema per poter dormire la notte. In questo modo so quando chiuderò la posizione prima ancora di aprirla. Contrariamente al solito, non pongo però degli stop-loss sulla base di calcoli percentuali (per esempio, 4% dal prezzo d'acquisto), in quanto potrebbero essere livelli facilmente raggiunti nella normale fluttuazione del titolo. Preferisco studiare graficamente livelli difficilmente raggiungibili, e fissare lo stop-loss sugli stessi".

I primi tre periodi di questo discorso, pongono l’attenzione sull’accettazione del rischio. Vista la sua importanza questo argomento è costantemente trattato dal team di hereforex e su cui ho scritto numerosi articoli che vi invito a leggere. La parte successiva del discorso è il fulcro di questo articolo.

La scelta di Arduino pone le basi sulla ricerca, graficamente, di livelli strategici che siano difficilmente raggiungibili dal prezzo, o meglio livelli che se raggiunti provocano un cambiamento sostanziale della struttura del mercato. A conferma di tale “scuola” di pensiero Kovner afferma:

"Se il mercato è veramente forte, non deve comunque scendere fino a tal punto."

Dal mio punto di vista lo studio del grafico diventa, quindi, ancora più interessante. Bisogna, per quanto mi riguarda, sviluppare la capacità di guardare lo stesso grafico da due prospettive diverse: la prima che analizza la struttura, la definisce e capisce quali potrebbero essere i punti di entrata e il successivo sviluppo della struttura per la conseguente gestione; la seconda, possibile solo dopo aver fatto la prima, che analizza i punti superati i quali la struttura si indebolisce o cambia.

Ovviamente, con l’esperienza, queste due visioni si uniscono creando la prospettiva del price action trader, come quella di Arduino. Ma per noi apprendisti, non è detto che definire la struttura implica automaticamente sapere dove si “sgretola”.

In quest’ultimo periodo, il mio focus è su questo: una volta definita la struttura, su che livello tale struttura cambia? Se il mercato è veramente forte, sotto che punto non deve scendere?

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 1 Febbraio 2021 - Ore 10:18:09

Diventare Trader Ep. 31: Il prezzo e la tecnica, la domanda e l'offerta

Buongiorno a tutti traders, in questo articolo vorrei fare alcune considerazioni su un articolo riportato su il sole 24 ore. (clicca qui per leggerlo)

Matteo Paganini, analista ed esperto del mercato delle valute nonchè amico da svariati anni del nostro Arduino Schenato, analizza quali sono le principali motivazioni che portano i piccoli traders a perdere soldi. Racchiude queste motivazioni in tre sfere: la tecnica, la gestione del rischio e la psicologia.

Queste tre sfere, così come le definisce Paganini, sono parte integrante del nostro modo di fare trading. Se vogliamo essere precisi, sono parte del mindset del trader che ognuno di noi dovrebbe svilluppare e perfezionare.

Mi ha colpito, in particolar modo, questo articolo quando ha parlato della tecnica, affermando:

“Se chiedessimo a tutti i trader italiani se durante la forte discesa dei mercati post Covid ci fossero più compratori o venditori, molto probabilmente riceveremmo per risposta che i venditori erano in numero maggiore. Se il mercato scende, d'altronde, lo si sta vendendo. La risposta corretta è che il numero di venditori ed il numero di compratori è esattamente uguale, si tratta soltanto della concretizzazione di un comportamento irrazionale, nell'esempio dettato dalla paura di non sapere cosa succederà in futuro, che porta a dichiararsi disponibili a vendere a qualunque prezzo, incontrando le offerte degli acquirenti che, comprendendo questo stato di tensione, cercano di sfruttare la situazione proponendosi disposti a comprare a prezzi che loro ritengono, in quel preciso momento, vantaggiosi.”

Questa parte mi è servita per consapevolizzare che il prezzo di un mercato in un preciso momento non è, propriamente, l’equilibrio tra i venditori e i compratori, bensì, l’equilibrio tra il valore a cui i venditori ritengono vantaggioso vendere e il valore a cui i compratori ritengono vantaggioso comprare. Da questa consapevolizzazione scaturisce una visione del mercato intesa come flussi di capitale: un mercato in salita corrisponde con la volontà da parte degli acquirenti di ritenere costantemente vantaggioso il prezzo del mercato e dei venditori di ritenere vantaggioso costantemente un prezzo maggiore, viceversa un mercato in discesa.

Il cambiamento di tali equilibri provoca nel prezzo l’inversione di direzionalità. A tal proposito Paganini afferma:

“Da qui deriva la non intuitiva conclusione che quando i flussi di capitale si invertono (gli effetti degli acquisti superano quelli delle vendite o viceversa), il mercato inverte la direzionalità e si creano quelli che su un grafico sono visualizzati come minimi o massimi. Da qui, i trader professionisti iniziano i propri ragionamenti…”

Ecco qui spiegate, a parer mio, le fondamenta della Price Action.

I livelli di domanda e offerta, di cui parla spesso Arduino, non sono altro che quelle aree di prezzo che recentemente sono state di interesse rispettivamente per i venditori e compratori. Analizzare gli swing, i massimi e minimi decrescenti o crescenti, i trigger e la volatilità non è altro che analizzare quando gli equilibri cambiano e sfruttare questi momenti per entrare in posizione, spesso, in direzione del flusso principale.

Da questo è possibile rispondere anche al perché la Price Action non utilizza indicatori.

Se il mercato è dettato unicamente dall’equilibrio, come sopra esposto, e ciò che ci indica di entrare o uscire dal mercato deriva dal cambiamento di questo equilibrio, allora gli strumenti sopra esposti sono sufficienti per l’analisi. Qualsiasi altro indicatore sarà un’elaborazione di dati già osservati esposti sotto un'altra forma. Sempre Paganini afferma: “A questo proposito, occorre ricordare che gli indicatori non fanno altro che misurare delle caratteristiche relative alla variazione dei prezzi e che il prezzo incorpora sempre la componente più importante da considerare, ossia l'effetto degli acquisti e delle vendite effettuate sul mercato.”

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 25 Gennaio 2021 - Ore 10:31:23

Diventare Trader Ep. 30: Conclusione EUR/USD

Buongiorno a tutti traders, concludiamo con questo articolo lo studio dell’operazione effettuata da Arduino sul cambio EUR/USD.

Nell’ultimo articolo riguardante quest’operazione (clicca qui per leggerla) eravamo in attesa di un ulteriore movimento che permettesse ad Arduino di muovere lo stop ulteriormente, questa cosa non è avvenuta portando l’operazione a concludersi in trailing stop sul livello di 1,2090, generando un profitto di circa il 2% sul capitale.

Analizziamo queste ultime settimane e per quale motivo Arduino ha deciso di non muovere ulteriormente lo stop.

Come possiamo vedere dal grafico soprastante, la candela prima della giornata bearish che ha portato poi in trailing stop l’operazione è graficamente una pinbar che falsa l’inside fakeout precedente. A seguito di questa candela poteva essere risultare logico spostare lo stop sui minimi della settimana, la scelta di Arduino è stata invece diversa. Arduino ha preferito lasciare lo stop in area 1,2095 in quanto poteva succedere che il break e quindi la convalida della pin bar avrebbe portato ad un rintracciamento successivo o ripresa del movimento long che avrebbe permesso un posizionamento migliore dello stop e/o un’uscita migliorativa. Questa cosa non è avvenuta e l’operazione, come accennato più volte, si è conclusa in trailing stop.

Ho deciso di portare questa miniserie di articoli riguardanti l’operazione su eur/usd in quanto ritengo, a prescindere dall’esito, che possa essere un’operazione dalla quale si può apprendere molto. Analizzare in corso d’opera e osservare come un professionista gestisce un’operazione ti permette di assorbire quei dettagli operativi che provengo dall’esperienza. Inoltre, è possibile analizzare la gestione dell’emotività durante le scelte e le oscillazioni del mercato. Tutto questo è parte fondamentale del percorso che noi studenti della scuola di trading platinum di Hereforex facciamo per diventare dei traders professionisti.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 18 Gennaio 2021 - Ore 10:56:14

Diventare Trader Ep. 29: Le Emozioni

 

Le emozioni sono, essenzialmente, impulsi ad agire; in altre parole, piani d’azione dei quali ci ha dotato l’evoluzione per gestire in tempo reale le emergenze della vita.”

Da Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman.

 

Durante la lettura di questo libro, mi è saltata all’occhio questa frase e i suoi possibili collegamenti con il trading. Questo articolo sarà improntato su una riflessione personale sulle possibili interazioni tra emozioni e trading. Daniel Goleman in questo libro riprende la scuola di pensiero di Paul Ekman affermando che le emozioni principali sono 6: rabbia, paura, tristezza, disgusto, sorpresa e felicità. Queste sono caratterizzate da delle reazioni chimiche che il nostro corpo subisce per far fronte a delle emergenze della vita, ad esempio durante l’emozione paura il sangue fluisce verso i grandi muscoli, per favorire la fuga o il combattimento, e per un momento si congela forse per valutare se non convenga nascondersi; da qui la nota reazione detta di fight/flight/freeze. Per altri esempi vi invito a leggere il libro in questione.

Ma cosa c’entra tutto questo con il trading? In un modo o nell’altro, parte di noi trader si è già reso conto di quanto l’aspetto emozionale influenzi la nostra operatività, però, forse, ancora non si è raggiunto un livello di consapevolezza tale da cercare di capire per quale motivo avviene tutto ciò.

