Articoli Analisi e Video sulla Price Action

 

[Arduino Schenato] Sabato 12 Giugno 2021 - Ore 04:31:45

Più rischio più guadagno: É davvero così nel trading?

 

 

Più rischio più guadagno: É davvero così nel trading? Non c'è nemmeno da chiederlo forse, ma come in tutte le cose all'aumentare del rischio si hanno maggiori possibilità di guadagno, più investo più posso avere una guadagno. Ma nel trading online, dove il fattore emotivo è fondamentale, è davvero così? Scopriamolo nel video!

 

Più rischio più guadagno: É davvero così nel trading? Non c'è nemmeno da chiederlo forse, ma come in tutte le cose all'aumentare del rischio si hanno maggiori possibilità di guadagno, più investo più posso avere una guadagno. Ma nel trading online, dove il fattore emotivo è fondamentale, è davvero così? Scopriamolo nel video!

 

 

[Arduino Schenato] Mercoledi 9 Giugno 2021 - Ore 09:24:21

🔴LIVE TALK: Domande e risposte dedicate al TRADING ONLINE

Winston churchill quote

 

Live talk: Domande e risposte dedicate al trading online 09/06/2021

Nella puntata odierna dedicata alle domande su come diventare un trader professionista il nostro Antonio Izzi, affronta il tema del cambiamento e lo fa iniziando da una citazione di Winston Churchill, primo Ministro della Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale (esattamente dal 1940 al1945 e dal 1951 al 1955) e premio Nobel per la letteratura nel 1953.

Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”

WINSTON CHURCHILL

In ogni ambito della propria vita il cambiamento è tanto faticoso quanto necessario.

Lo spirito di adattamento e di evoluzione è insito nell’essere umano in quanto agevola la sopravvivenza, che è l’istinto base su cui ci muoviamo, ed il nostro primo bisogno.

D’altro canto la fatica è dovuta ad altre aree cerebrali che “si oppongono” al cambiamento in quanto il nostro cervello, proprio per sopravvivere, cerca di risparmiare energia e questo lo può fare solo rendendo ripetitivi i processi; le novità sono dispendiose rispetto a ciò che già conosciamo.

Questa “contraddizione cerebrale” ci rende ovviamente esseri contraddittori per natura.

 

Live talk del 09/06/2021:

 

 

 

[Sasha Rizzo] Martedi 8 Giugno 2021 - Ore 02:30:00

Analisi azioni TESLA: Valutiamole per il BREVE [TSLA]

Oggi analizziamo il titolo Tesla, società che nel tempo si è fatta conoscere grazie a Elon Musk nel settore delle auto elettriche. In questi mesi è evidente come Tesla sia calata a livello di prezzo, capitalizzazione e P/e.  

La capitalizzazione di Tesla, era arrivata nei mesi scorsi a livelli molto elevati, e ciò pareva giustificabile dalle premesse per il modello da 25000 € e per i Taxi autonomi. 

Questi sono traguardi ancora raggiungibili ma la capitalizzazione e il livello di prezzo si sono ridotti, ciò per ovvie ragioni non è necessariamente un male in quanto avevano raggiunto livelli estremamente elevati.

Tuttavia, è molto positivo il risultato ottenuto nel 2020 in termini di ricavi e utili nonostante la pandemia e i risultati negativi degli anni precedenti.

Al temine del video vi dirò la mia opinione!

 

Dati fondamentali:

Capitalizzazione: 551,83 miliardi di $

Ricavi 2020: 31,54 miliardi di $

Utili 2020: 721 milioni di $

Eps: 1

P/E: 573,99

Margine di profitto: 3,18%

Payout ratio: 0%

Roe: 7,16%

Roa: 2,99%

Liquidità totale: 17,14 miliardi di $

Debiti totali: 12,51 miliardi di $

 

Alla prossima settimana.

Sasha.

 

[Arduino Schenato] Lunedi 7 Giugno 2021 - Ore 02:28:02

Eur/Jpy: opportunità SHORT di breve termine [05/06/2021]

 

 

 

Eur/Jpy: opportunità SHORT di breve termine.

Analisi del 05/06/2021 previsioni sul cambio euro yen .

Possibili opportunità short (di breve termine) per la prossima settimana.

 

[Arduino Schenato] Venerdi 4 Giugno 2021 - Ore 04:39:39

Come gestire lo Stop Loss e la Leva correttamente?

 

#stoploss #levafinanziaria #hereforex

Come gestire Stop Loss e leva correttamente? Nella live giovedì 03 giugno 2021 siamo andati a vedere insieme ad Arduino Schenato di Hereforex e Maxx Mereghetti come utilizzare stop loss e leva finanziaria per una corretta gestione del rischio.

Sono argomenti già trattati recentemente sul canale Youtube e che reputiamo necessario approfondire ulteriormente.

