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Il Trading come attivitā Imprenditoriale

( Quella sotto è un'analisi indipendente di Antonio,  la quale non si intende come un consiglio operativo ma come informazione generale e con finalità didattiche )

Il Trading Finanziario si può “praticare” in varie modalità, che sostanzialmente differiscono per l’obiettivo che ci si pone: quella che segue è una tabella riepilogativa che semplifica le varie modalità che ho individuato:

 

 

Per chi inizia ad appassionarsi a questo mondo, quindi, per prima cosa consiglierei di capire in quale di queste modalità si pensa di rientrare.

Tralasciando l’approfondimento della modalità Gambler, della quale credo che nessuno dei lettori ne faccia parte (o almeno lo spero), direi di concentrarci sulle caratteristiche e

sui requisiti delle altre due categorie: Risparmiatore e Imprenditore.

Il Risparmiatore è colui il quale, ha già un lavoro o una professione che gli garantisce un reddito per vivere, e che magari gli ha permesso di “mettere da parte” un piccolo/grande

capitale, per cui il suo primo obiettivo è quello di conservarlo e di salvaguardarlo dalla perdita di valore e dai rischi.

Il più delle volte questo tipo di profilo si affida ad investitori istituzionali che talvolta gli garantiscono (non sempre) la conservazione del capitale a scapito della giusta rivalutazione

dello stesso.

Fondamentalmente si “accontentano” di piccoli guadagni ma a basso rischio di perdite. Tuttavia c’è da dire che purtroppo questa equazione non sempre la si vede applicata

perché molto dipende dalla corretta valutazione del rischio reale rispetto a quello percepito: basti pensare a quanti risparmiatori hanno perso i propri risparmi credendoli al sicuro,

nonostante i vari accorgimenti normativi messi in atto dal legislatore che non hanno comunque sortito l’effetto di tutela del risparmio.

Qui sarebbe necessario un approfondimento sulla scarsa cultura finanziaria del nostro paese, ma questo non è il topic del presente articolo.

 

Nell’ambito del Trading reputo la categoria “Risparmiatore”, un soggetto non particolarmente adatto a questo tipo di attività, per svariati motivi tra cui i principali sono:

1. Si passerebbe dall’investimento di un capitale alla gestione dello stesso.

2. Si necessiterebbero di competenze per detta gestione che molte volte non si hanno.

3. La scarsa propensione al rischio comporta essa stessa il rischio di un maggiore caricopsicologico durante la gestione.

 

In linea di massima, quindi, non si può essere trader avendo l’approccio del risparmiatore, anzi lo considero un ossimoro.

Il profilo che reputo più adatto per il trading è quello dell’imprenditore; quest’ultimo infatti è colui il quale accetta il rischio d’impresa con lo scopo di guadagnare e quindi crearsi un

reddito, partendo dall’obiettivo minimo della copertura dei costi, delle spese e del rischio d’impresa stesso.

 

Per approfondire meglio vi riporto la definizione del Codice Civile: “È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata a fine della produzione o

dello scambio di beni e servizi.” Art. 2082.

Sempre l’art. 2082 stabilisce quali sono i requisiti dell’imprenditore:

 L’attività produttiva

 L’organizzazione

 L’economicità

 La professionalità

 

Entrando quindi nel dettaglio dei requisiti, vediamo anche come applicarli nel Trading:

1. L’attività produttiva: l’impresa è una serie coordinata di atti finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi.  Il termine trading finanziario indica il commercio, quindi

lo scambio o la compravendita di strumenti finanziari quali valute, azioni, obbligazioni, futures, titoli di stato ecc…

2. L’organizzazione: L'imprenditore crea normalmente un complesso produttivo, formato da persone e da beni strumentali. È imprenditore anche chi opera senza utilizzare

prestazioni lavorative altrui, purché vi sia organizzazione di mezzi e capitali, oltre che del proprio lavoro.

Allo stesso modo, è imprenditore chi opera senza creare un apparato aziendale di beni mobili e immobili, ma solamente attraverso mezzi finanziari propri o altrui. Nel trading non

c’è bisogno di un apparato aziendale, ma basta avere un computer, una connessione e un capitale.

3. L’economicità dell’attività: L'economicità è richiesta in aggiunta allo scopo produttivo:

l'attività produttiva deve essere condotta con metodo economico, secondo modalità che consentano quantomeno la copertura dei costi con i ricavi. Nel trading è necessario avere

un metodo collaudato (Money Management) che garantisca la copertura dei costi (spese di connessione, di formazione,

commissioni, spread, overnight, Stoploss, ecc..), con i ricavi.

4. La professionalità: L';esercizio dell'attività produttiva deve essere abituale e non occasionale.

Tuttavia l'attività non deve necessariamente essere continua o la principale dell'imprenditore fermo restando il principio dell’economicità. Il trading si può affiancare ad un’altra

attività, purché venga fatto in maniera seria e professionale.

È chiaro che chi si avvicina al Trading deve capire bene quali sono le proprie esigenze e il proprio profilo prima di capire qual è il giusto approccio nell’operare.