L’intelligenza emotiva deriva da un processo di evoluzione molto lungo, e ci ha permesso di sopravvivere per numerosi millenni; per avere un’idea di quanto tempo, basti pensare al fatto che già i primi uomini scappavano davanti ai predatori. Questo per dirvi quanto sia predominante in una situazione di “pericolo” il cervello emotivo rispetto a quello cognitivo, che è di ben più recente evoluzione. Ed ecco una delle parole principali di questa riflessione: il pericolo.

La perdita di denaro viene percepita dal nostro cervello emotivo come un pericolo per la nostra sopravvivenza. È un meccanismo automatico che il nostro cervello è abituato a fare da oltre 200 milioni di anni, pertanto, ogni situazione di pericolo, viene intesa come “minaccia” per la sopravvivenza, e quindi anche quando si tratta di un’operazione che sta andando a stop.

Ecco quindi una chiave di lettura sulla nostra voglia di voler chiudere in maniera anticipata un trade. Scatta la paura e da questa l’ancestrale meccanismo che benissimo ha funzionato per millenni: scappare.

Come risolvere questa situazione? Arduino e Antonio continuano a ripeterlo costantemente, in primo luogo è necessario accettare il rischio: questa fase richiede un impegno e una valutazione personale. Nessuno può accettare il rischio per voi, è un processo che bisogna fare necessariamente. A riguardo, Arduino ha pubblicato sul suo canale Youtube numerosi video e io ho scritto degli articoli, vi invito a visionarli qualora voleste qualche spunto per riflettere.

Ma questo è soltanto un esempio di come le emozioni possono influire sul nostro trading; basti pensare a quando abbiamo perso i soldi e scatta in noi la rabbia e la voglia di rivincita con il mercato. Il nostro cervello emotivo, anche in questo caso, surclassa quello cognitivo, annebbiando la nostra lucidità e quindi la capacità di tradare bene. Oppure quando la troppa felicità o tristezza ci portano a sovrastimare o sottostimare le nostre capacità, ma questi sono solo alcuni esempi, se ne potrebbero fare un’infinità.

Tutto ciò serve a farci rendere conto di quante e quali reazioni nel trading sono dettate unicamente dall’aspetto emotivo, e per questo è un ambito che andrebbe conosciuto e approfondito, nel trading come nella vita. È fondamentale, infatti, riconoscere le nostre emozioni, gli stati emotivi ad esse collegate e come queste stiano influenzando la nostra attività di trading. Crescere in autoconsapevolezza, e quindi in intelligenza emotiva, ci permetterà di rallentare i processi di pensiero permettendo alla nostra intelligenza cognitiva di valutare meglio le decisioni da operare.

K.I.S.S. Traders.

 

 

Il libro citato nell'articolo è:

Intelligenza emotiva. Daniel Goleman. Rizzoli

https://amzn.to/38R6NH4

 

[Arduino Schenato] Lunedi 11 Gennaio 2021 - Ore 11:48:47

Diventare Trader Ep. 28: Gestione EUR/USD parte 3

Buongiorno a tutti traders, in questo episodio continueremo l’analisi della gestione dell’operazione fatta da Arduino sul cambio EUR/USD. Vi invito a leggere i primi due articoli su questa analisi qualora ancora non lo aveste fatto. Parte 1, Parte 2.

 Facendo un piccolo riassunto delle puntate precedenti, Arduino ha aperto una posizione Long sul cambio EUR/USD in area 1,19 con stop 1,1790 e target zona 1,24. Successivamente, come si legge nella parte 2, Arduino sposta lo stop a profitto sul livello di 1,2040. Nel grafico settimanale sottostante ho inserito delle linee per indicare entry stop e target, rispettivamente blu, rosso e verde.

Arduino durante queste ultime settimane decide di spostare ulteriormente lo stop in area 1,2095 il giorno 22 dicembre. Analizziamo perché, ricordando che ciò che noi vediamo nei grafici da me mostrati è il mercato il 4 gennaio ovvero 12 giorni dopo lo spostamento dello stop. Pertanto, cercando di simulare il ragionamento fatto da Arduino il giorno 22 devo necessariamente farvi vedere il grafico giornaliero. In seguito, analizzeremo sul settimanale ciò che è avvenuto nelle ultime settimane dell’anno in relazione alla posizione con il nuovo stop in area 1,2095.

Il giorno 21 dicembre, indicato dalla freccia nera, si forma un inside fake out/pin bar sul daily, Arduino decide il giorno successivo di spostare quindi lo stop ad 1,2095, indicato dal segmento rosso, successivamente al break della pin bar. Il prezzo sotto l’area 1,2095 avrebbe potuto far pensare ad un rintracciamento più profondo raggiungendo, forse, anche il suo precedente stop, motivo per il quale Arduino ha preferito preservare la sua posizione ulteriormente bloccando ancor di più i profitti.

 

La posizione è rimasta inalterata da quel giorno, lasciando che il mercato faccia il suo “corso”. Interessante da riportare l’analisi effettuata il giorno 4 gennaio sul cambio in relazione all’operazione in corso. Partendo dal grafico mensile, grafico che assorbe tutti i “rumori” di ogni mese, e inserendo le estensioni di volatilità sull’ultimo swing low, possiamo notare come la candela di dicembre indicata dalla freccia nera indica una forza notevole rialzista, chiudendo al di sotto del 161,8% di fibonacci, 1,2250, livello inoltre di particolare interesse per l’ EUR/USD.

Andando ad analizzare un po’ più nel dettaglio questo movimento, osservando quindi il grafico settimanale, notiamo come le ultime 3 settimane formano un inside fake out/pin bar sull’area 1,2250.

Questo “segnale” da noi utilizzato, non significa né che la struttura del mercato è cambiata, né tantomeno che bisogna entrare short, anzi ci permette ancor di più di ottenere informazioni per la gestione dell’operazione. La convalida del pattern inside fake out avviene al di sotto dei minimi della outside bar, ovvero, al di sotto di 1,2120. Conferma ulteriore che lo stop ad 1,2095, posizionato in “tempi non sospetti” da Arduino, risulta essere attualmente lo stop migliore per questa posizione. Inoltre, qualora ci fosse un “annullamento” del pattern con la rottura dei massimi, potrebbe portare ad un ulteriore spostamento dello stop al di sotto dei minimi della pin bar, bloccando ulteriormente i profitti.

La gestione del trade continuerà nelle prossime settimane in base a ciò che il mercato ci mostrerà. Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 4 Gennaio 2021 - Ore 10:31:21

Diventare Trader Ep. 27: Disciplina e Costanza

“Have dreams, but have goals. Understand that to achieve this goals you must apply discipline and consistency.” Denzel Washington.

Inizio questo articolo con questa frase di Denzel Washington. È una piccola parte di un discorso che ha fatto durante una cerimonia di laurea, un discorso che secondo me va ascoltato e analizzato attentamente.

Ho deciso di selezionare questa parte in quanto ritengo che possa essere uno spunto di riflessione importante per noi traders. Ciò che vuole trasmettere Denzel Washington è che è importante avere dei sogni, ma senza obiettivi rimarranno solo sogni. E vuole ricordare che per raggiungere questi obiettivi bisogna utilizzare disciplina e costanza. Questi due termini sono ciò che dovrebbero accompagnare ogni trader neofita nel percorso per diventare dei trader esperti e profittevoli.

                                                  

Molto spesso si approccia a questa attività con tantissimi sogni, con il sogno di poter uscire dalla stressante vita lavorativa, con il sogno di diventare finanziariamente liberi e di poter fare qualsiasi cosa si voglia. Questi sogni rimarranno tali se non ci si impegna, con disciplina e costanza, a costruire una propria forma mentis adatta a questa nuova attività.

 

Tutto deve partire dalla consapevolezza che non esiste un modo per “vincere facile”, nessuna tecnica segreta o metodo per diventare milionari. Se veramente si vuole diventare dei trader profittevoli bisogna lavorare duramente e formarsi in ogni aspetto di questa attività. A tal proposito, Robert Rhea afferma: “Nessun’altra professione richiede altrettanto lavoro duro lavoro, intelligenza, pazienza e disciplina mentale che il trading di successo.”

 

In seguito, bisogna cercare di comprendere da che punto si parte e stabilire degli obiettivi. Quest’ultima parte viene spesso trascurata o non viene fatta una scelta efficace. Un obiettivo efficace è un obiettivo che sia quantificabile e scalabile. Diventare liberi finanziariamente o ricchi non sono obiettivi concreti, raggiungibili o efficaci. Per fare un esempio di obiettivo efficace, questo potrebbe essere guadagnare 1000 euro. Quest’ultimo è un obiettivo concreto e scalabile, ovvero divisibile. L’obiettivo è ovviamente legato al fattore tempo e alle risorse da noi possedute, ad esempio, guadagnare 10000 euro, con un conto da 10000 euro, in un mese diventa un obiettivo non efficace, invece cambiando solo le risorse ottenute e il tempo, ad esempio con un capitale da 100000 euro in due anni, lo stesso obiettivo risulta essere molto più efficace. Scegliere in maniera opportuna gli obiettivi permette non solo di avere una visione chiara di ciò che si vuole fare e dove si vuole arrivare, ma anche di avere una mente predisposta al raggiungimento dello stesso.

 

Dopo aver capito da dove partiamo e quali obiettivi vogliamo raggiungere inizia il nostro percorso come trader. A quel punto saremo “ufficialmente” diventati dei trader neofiti. In questa fase dobbiamo porre la nostra attenzione all’apprendimento teorico di competenze tecniche e di mentalità. Da questo momento in poi ciò che definirà quanto stiamo migliorando sarà la nostra disciplina e la nostra costanza.

