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Diventare Trader Ep. 34: Siamo imprenditori

Ho guadagnato 1000 euro in due giorni. Ho raddoppiato il mio conto in un mese. La leva 5 è bassa, io uso leva 30. Ho guadagnato 300 pips con 10 di stop.

 

Questo, e molto altro, è ciò che, spesso, si sente e legge nel web riguardo al trading. “Vincere” tantissimi soldi e diventare ricchi senza fare niente. Questo è il messaggio che inducono tali affermazioni.

 

Noi studenti della scuola di trading platinum, offerta da Hereforex, coltiviamo, grazie ad Arduino e Antonio, una visione totalmente diversa. Il trading diventa per noi un’attività imprenditoriale il cui oggetto sociale è quello di fare, principalmente, compravendita di strumenti derivati come i cfd che replicano l’andamento di un sottostante come una coppia di valute ( forex ), commerciamo quindi un “prezzo” di entrata in posizione acquistando una valuta che pensiamo essere più forte dell’altra connessa che a sua volta vendiamo.

 

Da questo presupposto scaturiscono delle dinamiche imprenditoriali che ogni studente della scuola deve affrontare se vuole creare delle fondamenta solide per questa attività.

 

Il progetto dell’attività è il primo passo da dover compiere. Non esiste alcuna attività imprenditoriale che non sia stata ben progettata in precedenza. Questo significa analizzare, tra le tante cose, il capitale sociale necessario, il personale e le sue competenze, i luoghi e gli strumenti necessari, e ultimo, ma non per importanza, il prodotto da dover vendere. Per noi, traders, questa analisi risulta essere semplificata, ma non per questo deve essere ignorata. Dobbiamo sapere precisamente quale è il nostro capitale sociale, analizzare che competenze abbiamo per poter aprire questa attività e se non le abbiamo le dobbiamo apprendere, prima di avviarla. Dobbiamo, inoltre, consapevolizzare che ogni operazione effettuata è un investimento che la nostra azienda sostiene al fine di ricavare in un futuro una plusvalenza o minusvalenza sullo stesso.

 

Soffermiamoci su quest’ultimo punto. Supponiamo che un investitore immobiliare decida di comprare una casa del costo di  50 000€. Dopo una serie di ristrutturazioni costategli 20 000€, decide di vendere la casa a 100 000€, generando un profitto di 30 000€. Ha oggettivamente realizzato un ottimo investimento. Questo investitore era consapevole di aver rischiato 70 000€ ottenendo un ritorno sull’investimento di 30 000€, ovvero, il 30% sul rischio iniziale più i costi di ristrutturazione. Ovviamente se l’investitore non fosse stato in una situazione a lui favorevole avrebbe potuto rivendere l’immobile a meno ottenendo un profitto minore o una minusvalenza rispetto al rischio effettuato.

 

Vi chiederete perché vi ho fatto questo esempio. La mentalità di questo imprenditore è analoga alla mentalità che noi traders dovremmo avere nell’effettuare le operazioni. Dobbiamo considerare un rischio iniziale, che non necessariamente coincide con il momento nel quale chiudiamo l’operazione. Vi invito, a tal proposito, a leggere l’articolo riguardante il nuovo modo di posizionare lo stop loss, il quale è perfettamente in linea con quanto sto dicendo in questo momento. (clicca qui) Successivamente gestire l’operazione per ricavarne un profitto che, la maggior parte delle volte, con questo nuovo approccio, sarà una percentuale più o meno alta rispetto al rischio iniziale assunto ( investimento sull’operazione ). Con questa tipologia di approccio sarà difficile vedere rischi/rendimenti preventivi superiori al 1/1.5, ma ciò non deve affatto preoccupare basti pensare all’imprenditore sopra citato, vi sembra realistico che un imprenditore immobiliare abbia nel suo portafoglio di vendita tutte case costate 50 000€ per rivenderle a euro 100/150.000/200.000€?

 

Passiamo adesso alla questione leva finanziaria. Come si può paragonare questo “vantaggio” all’imprenditore immobiliare? Potrebbe capitare che l’investitore possegga solo una parte del denaro necessario per l’acquisto dell’immobile, oppure, che voglia effettuare l’acquisto di due immobili non potendo coprire però la spesa di entrambi; dovrà, quindi, affidarsi ad un’istituzione finanziaria per ottenere un prestito. Grazie a questo prestito il suo potere di acquisto aumenterà senza però aumentare in realtà il suo capitale sociale, in quanto i soldi li dovrà restituire. Tutto ciò gli permetterà di acquistare l’immobile o gli immobili e generare una plusvalenza o minusvalenza. Facciamo un esempio pratico: il capitale sociale dell’investitore è 40 000€, con un prestito di 10 000€ riesce ad acquistare un immobile e rivenderlo a 80 000€ ottenendo una plusvalenza di 30 000€ (ai quali, per amor di completezza, si dovrebbero levare i tassi del prestito.) Questa plusvalenza è ovviamente, in percentuale sul capitale proprio, maggiore rispetto a quella che si avrebbe se il capitale fosse di 50 000€. Allo stesso modo una minusvalenza risulterebbe in percentuale maggiore.

 

La leva finanziaria è esattamente questo, ci permette di avere un’esposizione maggiore sul mercato e quindi generare delle plusvalenze e minusvalenze maggiori in percentuale rispetto a quelle che si otterrebbero senza il suo utilizzo. Ovviamente come gli imprenditori prestano un’importante attenzione ai prestiti ottenuti, anche noi traders dovremmo prestare maggiore attenzione alla leva utilizzata. Avete mai sentito di imprenditori che con 50 000€ chiedono prestiti per 150 000€ per effettuare un’operazione immobiliare? Questa è leva 3. La leva quindi deve essere utilizzata con consapevolezza e non per forza deve essere utilizzata su ogni singolo deal che facciamo a mercato.

 

Questo tipo di approccio può sembrare disorientante in un primo momento. Ma questa mentalità è ciò che ti permette di creare un’azienda di trading con delle fondamenta profonde e solide. Un’attività che molto probabilmente risulterà profittevole nel tempo.

K.I.S.S. Traders.

 

 

 
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