Siete d'accordo?

 

[Arduino Schenato] Giovedi 3 Giugno 2021 - Ore 04:06:46

Trader si nasce o si diventa?

 

 

 

 

Tempo di lettura 2 minuti.

Quali caratteristiche deve avere un trader?

Sono adatto a fare il trader?

Queste domande sono ricorrenti nelle mail che riceviamo, quella del trader è una professione che si può apprendere . La teoria è facilmente apprendibile ci sono moltissimi corsi di trading e libri tecnici che parlano di trading e strumenti finanziari.

Ma questo è sufficiente a diventare trader? Mi basterà davvero un corso online per diventare un trader professionista?

Purtroppo, anche se scontato, la risposta è no. Non ti basterà.

Non si tratta solo di una questione di tecniche o strategie di trading ma di testa ed assetto mentale.

É molto importante essere disposti a dare se stessi al 100% nel trading, così come in altre professioni o sport, a non adagiarsi, a mantenersi in costante aggiornamento.

Domandati se sei disposto a sacrificare le uscite di svago per rimanere a studiare i mercati davanti uno schermo ed apprendere come si muovono i prezzi imparando a memoria i grafici degli strumenti che utilizzerai.

Devi crearti un vestito su misura e questo non te lo può dare nessun tutor , Arduino potrà trasmetterti le sue conoscenze ed esperienze ma sarai solo tu a dover fare il salto di qualità, con determinazione, perseveranza, studio costante e cosa fondamentale credendo fermamente in te stesso.

La maggior parte delle persone che provano a fare trading buttano letteralmente il loro denaro affidandosi ad indicatori o strategie , senza capire nulla dei mercati su cui stanno provando ad operare. Non ragionano ed utilizzano in modo spropositato la leva finanziaria con stop loss di 20 pips.

Non è così che si diventa trader.

Veniamo contattati da molte persone che chiedono se l'approccio di Hereforex possa essere applicato su time frames molto bassi come l'H1, la domanda è vuoi far trading per divertirti o per guadagnare?

Molti vogliono perdere! Hai letto bene! Dal mercato otteniamo ciò che vogliamo e in molti perdono denaro perché hanno paura di guadagnare, l'esempio lampante è la risposta alla domanda che segue:

In quanti hanno un diario di trading? Forse, ottimisticamente, il 20% di chi ci segue.

Per quale motivo le persone si ostinano a comprare corsi e libri di altri trader di successo e non hanno il coraggio di scrivere il loro diario dove vedere i propri errori ma anche i propri successi? É il miglior libro di trading online che si possa leggere, perché è personale ed è l'unico libro che possa aiutare a diventare un trader.

Il trading è intimo, è personale .

Scegliti un mentore ed impara dalla sua conoscenza e dalla sua esperienza , ma ricordati sempre di a guardare te stesso perché solo tu, nel profondo puoi sapere qual è la strada giusta per te.

 

 

[Antonio Izzi] Mercoledi 2 Giugno 2021 - Ore 08:09:56

Quanto sono determinanti le noste credenze?

merdledi mindset Ford autoconsapevolezza

"Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione. Henry Ford"

Le neuroscienze hanno dimostrato che questo aforisma del fondatore della famosa casa automobilistica di Detroit è assolutamente corretto.

A questo punto dovremmo riflettere su quanto sia determinante il sistema di credenze che abbiamo sviluppato nel corso della nostra vita e dell’importanza di un corretto approccio ai fini del risultato.

Chiaramente una crescita in consapevolezza ed autoconsapevolezza rappresenta una condizione necessaria a tal fine anche nel nostro approccio ai mercati finanziari.

Infatti, avere un approccio funzionale al raggiungimento degli obiettivi spesso è frutto di un lavoro introspettivo volto alla ricerca del personale equilibrio interiore, a seguito del quale tutto ci sembrerà più facile.

 

 

[Sasha Rizzo] Martedi 1 Giugno 2021 - Ore 03:13:18

Investire in Azioni Apple: Analisi price action e fondamentale

Nel video di oggi torniamo a Wall street con Sasha Rizzo che esamina nuovamente il titolo Apple Inc. proponendoci un'analisi Price Action e un' analisi fondamentale del colosso di Cupertino dalla capitalizzazione enorme e dall’andamento interessante.

Sul grafico la dinamica è meritevole di interesse perché abbiamo un trend fortemente long e ciò è evidente sia sul grafico mensile che sul grafico weekly. 

Se andiamo a tracciare dei livelli, inoltre, è evidente come le opportunità operative potrebbero arrivare sia nel breve termine che nel medio/lungo periodo. 

Interessante, oltre all’andamento di utili e ricavi che nel tempo sono cresciuti notevolmente, il livello del P/E, leggermente inferiore rispetto alle società simili.

Sarebbe tuttavia preferibile vederne un calo prima di valutare l’operatività a lungo termine.