 

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 28 Dicembre 2020 - Ore 12:43:28

Diventare Trader Ep. 26: Meetup Annuale

Buongiorno Traders, ci troviamo a fine 2020 e come tutte le aziende, anche per noi trader, è arrivato il momento di “tirare le somme” e impostare gli obiettivi per l’anno successivo. In questo articolo vorrei parlarvi di come, a mio parere, può essere utilizzato questo periodo per creare, nella nostra azienda di trading, delle giuste fondamenta per l’anno 2021.

Ovviamente questo “meetup aziendale” vede solo noi come protagonisti e ciò che abbiamo fatto durante l’anno, pertanto è fondamentale riuscire ad utilizzare un approccio neutro, focalizzando l’attenzione sull’autoapprendimento.

 

Come prima analisi potrebbe risultare ovvio osservare se l’anno si è concluso positivamente o meno. In realtà, per quanto mi riguarda, questo dato lo lascerei alla fine. Questo perché essendo un trader neofita, ritengo molto più importante valutare come ho fatto i trade, quanto sono migliorato e in cosa posso migliorare, piuttosto che vedere il risultato. È anche ovvio che tale dato è comunque un dato importante da dover analizzare, ma lo faremo successivamente.  Essendo il mio primo “mezzo anno” nel mondo del trading e con la price action, la prima valutazione che ritengo fondamentale da fare è quella di verificare se il metodo che mi sta trasmettendo Arduino e il gruppo di Hereforex è in linea con il mio stile di vita. Ritengo che l’analisi del metodo sia fondamentale per ognuno di noi neofiti, perché, come dice sempre Arduino, ciò che dovremmo fare è crearci un vestito su misura e se tale vestito ha uno stile che a noi non piace a prescindere, non vedo come potremmo mettercelo.

 

Entriamo adesso nella sezione più grande del nostro meetup: L’analisi dei trade effettuati. Grazie al trading diary, offerto da Hereforex per gli studenti della scuola di trading platinum, possiamo andare ad analizzare uno ad uno tutti i trade effettuati durante l’anno. Questa cosa è anche possibile perché il metodo della price action non effettua moltissime operazioni durante l’anno, pertanto analizzarle una ad una non diventa un “lavoraccio infinito”. Ma come deve essere effettuata l’analisi? Ne ho parlato in maniera approfondita in un articolo a cui vi rimando (clicca qui). In breve, ciò che vi consiglio di fare è quello di segnarvi, per ogni trade, cosa potrebbe essere stato fatto non in linea con il metodo, cosa potrebbe essere migliorato e cosa è stato fatto in maniera ottimale. Alla fine delle analisi questo foglio vi servirà per stilare dei punti su cui poter lavorare e migliorare o delle situazioni su cui porre maggiore attenzione perché particolarmente interessanti.

 

Dopo aver effettuato una prima analisi tecnica, personalmente fatta senza analizzare gli R/R dei vari trade o gli esiti, ho analizzato una seconda volta tutti i trade ponendo questa volta attenzione all’aspetto economico, creando un’analisi sia globale, ovvero analizzando il massimo periodo di drawdown rispetto al profitto annuale ottenuto, sia locale ovvero analizzando sia per trade che per mercati i rischi medi utilizzati rispetto ai rendimenti attesi e gli esiti dei vari trade. Questa analisi economica, insieme a quella tecnica, mi permette di capire in quali aspetti potrei migliorare, su che mercati porre maggiore attenzione o che rischi assumermi e come assumermeli per l’anno successivo.

 

Ultima analisi ma non meno importante riguarda la nostra mentalità. Abbiamo accettato veramente i rischi assunti durante l’anno? Abbiamo fatto operazioni consapevoli? Abbiamo capito un po’ di più come funziona il nostro cervello e come possiamo gestire le nostre emozioni? Quanta importanza abbiamo dato all’aspetto mentale? Queste domande sono solo alcune delle possibili domande da porci per capire se il nostro anno di trading è stato un anno all’insegna della consapevolezza oppure un semplice e scorretto copy trading.

 

Una volta effettuate tutte queste analisi bisogna creare un business plan, ovvero, un piano all’interno del quale sono scritte tutte le “regole” che la nostra azienda di trading dovrà seguire per l’anno successivo. All’interno di questo piano è fondamentale considerare tutto ciò che si è appreso facendo l’analisi dell’anno precedente. Il business plan a mio parere dovrà essere suddiviso in tre macrosettori:

  1. Dedicato al money management all’interno del quale devono essere inserite tutte le regole e considerazioni sui rischi da assumersi mediamente, i massimi rischi e la gestione del capitale.
  2. Dedicato all’aspetto tecnico, ovvero, secondo quali criteri effettuare delle operazioni come analizzare la struttura, che timeframe utilizzare e che trigger operativi considerare.
  3. Dedicato alla mentalità. Scrivere all’interno del piano che tipo di aspetti della nostra mentalità applicata al trading migliorare, ci aiuta a consapevolizzare dove siamo e dove vogliamo arrivare. Inserire delle ore da dedicare a questo aspetto o dei percorsi da seguire ci aiuta a crescere e migliorare la nostra azienda.

 

Riguardo a questo business plan, ogni anno, Arduino riscrive e perfeziona il suo personale business plan e lo rende disponibile a noi studenti della scuola, con annesso di spiegazione in trading room, in modo tale da poter avere un fax simile e poterci sempre migliorare anche su quest’aspetto.

 

Vi auguro buon Anno, alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 21 Dicembre 2020 - Ore 10:39:29

Diventare Trader Ep. 25: Gestione EUR/USD

Buongiorno Traders, nelle precedenti puntate ho analizzato un’operazione effettuata da Arduino sul cambio EUR/USD. (Se ancora non l’hai letto ti invito a farlo cliccando qui)

In questo articolo andrò ad analizzare come Arduino ha gestito la posizione e quali motivazioni lo hanno spinto, a mio parere, ad effettuare determinate scelte.

Facendo un piccolo riassunto dell’operazione, Arduino è entrato long su EUR/USD, partendo da un’analisi settimanale, confermata per ben due volte sul grafico daily. Il livello di ingresso è stato circa 1,19 con stop 1,1790 e target 1,24 circa.

Come al solito le nostre analisi partono da un grafico settimanale.

Dopo la settimana dell’ingresso, indicata con la freccia verde, si configura una candela rialzista con ampia vola e direzionalità. Visto l’ampio movimento in una settimana, poteva risultare logico chiudere la posizione prematuramente per poi entrare successivamente su uno swing oppure spostarsi a break even. La scelta di Arduino è stata quella di non effettuare alcuna modifica al trade. Questo perché il trade nasce da una visione prettamente settimanale e di medio lungo periodo ed è necessario, in queste occasioni, lasciare la possibilità al mercato di ossigenare. Inoltre, è fondamentale scegliere attentamente i punti dove posizionare gli stop loss. Tali punti devono essere zone strategiche superate le quali la visione del mercato cambia totalmente. Osservando il grafico settimanale è evidente come l’unica zona di “cambio visione” è proprio la zona 1,1790 dove era già presente lo stop.

 

La settimana successiva, indicata con la freccia nera, crea una inside narrow range. Candela di compressione di volatilità che può portare ampia volatilità rialzista o ribassista alla rottura dei massimi o minimi. Analizziamo nel dettaglio questa candela settimanale passando su un grafico giornaliero.

La compressione di volatilità è particolarmente evidente. In una prima analisi grafica si può notare un rintracciamento calmo dei prezzi con una successiva candela rialzista di ripresa del movimento. Arduino decide al break della candela settimanale di spostare lo stop sotto i minimi della stessa.

 

Vediamo nel dettaglio cosa lo ha spinto a prendere questa decisione. Partendo da un’analisi dei rintracciamenti come si vede nel grafico sottostante, mettendo i livelli sullo swing high, si nota che il prezzo ha raggiunto il 161,8% chiudendo sopra di esso. Questa dinamica è una dinamica frequentissima di un rintracciamento dei prezzi “sano”. A conferma di tale rintracciamento con la candela successiva indicata dalla freccia nera, si configura una FTW power, segnale di continuazione della tendenza rialzista. Questo insieme di dinamiche porta Arduino a spiegarci un ragionamento. Ovvero, qualora il prezzo rompesse a ribasso lo swing low (minimo settimanale) allora si potrebbe creare un falso minimo che porterebbe all’incremento della posizione sotto opportune ipotesi. Qualora invece il prezzo rompesse il massimo settimanale allora la scelta più giusta per lui è quella di spostare lo stop sotto i minimi settimanali in quanto o il prezzo va in direzione del target o crea un falso massimo che potrebbe portare ad un rintracciamento molto più profondo. Ovviamente è stato rotto il massimo settimanale e, come accennato, Arduino ha deciso di spostare lo stop a profitto.

A supporto di questa decisione c’è stata anche una analisi sui costi di rollover. In particolare, Arduino ha spiegato che essendo sotto le vacanze è opportuno tenere in considerazione il rollover annuale (costo molto più elevato del normale rollover). Per questo nonostante la presenza di un rintracciamento più profondo non cambi la visione rialzista del mercato è preferibile chiudere in profitto prima che venga addebitato il rollover annuale e qualora si verificasse un rintracciamento più profondo rientrare successivamente con ulteriori conferme.

L’analisi dell’operazione continuerà nei prossimi appuntamenti, in base a ciò che il mercato ci farà vedere, alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Domenica 13 Dicembre 2020 - Ore 17:01:44

Diventare Trader Ep. 24: il tempo e l’allenamento

“Una volta chiesi a Kobe come potessi migliorare ancora: mi rispose che lui tirava 1000 volte al giorno. Da quel momento decisi di farlo anche io: l’anno dopo arrivai secondo nella corsa MVP.” Dwight Howard.