Per i motivi che vi ho esposto, una persona che vuole diventare un trader profittevole, è quasi “costretto” a farlo come un’attività imprenditoriale, mettendo in preventivo che oltre

ad acquisire le competenze operative è necessario che acquisisca (qualora non l’abbia) l’approccio e la mentalità imprenditoriale per poi fare la dovuta esperienza sul campo e

ritagliarsi anche un tempo per poter esercitare tale attività in maniera professionale.

D’altronde se decidessimo di aprire una gelateria mi sembra abbastanza ovvio il fatto che alla base dovremmo avere una notevole competenza ed esperienza in materia di gelati,

altrimenti l’eventualità del fallimento sarebbe abbastanza scontata. Come pure avere l’approccio imprenditoriale che non ci fa chiudere la gelateria se un giorno o una settimana

non vendiamo gelati.

Ebbene nel trading, purtroppo, non tutti (se non in pochi) partono dal presupposto di concedersi un tempo per apprendere, fare la dovuta esperienza, acquisire una mentalità

imprenditoriale e soltanto dopo “buttarsi nella mischia”.

Ma dato che, a differenza delle attività tradizionali, non servono titoli accademici, attestati, licenze o permessi, e nemmeno grossi capitali, è fin troppo facile “aprire” un’attività di

trading: in fondo, come detto, bastano un pc, una connessione internet e, grazie alla leva, anche un capitale minimo

per diventare ufficialmente trader.

Ad onor del vero, la maggior parte dei traders alle prime armi, il più delle volte cerca di fare esperienza frequentando corsi on-line oppure dal vivo. Altre volte si iscrive a “servizi

segnali” per replicare l’attività di un trader più o meno esperto (anche qui non ci sono titoli per stabilirlo…): tornando all’esempio di prima, chi di noi sarebbe disponibile ad aprire

una gelateria vendendo i gelati fatti da qualche mastro-gelataio, non essendo in grado neanche di confezionarli in una

coppetta?

Ci tengo a chiarire che la formazione, e quindi i corsi, sono indispensabili per acquisire competenze tecniche/operative, ma queste non bastano per essere dei traders profittevoli;

mi permetto di riepilogarvi i presupposti che bisogna avere prima di considerarsi dei traders a tutti gli effetti:

 Competenze Tecniche

 Mentalità Imprenditoriale

 Esperienza sul Campo

 Risultati costanti nel Tempo

Capiamo bene che se per i primi due presupposti la formazione ci può decisamente aiutare, l’esperienza sul campo intesa come fare errori, prendere stoploss e quant’altro la

possiamo fare solo se operiamo in reale con un conto sufficientemente capitalizzato. Molti infatti pensano che ci siano differenze solo tra conto demo e conto real, ma altrettante

differenze (se non maggiori) ci sono tra un conto da 3.000 e uno da 100.000.

Quindi per far sì che il trading possa diventare un’entrata aggiuntiva o, addirittura, l’unica entrata, ci dobbiamo concedere il tempo necessario per imparare il mestiere del Trader,

che in base alla mia esperienza è uno dei più difficili da praticare, in primis perché tale difficoltà viene sottovalutata grazie alla facilità di accesso a questo business, e poi va

aggiunto l’elevato carico di stress psicologico (anch’esso troppo spesso non considerato adeguatamente) che comporta al nostro cervello avere delle operazioni “a mercato”.

La strada corretta a mio avviso è quella di scegliersi un “maestro” da cui imparare, seguendolo quotidianamente nell’operatività e cercare di apprendere non solo come entrare ed

uscire dal mercato, ma soprattutto la gestione dei momenti negativi e/o delicati: personalmente ho fatto così, ma anche questo è legato al tipo di mentalità che si possiede, che

incide anche sulla sensibilità nel valutare e scegliere la persona giusta da seguire.

Molti, purtroppo per loro, guardano solo i risultati a breve, per cui appena c’è una fase “down” subito mettono in discussione tutto e cambiano strada.

L’approccio imprenditoriale, quindi, è a mio parere l’unica strada possibile, per riuscire a farcela; vi elenco alcuni degli elementi che lo caratterizzano e che sono indispensabili:

1. Avere una Visione di ciò che si vuole realizzare

2. Avere Propensione al Rischio

3. Essere convinti di ciò che si fa ma avere capacità critica

4. Agire in piena Lucidità e Consapevolezza

5. Formarsi ed aggiornarsi costantemente

6. Stabilirsi degli obiettivi di medio/lungo periodo e suddividerli in micro-obiettivi

7. Costruirsi un Piano d’Azione basato su un Metodo collaudato nel tempo

8. Stabilire un Money Management ed un Risk Management

9. Avere delle Regole ma saper essere flessibile

10. Registrare costantemente i Dati e Monitorarli periodicamente

11. Valutare i dati sempre sul medio/lungo periodo

12. Aggiornare le regole sulla base di dati sufficientemente consolidati.

 

Cercare delle scorciatoie in termini di tempo, saltare repentinamente da una strategia all’altra, da un metodo all’altro, non farà altro che avvicinarci al triste epilogo della nostra

esperienza di trader, pensando di essere inadeguati a tale attività oppure pensando che è il trading che in realtà non funziona, quando invece è stato sbagliato l’approccio.

Stay Focused!!!!

 

Antonio Izzi

 

Team HereForex

 
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