In questo articolo voglio partire da questa frase. Un pensiero che nei grandi sportivi risuona spesso e che in realtà è applicabile in tutto ciò che facciamo. La costanza nell’allenamento è quel fattore che contraddistingue un fuoriclasse da una persona con ottime capacità.

Nel trading dovremmo puntare a diventare dei fuoriclasse. Se decidiamo che questo è il nostro obiettivo allora dobbiamo rimboccarci le maniche, apprendere e allenarci con costanza. In primo luogo, bisognerebbe effettuare un’analisi personale della propria forma mentis del trader. Ovvero cercare di capire quante competenze tecniche abbiamo sviluppato o conosciamo, quanto conosciamo il nostro lato emotivo e come funziona la nostra mente.

Dopo aver fatto questa accurata e sincera analisi conosciamo il nostro punto di partenza e sappiamo cosa dobbiamo sviluppare. In questa fase, che a mio parere non ha fine, dobbiamo focalizzarci sull’apprendimento e l’allenamento. Ma cosa significa?

Dedicare il giusto tempo alle analisi dei mercati, al confronto con altri trader, più o meno formati che siano, alle analisi dei trade effettuati è ciò che significa allenare il lato tecnico e acquisire sensibilità ed esperienza.

Dedicare il giusto tempo allo sviluppo interiore cercando di apprendere sempre di più come funziona il nostro cervello attraverso percorsi di consapevolezza, o studi personali è ciò che ci permette di allenare la nostra mentalità da trader, ovvero come utilizziamo la nostra mente.

Come Dwight Howard potremmo renderci conto, dopo qualche tempo, che, ripetendo costantemente dei movimenti, nel nostro caso analizzando il mercato e cercando di migliorare sempre di più, i risultati ottenuti vanno al di là delle nostre aspettative iniziali.

Ho parlato di giusto tempo, e spesso sento domande rivolte ad Arduino e Antonio che riguardano il tempo: “quanto ci vuole per diventare trader?”, “quanti mesi devo apprendere per poi fare le operazioni?”, “dopo quanto tempo divento profittevole?”

Io penso di aver capito che non esiste un tempo preciso. Penso che quando si decide di intraprendere la vita del trader, ma è possibile estenderlo a qualsiasi altro lavoro o situazione, si dovrebbe pensare più al presente e cercare di apprendere e allenarsi con costanza, piuttosto che pensare a quanto tempo manca prima di diventare trader. Spesso trattiamo il tempo come una risorsa scarsa e questo ci porta a cercare di ottenere le cose velocemente, a perdere la pazienza e abbandonare alle prime difficoltà. Dovremmo invece renderci conto che di tempo ne abbiamo e trattarlo come una risorsa abbondante, solo così riusciremo ad avere la pazienza e la costanza di lavorare, senza farci influenzare da scadenze temporali da noi imposte.

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 7 Dicembre 2020 - Ore 10:38:27

Diventare Trader Ep. 23: Analisi operativa EUR/USD

Buongiorno a tutti traders,

durante queste settimane, in trading room, abbiamo approfondito il cambio Eur/Usd, cambio sul quale Arduino ha progettato un trade. In questo articolo vorrei trasmettere ciò che io ho assimilato durante le analisi di Arduino su questo cambio, approfondendo il progetto stilato del trade.

 

Nell’episodio 20 ho analizzato la struttura del cambio sul grafico settimanale, per chi non lo avesse ancora letto vi invito a cliccare qui per leggerlo. In breve, Il cambio mostrava una notevole forza rialzista ed eravamo in attesa di una tenuta dell’area 1,17/1,1750 che ci andasse a confermare la visione già long. Nelle settimane successive come si può vedere dal grafico in basso è avvenuta la tenuta di quella zona. Ho inserito i livelli di estensione di volatilità (verdi) utili per analizzare il possibile rintracciamento e i possibili obiettivi di target.

 

Analizziamo nel dettaglio ciò che è avvenuto in queste due settimane osservando il grafico giornaliero.

 

Dopo il break del segnale settimanale si sono susseguite tre giornate di rintracciamento. L’ultima candela di rintracciamento chiude sul 38,2% di rintracciamento con uno spike che tocca il 50%. Successivamente si forma un inside bar.

Le inside bar sono dei pattern che, attualmente, non riesco a valutare in maniera opportuna. In quanto, come ben sappiamo, queste mostrano un abbassamento di volatilità che potrebbe successivamente portare un aumento di volatilità. La direzione di tale volatilità non è ben definita e per ottenere le giuste informazioni è necessario avere una adeguata sensibilità nell’analisi della macrostruttura.

Pertanto, il mio personale approccio è stato quello di attendere il break dell’outside bar e una conferma di tenuta dell’area superiore. Arduino in tale situazione decide, post break, di pianificare un’operazione long con i turbo24. Il knockout di tale operazione era posizionato sotto i minimi settimanali. Tale pianificazione considerava il possibile rintracciamento del cambio prima di un ulteriore allungo.

 

Questa prima operazione è stata chiusa da Arduino, in lieve profitto, il giorno 23 novembre. Durante quella giornata, che ora vediamo come una grande outside/indecision bar, si era formata una candela di grande volatilità short. Ciò non violava la visione long e la struttura di base, ma dava la possibilità di uscire comunque in profitto ed attendere una nuova conferma per un nuovo movimento long.

Il giorno successivo Arduino ci ha spiegato ulteriormente le motivazioni che lo hanno portato a chiudere il trade aggiungendo che qualora il mercato avesse dato nuova prova di forza lui avrebbe potuto pianificare un ulteriore operazione con la stessa linea di principio.

 

Il 25 novembre di prima mattina Arduino pianifica un’operazione long. Il livello di entry è zona break out dell’outside/indecision bar con stop sui minimi. (In nero nel grafico potete vedere le estensioni di volatilità del segnale ultimo considerato)

 

Ciò che ha spinto Arduino ad entrare nuovamente è stata l’ulteriore conferma data dal giorno 24 novembre. Candela bianca di alta volatilità con massimi e minimi praticamente coincidenti ad apertura e chiusura. Questo tipo di candela indica una chiara decisione presa dal mercato.

 

Ancora una volta, personalmente, ho preferito non effettuare il trade bensì focalizzare la mia attenzione sulla totalità della dinamica che ha spinto Arduino ad operare.

 

Per concludere abbiamo analizzato la dinamica e le motivazioni per la pianificazione di questo trade, ma ciò di cui ancora non abbiamo parlato è il target. La zona di target posizionata da Arduino è 1,24. Questa scelta nasce da numerose confluenze di volatilità e zone di massimi relativi in particolare:

1.      È stata la zona di vendita maggiore nel recente passato 2018

2.      Coincide con l’estensione 261,8% di volatilità dello swing settimanale in verde

3.      Coincide con l’estensione 342,7% di volatilità dello swing low settimanale di marzo in blu

4.      Coincide con l’estensione 342,7% di volatilità della settimana del 23 novembre in nero

5.      Sul mensile nel mese di marzo coincide con l’estensione di volatilità del 211,8%

 

Per quanto riguarda questo trade continueremo l’analisi nelle prossime puntate in modo da analizzare come Arduino gestisce un trade. Questo permetterà me e voi di apprendere sempre cose nuove o perfezionare il nostro metodo.

 

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 30 Novembre 2020 - Ore 10:46:12

Diventare Trader Ep. 22: L’apprendimento e l’esperienza

Buongiorno a tutti traders,

Oggi voglio riprendere una frase postata e analizzata da Antonio durante il mercoledì mindset. Per chi non sapesse di cosa si tratta è un giorno nel quale Antonio analizza una frase detta da un trader al fine di ricavare un messaggio in grado di rivalutare o rinforzare la nostra forma mentis del trader.

La frase di cui vorrei parlare è questa:

“Concentrati sul fatto che ciò che stai facendo è corretto, non sulla natura casuale dei risultati di un singolo trade.” Richard Dennis.

Ho scelto questa frase perché rispecchia un po’ l’approccio che, grazie al team di hereforex, sto utilizzando nel trading e più in generale nelle dinamiche lavorative e non.

Spesso nel trading diamo troppo peso ad un singolo evento. Ad esempio la presenza di un segnale nel grafico, come una pin, fa scattare immediatamente in noi la voglia di operare, oppure il semplice fatto che vada a stop un operazione contro trend porta a considerare “sbagliate” le operazioni a sfavore di trend, oppure una sequenza di operazioni negative crea sfiducia nel metodo oppure uno stato psicologico che “compromette” gli equilibri quotidiani, ancora al contrario una sequenza di operazioni positive crea una troppa euforia o avidità che porta poi a lavorare senza fiducia. Di questi esempi ne potremmo fare a migliaia. Noi trader neofiti viviamo questi momenti continuamente. Parlando con Arduino e Antonio è immediato osservare come loro riescano a non farsi prendere da tutte queste dinamiche. È lecito chiedersi perché.

La risposta, in realtà, la danno continuamente in trading room con termini ed esempi diversi. Tutto può essere racchiuso in questa frase: focalizzare la propria attenzione sull’apprendimento.

L'apprendimento, nella psicologia cognitiva, consiste nell'acquisizione o nella modifica di conoscenze, comportamenti, abilità, valori o preferenze e può riguardare la sintesi di diversi tipi di informazione.”

L’apprendimento non deve mai finire, i risultati devono diventare una sola conseguenza di un lavoro minuzioso sulla propria forma mentis del trader. Ciò non significa andare alla ricerca della formula perfetta che ci faccia vincere sempre, ma si dovrebbe, ad esempio, acquisire o modificare competenze tecniche, qualora il metodo non risulti in linea con la vostra personalità, oppure, perfezionare il proprio comportamento e stato psico-emotivo durante gli stop loss oppure i profitti.

Beh, a parole è tutto troppo generale, ma come potremmo fare praticamente a focalizzare la nostra attenzione sull’apprendimento? Ricordiamoci che tutto deve partire da noi. Dobbiamo sfruttare il nostro essere “macchine intelligenti”, apprendere stesso da ciò che facciamo, adattare il nostro modo di comportarci in base alle situazioni che ci si presentano. Per fare questo ci vengono in aiuto due cose in particolare, il diario di trading e i timeframe alti. Il diario di trading come già spiegato in un precedente articolo vi permette di registrare le operazioni effettuate per poi rianalizzarle in un secondo momento generando così un percorso di autoapprendimento.

I timeframe alti permettono di uscire da quella mono focalizzazione del segnale e analizzare il segnale in un contesto in questo modo riusciamo ad essere adattivi e modellare il nostro operato in base alle circostanze. Per quanto riguarda l’aspetto emotivo, anche qui, bisognerebbe iniziare da noi, effettuando dei percorsi di consapevolezza che ci aiutino a conoscere come funziona il nostro cervello e quali strumenti possiamo adoperare per raggiungere gli obiettivi prefissati. Di questi esempi ne potremmo fare molti altri, il bello del percorso con hereforex è proprio la disponibilità e la capacità da parte di Arduino e Antonio di analizzare tutti questi argomenti e permettere a noi studenti di cambiare approccio e focalizzare la nostra attenzione su un apprendimento costante.

Tutto questo apprendimento costante unito ai momenti negativi, a quelli positivi e a come reagiamo a tali momenti, creerà, con il tempo, un bagaglio di esperienza che ci renderà dei trader migliori.

L’esperienza, come spesso detto anche da Arduino e Antonio, ci permette di essere molto più sensibili alle dinamiche di prezzo ed inoltre ti permette di operare con consapevolezza e tranquillità, quindi con lucidità.

Alla base di tutto questo discorso c’è sempre il tempo. È fondamentale darsi i giusti tempi, anzi, a mio parere, non darsi delle scadenze per diventare trader professionisti. Io personalmente cerco di darmi degli obiettivi costanti, ad esempio, di settimana in settimana focalizzo la mia attenzione su determinate dinamiche di prezzo oppure sulla volatilità o qualche altra cosa. Non so quando diventerò un trader professionista, ma il mio percorso è voltato ad apprendere ed essere sempre un po' più di ieri e un po’ meno di domani.

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 23 Novembre 2020 - Ore 10:11:58

Diventare Trader Ep. 21: Che tipo di trader sei?

Buongiorno a tutti traders,

in questo articolo vorrei parlarvi di due tipologie di trader. Girando su internet è possibile trovare varie tipologie tecniche di trader, ad esempio, il trader intraday, lo swing trader, lo scalper, etc…

Ma questo non è ciò di cui voglio parlarvi. Durante una trading room Antonio fa una metafora identificando il trader mediante due personaggi: il cacciatore e il cecchino. A mio parere ognuno di noi può ritrovare in una di queste due figure, o entrambe, il suo modo di vivere il trading. Analizziamole.

Il cacciatore, come da noi interpretato, è qualcuno che va alla ricerca di una preda. Tendenzialmente potremo trovare un cacciatore soddisfatto, qualora questo ritorni dalla sua seduta di caccia con qualche preda, oppure, un cacciatore non soddisfatto in caso contrario. Spesso quest’ultimo è in cerca di una rivincita la volta successiva. Inoltre, se durante la caccia qualche preda dovesse scappare, potrebbe scattare la volontà di ricerca frenetica di quella preda.

Il cecchino è un personaggio che, per conquistare una preda, sonda il terreno, trova il miglior posto dove sistemarsi, quel posto che gli permette di aver la visuale migliore, ad “ampio raggio”, e attende. Effettua un’attesa attiva ovvero analizza la situazione che con il tempo si evolve, aggiustando l’angolazione per il tiro e creandosi le condizioni migliori per quell’unico colpo che dovrà sferrare al momento giusto. È un personaggio che rimane concentrato anche se per ore o giorni la preda non si presenta o non si presenta nelle giuste condizioni. Si rende conto che il suo lavoro è per il 90% attesa e per il 10% azione.

Nel trading queste due “personalità” sono presenti ovunque. Ognuno di noi, penso, riesca a rispecchiarsi in una delle due. Spesso durante il nostro percorso possiamo ritrovarci a oscillare e saltare qua e la tra una delle due personalità. Ciò che bisognerebbe fare per diventare dei trader professionisti è quella di costruirsi una forma mentis che rispecchi una delle due personalità e che non salti da una parte all’altra.

Lungi da me definire quale delle due personalità possa essere profittevole, penso che ognuno di noi sia in grado, personalmente, di rispondere a questa domanda.

Noi studenti della scuola di trading platinum stiamo studiando per creare una forma mentis da cecchino. Questa mi permette, personalmente, di essere profittevole. Dove per profittevole intendo non solo economicamente, ma ecologicamente, ovvero, riesco a creare un equilibrio tra il mondo esterno e lo strumento, il trading, che mi permette di essere libero dalle necessità “sociali”.

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.2

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 16 Novembre 2020 - Ore 10:18:34

Diventare Trader Ep. 20: Attenersi ai fatti.

Buongiorno a tutti traders,

in un precedente articolo (clicca qui) ho parlato dell’importanza di attenersi ai fatti piuttosto che farsi trascinare dalle opinioni. Noi Price Action traders quando effettuiamo le nostre analisi e i nostri trade ci atteniamo unicamente ai fatti.

 

In primo luogo, escludiamo da tutte le nostre analisi le situazioni o notizie macro/microeconomiche, queste non devono minimamente influenzare il nostro operato. Se ciò accadesse allora staremmo considerando un’ipotesi del movimento di mercato dettata unicamente da opinioni.

 

Come accennato nell’articolo sopra citato, le opinioni non derivano unicamente dalle notizie ma anche da preconcetti o credenze interiori, ad esempio citandone una: “il mercato è salito troppo dovrà scendere”. Questo tipo di pensiero in termini tecnici viene, spesso, definita una distorsione cognitiva.

 

Ciò che contraddistingue noi price action trader, come dicevo, è la capacità di attenersi ai fatti.

Ma cosa voglio intendere per attenersi ai fatti?

 

Tendenzialmente ciò che andiamo a fare è seguire chi in quel momento sta vincendo. Come ben sappiamo il prezzo di mercato, in linea generale, è dato dall’equilibrio tra i compratori e i venditori. Se i compratori hanno la meglio, il prezzo salirà, altrimenti, scenderà e quindi avranno la meglio i venditori. Come facciamo a sapere chi sta vincendo? Grazie ai grafici end of day riusciamo ad avere il quadro completo di ciò che è avvenuto il giorno precedente o i giorni precedenti. In base alla forma della candela sapremo esattamente chi ha vinto e come ha vinto.

 

Ho deciso di sottolineare la parola come, in quanto, per avere le giuste informazioni operative è necessario analizzare come e dove si creano le candele. Ad esempio, non necessariamente la formazione di una candela verde è sinonimo di mercato da comprare. Ciò che si deve fare per ottenere una giusta analisi è osservare la dinamica in un periodo medio lungo che le candele vanno a disegnare ed in seguito la forma delle singole candele per ricavare da esse alcune informazioni operative per un breve periodo successivo.

 

Le candele non sono altro che un linguaggio con il quale il mercato ci parla. Ovviamente come qualsiasi lingua nuova, all’inizio, non si capisce niente. Solo con il tempo, determinazione, con delle giuste guide e con tanto allenamento è possibile comprenderle e ricavare da esse le informazioni necessarie per operare.

 

Vi propongo un esempio di analisi del mercato eur/usd secondo questo tipo di approccio. Ovviamente analisi con questo tipo di approccio vengono svolte ogni giorno da Arduino e Antonio e spiegate a noi studenti nelle trading room giornaliere. In questa analisi utilizzerò unicamente il prezzo e per non rendere troppo dispersiva la stessa, eviterò di analizzare la volatilità e i segnali che si presentano nel grafico.

Come si può notare il grafico è settimanale in quanto questo è il timeframe da noi più utilizzato per le analisi. Prima di analizzare le ultime candele cerchiamo di capire la dinamica di prezzo che sta avvenendo. Siamo in una situazione di congestione in seguito ad una forte risalita. Si nota immediatamente come le candele durante la fase di salita hanno aumentato il loro corpo, indicando un maggiore interesse da parte dei compratori per poi diminuire creando numerose candele con la “coda” nella parte alta del grafico. Queste candele indicano un primo rifiuto del mercato di voler superare la zona 1,19/1,20. Subito dopo queste candele a corpo ridotto possiamo notare una grande candela nera, questa candela piena indica un chiaro “inizio” di ossigenazione del mercato. Nelle settimane successive riusciamo a notare la voglia del mercato di oscillare sul livello indicato dalla linea rossa. Per due volte il mercato scende al di sotto di questo livello e subito viene ripreso e quando vi sta sopra la candela successiva tende a raggiungere nuovamente il livello e due settimane fa addirittura a romperlo. La settimana successiva, l’ultima candela bianca, dà un’informazione fondamentale: in primo luogo, è una candela a corpo ampio che recupera il livello rosso e addirittura ingloba completamente la candela precedente. Questo è sintomo di notevole forza dei compratori. Inoltre, il mercato durante quella settimana crea un minimo inferiore a tutti i minimi precedenti creando una falsa rottura anch’esso sintomo di forza bullish. Tutto ciò indica la voglia del mercato di andare a ritestare e molto probabilmente rompere i precedenti massimi.

 

Questa è un’analisi a medio lungo periodo la quale ai fini operativi deve essere ancora ulteriormente confermata da ulteriori fatti che il mercato mostrerà, o meno, nel timeframe inferiore. Ad esempio, mediante una tenuta di quell’area nei pressi della linea rossa.

 

Concludo osservando che questa analisi è a solo scopo esplicativo della tipologia di approccio alla base della price action.

 

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 9 Novembre 2020 - Ore 10:21:44

Diventare Trader Ep. 19: Cos’è per te il Trading?

Buongiorno a tutti traders, in questo periodo mi sono ritrovato a parlare con molti amici riguardo il trading. Tutte le conversazioni erano caratterizzate da un pensiero di fondo comune:

Nessuno di loro riusciva a vedere il trading come una professione.

Effettivamente all’inizio, anche io, non riuscivo a guardare il trading come una professione. Ho pensato allora di scrivere questo articolo per raccontarvi questo mio passo avanti per diventare trader.

Il trading, per quanto mi riguarda, ha un grandissimo problema e allo stesso tempo un grandissimo potenziale: la libertà di scelta.

Come dicevo in un precedente articolo il mercato è uno specchio, un amico che ti dice le cose in faccia, o tante altre cose. La maggior parte di noi, in un primo momento approccia al trading come quella via di fuga dalla quotidianità, quel modo per poter guadagnare soldi senza lavorare.

È bellissima questa frase “senza lavorare”, mi ci rivedo molto in questa cosa. Come sapete sono un ragazzo e trovare nel trading quella strada che mi portava fuori dalla “normalità” e mi permetteva di guadagnare senza lavorare mi spingeva ancora di più a voler capire come fare, accettare questa opportunità e conoscere questo mondo.

Forse se non avessi conosciuto Arduino e poi Antonio, sarei rimasto con questa idea. Un’idea che attualmente non mi appartiene più.

Tutto è nato sentendo le trading room nelle quali viene più e più volte detto che il trading è come tutte le altre professioni, c’è bisogno di tempo, volontà, allenamento, costanza e chi più ne ha più ne metta. A furia di sentire queste cose me ne stavo convincendo, ma non le avevo comprese.

Perché è vero, la ripetizione ti aiuta a far capire le cose, ma i veri cambiamenti si ottengono solo quando le cose si comprendono.

Ho compreso veramente che il trading, se si vuole diventare profittevoli, deve essere visto come una professione solo dopo aver conosciuto un po’ me stesso, attraverso un percorso di consapevolezza con Antonio, e aver capito il vero potenziale del trading.

Il trading è capace di alimentare le nostre più profonde credenze, la nostra indole più antica, sviluppare la nostra mente, creare uno stile di vita sereno e felice o stressato e in costante ansia. Con il trading si può fare tutto questo e molto altro, sta a noi scegliere. Tutto parte da noi, da capire ciò che siamo e ciò che vogliamo. Tutto parte da lì, come in ogni cosa nella vita, solo che il trading non ti “protegge”, è schietto e gli errori li paghi immediatamente.

Dopo aver compreso questa cosa, il passaggio, per me, è stato quasi immediato. Ho capito che ciò che cerco nel trading non è la volontà di essere ricco o diverso dagli altri o la possibilità di andare fuori dalla “normalità”, bensì il trading, per me, è uno strumento che mi dà la possibilità di scegliere chi essere e cosa trasmettere, senza dover necessariamente avere dei limiti imposti dalla società.

Arrivato a questa conclusione, sapevo che dovevo lavorare duramente come qualsiasi altra persona, fallire, rialzarmi e riprovarci, non avere obiettivi a breve termine ma a lungo termine. Trattare il trading come una professione e ancor di più costruire una vera azienda di trading, ma partendo dalle fondamenta sviluppando la mentalità, la metodologia e il money management.

Attualmente penso di essere riuscito a mettere i primi “mattoni”, il percorso è molto lungo ma con la giusta compagnia e il giusto approccio diventa quasi più bello il percorso che la meta.

 

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 2 Novembre 2020 - Ore 10:13:12

Diventare Trader Ep. 18: Gli Stop Loss sono un problema?

Come affrontate gli stop loss? In un recente articolo a cui vi rimando (clicca qui), ho parlato dell’accettazione del rischio. In questo articolo vorrei darvi uno spunto su come si potrebbe affrontare uno stop loss e trasformare una “sconfitta” in una sconfitta vincente.

 

Tendenzialmente, quando si prende uno stop loss, si è portati a definirlo un problema, ad accusare il colpo, anche se si è veramente accettato il rischio.

 

Durante un percorso di consapevolezza con Antonio, mi è stato detto: “un problema non è altro che un’informazione alla quale non siamo in grado di dare un’interpretazione capace di procurarci soddisfazione. Esso è generato da blocchi cognitivi e/o emotivi.”

 

Per dare qualche esempio di momenti in cui abbiamo dei blocchi cognitivi, che generalmente sono i meno conosciuti, ritroviamo quando vediamo tutto biano o nero, quando basta perdere due trade di fila che “diventiamo” i trader peggiori del mondo, quando proviamo a prevedere il futuro, oppure dopo un una serie negativa un trade positivo viene considerato un caso. Tutti questi sono esempi di situazioni che si appoggiano su blocchi cognitivi e generano problemi.

 

Mi è stato anche insegnato un modo per affrontare queste situazioni. In realtà, durante il corso non mi era ben chiaro come io potessi applicare queste cose, capivo ma non sapevo come applicarlo.

 

Mi è servito trovarmi nella situazione per capire che già solo la comprensione vera di questi argomenti ti aiuta a guardare da un altro punto di vista la situazione e trovare in essa uno spunto per crescere veramente.

 

Ma torniamo al trading, ciò che voglio dirvi è che gli stop loss sono il nostro punto di partenza per una crescita esponenziale nella professione di trader.

 

A nessuno fa piacere perdere denaro e questo è un problema. In primo luogo, per crescere bisognerà accettare il rischio. Ma accettarlo veramente, è fondamentale non percepire alcuna emozione negativa per la perdita di denaro nelle operazioni, fa parte dei costi dell’azienda. Se ancora non è diventato parte di voi questa considerazione, vi invito a rileggere ancora l’articolo sull’accettazione del rischio.

 

Una volta accettato il rischio, le potenzialità di crescita attraverso gli stop diventano esponenziali.

 

Ma come si può crescere da uno stop?

 

Nella scuola di trading platinum, ci viene insegnato a scrivere e registrare tutto il flusso di pensiero che ci porta ad effettuare un trade. Questo è possibile grazie al diario di trading che viene consegnato a noi studenti.

 

Sono sincero, anche io ero scettico nello scrivere e registrare i trade effettuati. Ma in realtà tutto questo ha senso, molto senso. (non per altro lo fanno due trader professionisti con moltissimi anni di esperienza)

 

È di fondamentale importanza, per far diventare lo stop loss una vittoria, rianalizzare il trade effettuato successivamente. Bisogna effettuare una nuova analisi a mente lucida del trade concluso come se dovessimo farlo in quel momento. (ovviamente senza considerare l’esito del trade, ma questo è possibile solo se si è veramente accettato il rischio.)

Questo permette di capire se il trade effettuato era in linea con il metodo di trading seguito, se rispettava i canoni e regole che ci siamo posti di seguire nella nostra azienda di trading e se faceva parte dei trade che statisticamente vanno a stop (ricordo che nessuna metodologia ha un’efficacia del 100%, pertanto è necessario che alcuni trade vadano a stop).

 

Attenzione!!

Questo processo di analisi dovrebbe essere effettuato anche per i trade andati a target. Non è detto che un trade positivo sia stato effettuato con tutti i canoni di una metodologia.

 

Effettuare periodicamente delle analisi sui trade fatti nella propria azienda di trading genererà un processo di auto crescita tecnica e personale, aiuterà a sviluppare la capacità di guardare una situazione da più punti di vista e poter fare una scelta dettata da più valutazioni. 

 

Non è mia abitudine dare cose per “certe”, ma in questo caso vi posso assicurare che un vero processo di crescita nel trading parte dall’accettazione del rischio e la capacità di apprendere e migliorare dai momenti negativi (e anche positivi).

Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 22 Ottobre 2020 - Ore 10:40:32

Diventare Trader Ep. 17: Swing Points

Buongiorno a tutti traders.

Come avrete notato, seguendo Arduino e leggendo settimanalmente i miei articoli, noi della scuola di trading platinum e in generale noi Price Action traders (discendenti direttamente dal promotore italiano di questo stile, ovvero, Arduino Schenato) basiamo il nostro trading sull’analisi della struttura di mercato caratterizzata da quell’andamento oscillatorio del mercato che in gergo tecnico prende il nome di swing. Voglio precisare che identificare i movimenti di swing è solo una piccolissima parte di analizzare gli stessi. Per analizzarli c’è la necessità di capire da dove vengono con che intensità, quindi volatilità, vengono formati e come si creano. In questo articolo voglio solo trasmettere un’introduzione su una dinamica che ultimamente sta ricorrendo nei miei studi.

 

Girando su internet, ho notato la scarsa presenza di articoli, in italiano, che spieghino bene come identificare questi movimenti di swing. Arduino ne parla continuamente proprio perché sono alla base della dinamica dei prezzi. Mi sembra doveroso dedicare un articolo a questo argomento in modo tale che, qualora ne avessimo bisogno, potremmo rileggere questo articolo e rivedere come individuare gli swing.

 

Per identificare una dinamica di swing è necessario individuare degli swing point. Di questi ne esistono due:

  1. Swing High
  2. Swing Low

Uno swing high consiste in una dinamica di candele in cui una candela determina un nuovo massimo relativo e una successiva (non necessariamente quella immediatamente successiva se non rompe il massimo precedente) rompe il minimo della candela che ha generato il massimo.

Uno swing low consiste in una dinamica di candele in cui una candela determina un nuovo minimo relativo e una successiva (non necessariamente quella immediatamente successiva se non rompe il minimo precedente) rompe il massimo della candela che ha generato il minimo.

 

Come potete leggere la descrizione di uno swing low o swing high sembra essere abbastanza contorta. In realtà, facendo qualche esempio sul grafico diventa tutto molto più semplice e con il tempo, focalizzando la nostra attenzione sugli swing point, diventerà una passeggiata individuarli.

 

Nell’immagine sono evidenziate le dinamiche di swing high e swing low. .

 

Come potete vedere, alcune volte, subito dopo la candela che fa il massimo relativo (minimo relativo) potrebbe crearsi un inside bar e la successiva, o quella dopo ancora, va a rompere poi il minimo (massimo) della candela che precedentemente creava il massimo relativo (minimo relativo).

 

Le dinamiche di swing sono presenti in tutti i mercati, in tutte le situazioni di mercato. Il mercato fa swing continuamente e per questo è fondamentale imparare ad individuarli. Proprio perché continuamente vengono formati swing è utile capire quali sono i principali, i più importanti. Riprendendo lo stesso grafico di sopra riusciamo a notare come alcuni swing avvengono in pochissime candele e quindi non generano movimenti di rintracciamento o estensione evidenti. Quando succedono queste cose, gli swing che si creano sono meno importanti.

Qui sotto potete vedere gli swing principali.

 

 Inoltre, altro spunto motivazionale per individuare gli swing point e, quindi, le dinamiche di swing è il seguente:

Tutti i trigger operativi che Arduino continuamente spiega sono efficaci se facenti parte di una dinamica di swing. Ad esempio, una pin bar in mezzo al nulla è insignificante. Una pin bar che crea un nuovo massimo e si trova in una dinamica di sicuramente sarà più interessante da analizzare, e forse, farci dei trade.

 

ATTENZIONE!!!

Le dinamiche di swing non devono essere viste assolutamente come un segnale operativo. Il giusto approccio da dover utilizzare per analizzare le dinamiche di swing è quello di capire la struttura di mercato osservando se gli swing che si creano sono direzionali (in una situazione di trend) o non direzionali (in trading range), oppure analizzare la forza con il quale si forma uno swing; ad esempio, se gli swing in trend avvengono con piccoli o grossi rintracciamenti.

 

Le dinamiche di swing identificano la storia del mercato e il suo attuale “stato d’animo”. Riprendendo il discorso dell’articolo precedente, a cui vi rimando, dobbiamo cercare di entrare in empatica con lui e capirlo a pieno per poter diventare dei veri trader professionisti.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 15 Ottobre 2020 - Ore 10:33:43

Diventare Trader Ep. 16: In caso di dubbio uscire

“Quando sorgono dubbi sul mercato, bisogna uscirne fuori. Ciò significa che ogni volta la situazione diventa di difficile interpretazione o che mancano le informazioni necessarie, la cosa migliore è quella di liquidare a qualsiasi costo la posizione, sostenendo anche una eventuale perdita che il corso degli eventi potrebbe trasformare in profitto. È tipica l’eventualità di un crollo iniziale di prezzo, seguito da un forte rialzo che ne compensa parzialmente la perdita. Nella maggior parte dei casi, tale modo di agire si rivelerà soddisfacente, lasciando l’operatore sempre conscio di quello che sta facendo.” -Victor Sperandeo

 

Buongiorno a tutti traders, oggi voglio parlare di questa regola di comportamento che Victor Sperandeo, famoso trader statunitense, suggerisce a tutti i traders neofiti e non.

 

La prima frase di questa regola è fondamentale. “Quando sorgono dubbi sul mercato, bisogna uscirne fuori.

Quante volte vi è capitato di avere dubbi su una posizione in corso o che volete fare?

 

I dubbi nel mercato si pagano. È fondamentale essere consapevoli e convinti delle scelte che si effettuano sul mercato. Per questo motivo, noi della scuola di trading platinum, prima di effettuare un trade creiamo un piano di azione, attraverso anche strumenti creati appositamente da Arduino e Antonio, che ci permette di diventare consapevoli della scelta in tutti i minimi dettagli, partendo dall’accettazione del rischio passando per la struttura del mercato e le dinamiche operative fino ad arrivare all’analisi del rischio/rendimento. Tutto questo crea un vero e proprio progetto di trade che ci permette di essere sicuri e senza dubbi sull’operazione da effettuare.

 

Ovviamente non solo questi sono i dubbi che si hanno nel mercato, non per altro, Victor Sperandeo afferma: “Ciò significa che ogni volta la situazione diventa di difficile interpretazione o che mancano le informazioni necessarie, la cosa migliore è quella di liquidare a qualsiasi costo la posizione, sostenendo anche una eventuale perdita che il corso degli eventi potrebbe trasformare in profitto.”

 

Se il mercato diventa poco chiaro, ovvero, se non sono presenti dinamiche di prezzo ben definite è consigliabile uscire dalla posizione in corso a tutti i costi. È meglio uscire ed attendere nuove conferme di dinamiche piuttosto che continuare a mantenere la posizione consapevoli di essere non convinti di ciò che si fa. Potrebbe ovviamente andarvi bene, ma qualora non andasse nella direzione giusta i vostri dubbi provocherebbero una gestione emotiva errata e di conseguenza a lungo andare incontro a numerosi periodi di eccessiva emotività e di conseguenza periodi di drawdown non controllati.

 

Facciamo un esempio: supponiamo di trovarci in un trade long su eur/usd. Il giorno successivo all’entrata, si viene a formare una dinamica short che non siamo in grado di valutare se reale o falsa. In questo caso ci troviamo difronte ad un dubbio. Ha senso rimanere a mercato consapevoli della presenza di una dinamica short da noi non pienamente compresa?

Secondo quanto detto da Victor Sperandeo e anche secondo il nostro modo di vedere le cose: NO! È meglio uscire dalla posizione e, nel caso, rivalutare successivamente un ingresso.

 

Invece per quanto riguarda i dubbi pre-operazione? Beh, supponiamo che Arduino o qualcun altro vi spieghi una dinamica d’ingresso. Se tale dinamica a voi non è chiara o non la pensate pienamente come lui, non entrate. Non ha senso fare un’operazione senza averla capita solamente perché qualcun altro di cui vi fidate o ha maggiore esperienza di voi, ve ne parla.

 

Anche per questo motivo mi sento di consigliarvi di diffidare da chi vi invita a fare copytrading e di evitare di farlo. Fare questo tipo di attività provoca un enorme inconsapevolezza del trading e del mercato, crea dubbi costanti e gestioni emotive errate. Nella scuola di trading platinum l’approccio è totalmente diverso, ci viene insegnato a capire le dinamiche di prezzo e diventare consapevoli. Attraverso un percorso di studio con Arduino e Antonio è possibile diventare indipendenti nelle operazioni e diventare dei veri Trader Professionisti.

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Venerdi 9 Ottobre 2020 - Ore 08:33:56

Diventare Trader Ep. 15: Anche il mercato ha bisogno di riposare

Buongiorno a tutti traders, vi ricordate quando vi dissi che il mercato è in grado di dirvi le cose in faccia? Che sembra un amico senza “peli sulla lingua”? (se non lo ricordate andate a leggere questo articolo)

In questo articolo voglio farvi conoscere un po’ di più questo “amico”. Perché è così che bisogna chiamarlo, è un nostro compagno, è parte della nostra azienda e come tale dobbiamo conoscerlo, sapere come ragiona, comprenderlo e imparare ad ascoltare ciò che vuole dirci.

 

Vi è mai stato detto: hai bisogno di una pausa? Devi staccare un po’? Sei troppo stressato, fatti una vacanza.

 

Il mercato, come nostro amico, necessita anche lui di questo, di ossigenare. A differenza nostra, però, nessuno glielo deve dire, lo fa e basta. Appena ne sente il bisogno si prende una pausa dal suo movimento e ossigena. Il mercato ha bisogno di ossigenare.

 

Adesso che lo sapete, cerchiamo di capire cosa significa a livello tecnico e come noi Price Action traders ascoltiamo questa necessità del mercato.

 

Il mercato mostrala sua necessità di riposare, ad esempio, quando rintraccia durante una tendenza ben definita, oppure quando inizia un periodo di cogestione o, ancora, quando dopo movimenti di alta volatilità la riduce in maniera significativa.

A conferma di quanto detto, basta aprire un grafico qualsiasi ed è subito evidente come il mercato crei queste oscillazioni che rappresentano l’intrinseca necessità del mercato di voler ossigenare. In gergo tecnico si dice che il mercato vive di swing.

 

Come si interpretano questi momenti di “riposo”? Cosa, noi Price Action traders, facciamo quando vediamo questi momenti?

La risposta è subito data, cercando di capire come noi reagiamo dopo un momento di riposo. Effettivamente performiamo meglio, siamo più efficaci.

Il mercato non è da meno! Dopo un periodo di abbassamento di volatilità o congestione, il mercato torna a generare movimenti direzionali spesso anche con volatilità relativamente elevata.

 

Noi studenti della scuola di trading platinum, insieme ad Arduino e Antonio, attendiamo questi momenti di assestamento del mercato per effettuare le nostre analisi. Il motivo è stato spiegato in questo articolo, ovvero, il mercato in forte direzionalità dovrà, prima o poi, rintracciare o entrare in fase di congestione e dopo questa fase ci sarà un ulteriore movimento direzionale, forse, più esplosivo del precedente. (non è detto che la fase direzionale successiva coincida, per verso, con la precedente.)

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 1 Ottobre 2020 - Ore 10:22:54

Diventare Trader Ep. 14: L’Equilibrio

“Il profitto non deriva da una particolare operazione vincente, ma da una serie di operazioni vincenti e perdenti.”                                                                                                                                                                     -Jesse Livermore.

 

Oggi ho voluto iniziare l’articolo con questa frase di Jesse Livermore, un economista statunitense. Ciò che mi ha colpito non è tanto la frase in sé, ma il significato che io, in questo periodo di formazione per diventare trader gli attribuisco.

 

Il primo messaggio che viene trasmesso da questa frase riguarda il tempo. Ciò che vuole dire è che non dobbiamo focalizzarci sulla singola operazione, ma sul totale. Non ha senso guardare l’andamento del nostro portafoglio dopo 2 operazioni o 2 giorni. Per avere qualche minima informazione sulla nostra azienda di trading, bisogna analizzare il percorso dopo mesi, 6 o 12, ad esempio.

 

In realtà, ciò che vorrei trasmettere è qualcosa di più profondo del “semplice” rendiconto semestrale o annuale. Staccandoci dal significato semantico, il nostro percorso da trader, e non, è caratterizzato da una ricerca continua di un obiettivo. È importante focalizzarci sul fatto che il raggiungimento dell’obiettivo non è caratterizzato da un unico periodo di “positività” o “euforia”, bensì da una serie di “alti e bassi”, da un equilibrio.

 

Questa parola è ciò su cui ho meditato e su cui vorrei che meditasti leggendo questo articolo. In tutto ciò che facciamo dobbiamo essere equilibrati, internamente ed esternamente. Essere troppo avversi al rischio non porta a risultati, ma rischiare troppo neanche. Tagliare sempre le perdite, non è sempre la cosa giusta, ma neanche lasciar sempre correre i profitti. In un articolo, a cui ti rimando se non lo hai ancora letto (clicca qui), parlo di come il mercato sia lo specchio di ciò che siamo interiormente e lo riflette sul portafoglio. Se veramente vogliamo che la nostra azienda di trading sia profittevole, se veramente vogliamo diventare dei trader professionisti, allora forse dovremmo trovare un equilibrio. Un equilibrio con le nostre emozioni sicuramente, ma anche un equilibrio nella tecnica, nel money management.

 

Tutto questo, insieme, genera “automaticamente” il vero mindset del trader profittevole.

 

Concludo con la motivazione che mi spinge a comunicarti di settimana in settimana il mio percorso per diventare trader.

Mi piace parlare di queste cose perché so che, in fondo, non sono l’unico a pensarle. Spero che queste considerazioni, in parte o completamente, possano aiutarti a rivalutare il tuo percorso da trader e, semmai, rifocalizzarti sul giusto obiettivo.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 24 Settembre 2020 - Ore 10:38:25

Diventare Trader Ep. 13: Credere in se stessi

Buongiorno a tutti traders, durante questa settimana Arduino in trading room è riuscito a risvegliare nuovamente la mia “vena psicologica”, pensavo di continuare con un articolo più tecnico come quello della settimana scorsa (clicca qui se non l’hai letto), ma dopo quella trading room non potevo non passare un messaggio secondo me fondamentale.

“Non mollare mai, anche quando sembra che tutto ciò che abbiamo attorno ci dica di farlo.”

La trading room è iniziata così. Arduino ci fa vedere questa frase collegata con le fantastiche rimonte dal 3-1 dei Denver Nuggets, squadra dell’NBA, ai playoff contro i Jazz e in seguito contro i Clippers.  Questa squadra sfavorita riesce ad arrivare in finale di conference contro ogni pronostico.

Tutto questo, CREDENDO IN LORO STESSI!

E questo è, in sintesi, il messaggio che Arduino ha voluto trasmettere a noi platinum quella mattina, e che io voglio trasmettere a voi, e a me stesso, in questo articolo.

Molto spesso nella vita partiamo sconfitti. Il nostro approccio è tutt’altro che positivo. Le frasi più comuni sono “Non ce la farò”, “Sicuramente perderò soldi”, “tanto mi bocciano”, “non prenderò mai la promozione”, “Sono tutti più bravi di me”.

Mi dispiace dirlo, ma devo farlo: siamo ciò che pensiamo. Se quelle di sopra sono le frasi che ci “frullano” nella testa, allora molto probabilmente falliremo.

Se vogliamo cambiare qualcosa nel nostro percorso da trader e nella nostra vita, forse dobbiamo partire da qui. Crediamo in noi stessi.

Iniziamo a credere che possiamo raggiungere ogni obiettivo. Iniziamo ad avere consapevolezza delle nostre abilità e possibilità.  Se apriamo un trade, ad esempio, e siamo consapevoli che il nostro metodo funziona impariamo ad avere fiducia in noi. Poi, forse, andrà a costo: non fa niente.

Se in primis NOI non crediamo in ciò che siamo o che vogliamo essere, come pretendiamo che gli altri lo facciano per noi?

Andiamo al di là di tutte le preoccupazioni, convinzioni, frasi che gli altri possono dire. Usciamo al di fuori della nostra confort zone, ma iniziamo a credere in noi stessi.

Per questo episodio è tutto, un’ultima cosa mi sento di dirvi.

Queste frasi, pensieri e considerazioni sono il valore aggiunto che Arduino e Antonio mettono nella scuola di trading platinum di hereforex. Al di là dell’aspetto tecnico questo percorso provoca, se vissuto con voglia di mettersi in discussione, un cambiamento più profondo. Un nuovo stile di vita.

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 17 Settembre 2020 - Ore 08:28:25

Diventare Trader Ep. 12: Pianificazione Settimanale

Buongiorno a tutti traders, in questo episodio mi piacerebbe affrontare un argomento leggermente più tecnico: la pianificazione settimanale.

Come ben sapete, la Price Action utilizza come timeframe di riferimento quello mensile, settimanale e giornaliero. Nonostante il mercato non dipenda dai timeframe con cui lo stiamo osservando, ognuno di questi viene osservato da un punto di vista differente: i primi due come timeframe di analisi, il terzo come timeframe operativo.

In questo episodio vorrei soffermarmi sull’analisi e in particolare perché serve, a mio parere, fare la pianificazione settimanale.

In primo luogo, è giusto osservare che tra tutti i timeframe, nel forex, l’unico che possiede una chiusura effettiva è quello settimanale. Essendo il forex un mercato aperto 24H su 24H, il fine settimana è l’unico momento nel quale è possibile osservare il mercato all’interno del quale la “sfida” tra compratori e venditori è conclusa e si è in attesa di ricominciare la settimana successiva.

Questa prima osservazione serve per capire che in ogni barra del grafico settimanale sono assorbite tutte le speculazioni/notizie/informazioni che il mercato in quella settimana ha “vissuto”.

Ciò significa che la “forma” della candela settimanale è in grado di darci informazioni attendibili su ciò che è avvenuto e che potrà avvenire.

Risulta quindi ovvio che durante il fine settimana è preferibile dare uno sguardo al grafico settimanale per farci un’idea chiara del mercato.

Noi studenti di Price Action, e in particolare i partecipanti della scuola di trading platinum, effettuiamo uno studio approfondito del grafico settimanale ottenendo così le giuste indicazioni per la settimana successiva, creando il piano settimanale.

Cosa facciamo?

Tecnicamente andiamo a definire la struttura attuale di mercato, se in trend o trading range; analizziamo i principali livelli di domanda e offerta e dove si trova il mercato rispetto ad essi, inoltre attraverso la forma della candela della settimana appena trascorsa ricaviamo le informazioni che il mercato ha voluto trasmettere. Grazie a tutte queste informazioni e la loro giusta interpretazione decidiamo se sono presenti le caratteristiche per poter analizzare il timeframe operativo la settimana successiva e in che direzione osservarlo. Tale decisione verrà mantenuta per tutta la settimana successiva.

Perché fare tutto questo? Perché non analizzare semplicemente la situazione quando si presenta l’opportunità di operare?

Se vi siete posti queste domande, tranquilli l’ho fatto anche io! La risposta è, a mio parere, tanto semplice quanto complessa.

Durante il fine settimana abbiamo la possibilità di guardare il mercato totalmente fermo, con tutti i vantaggi sopra esposti, che garantisce una maggiore lucidità di analisi e, quindi, la possibilità di essere distaccati andando a valutare i fatti piuttosto che le opinioni. (vi rimando all’articolo precedente nel quale si affronta la necessità di attenersi ai fatti. Ep.11)

Aver impostato, nel fine settimana, la visione rialzista e/o ribassista del mercato in analisi, permette inoltre di avere la giusta focalizzazione durante la settimana successiva nelle analisi giornaliere del timeframe operativo. Questo permette inoltre di “evitare” falsi segnali operativi che sono contro il piano settimanale, il quale ricordo essere la mappa fondamentale per la giusta visione del mercato.

Per questo episodio è tutto,

K.I.S.S. Traders.

Matteo

 

 

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