Alla fine del video saprete quelle che sono, secondo Sasha, le possibilità future su questo titolo!

 

Di seguito i dati di bilancio più rilevanti:

Capitalizzazione = 2,079 T $

Ricavi = 274,51 B $

Utili = 57,41 B $

Eps = 4,45

P/e = 28,01

Margine di profitto = 23,45 %

Payout Ratio = 18,34%

Roe = 103,40 %

Roa = 16,90%

Liquidità totale = 69,83 B $

Debiti = 134,74 B $

Scopri tutti i dettagli nel video qui sotto.

 

[Matteo Cannata] Lunedi 31 Maggio 2021 - Ore 03:53:04

Diventare trader: Fallimenti e Risultati (EP.46)

risultati e fallimenti nel trading, Diventare trader , Hereforex, Scuola di trading Platinum

 

L’obiettivo finale di un trader è ovviamente quello di “tirare la linea” a fine anno ed osservare che il proprio conto è aumentato, o almeno non diminuito. A volte però l’obiettivo viene confuso con il cercare di ottenere sempre un profitto, o non andare mai a stop.

In quest’ultima frase ho posto l’accento su due termini, volutamente inseriti, che identificano una generalizzazione. Siamo proprio sicuri che sia possibile essere SEMPRE in profitto? E se così fosse, per quale motivo avrebbero inventato gli stop loss? E le analisi e gli studi sul risk e money management?

 

Porsi le domande cercando di approfondire l’affermazione fatta ci viene in aiuto per comprendere al meglio che tale distorsione dell’obiettivo iniziale, non solo è posto male, ma è anche poco funzionale.

Osservato quindi che l’obiettivo finale diventa quello di guadagnare e non essere sempre in profitto significa, per conseguenza logica, che a volte le posizioni potranno essere chiuse in perdita. Il risultato finale sarà quindi una somma di posizioni positive e negative.

Quale deve essere quindi il giusto approccio da utilizzare per un trading che pone le basi su un obiettivo più funzionale?

Nell’approccio per un operatività equilibrata non esistono fallimenti nel trading , esistono piuttosto risultati. 

Ogni risultato ottenuto va infatti analizzato, in termini di feedback, a volte negativo, a volte positivo in grado di sensibilizzarci rispetto alle misure da adottare per poter ottenere successivamente l’esito desiderato.

Questo significa che, ogni trade deve essere osservato ed analizzato cercando di comprendere gli aspetti tecnici, la gestione del trade e il grado di consapevolezza che avevamo prima e durante l’operazione in modo tale da poter rafforzare le cose positive ottenute e migliorare quelle meno positive. 

Prima di concludere voglio ricordare che, nonostante l’obiettivo finale sia quello sopra esposto è fondamentale che durante il percorso ci poniamo degli obiettivi di breve (a mio parere non basati sull’aspetto economico) e creiamo un piano d’azione che ci permetta in un futuro di raggiungere l’obiettivo finale. 

K.I.S.S. Traders

Matteo

 

[Arduino Schenato] Sabato 29 Maggio 2021 - Ore 11:30:15

EUR/USD: Previsioni Euro Dollaro per la settimana

EUR/USD: Previsioni Euro Dollaro per la settimana

Nuova analisi a cura di Arduino Schenato di Hereforex sulla coppia di valute più liquida nel forex trading, la coppia euro dollaro .

Le previsioni per la prossima settimana vedono ancora un Euro sicuramente più forte rispetto al dollaro americano, con una view generale di tipo Long con possibile target a 1.2320 / 1.2330

 

 

 

[Arduino Schenato] Venerdi 28 Maggio 2021 - Ore 02:47:55

Come usare lo STOP LOSS quando vuoi guadagnare in borsa!

 

Come usare lo STOP LOSS quando vuoi guadagnare in borsa!

In questo video Arduino Schenato di Hereforex spiega la sua visione della gestione del rischio nel trading, del conto e dell'utilizzo "appassionato" dello stop loss stretto.

Nel video Arduino fa un esempio pratico e spiega in modo molto diretto alcuni concetti che sono essenziali, in base alla sua esperienza personale, per risultati migliori nel trading.

 

 

[Arduino Schenato] Giovedi 27 Maggio 2021 - Ore 09:59:07

Errori nel trading, chi incolpi?

#errorineltrading #mindset #psicologianeltrading

Ogni trader commette errori ma tu chi incolpi per i tuoi errori nel trading?

Ne parliamo oggi in questa live talk: Errori nel trading, chi incolpi?

La frase da cui partiremo è di un celebre artista.

Errare è umano; dar la colpa ad un altro lo è ancora di più. (Max Jacob)

 

Prendersi la responsabilità dei propri errori o fallimenti è uno dei processi più difficili e impegnativi che il nostro cervello può compiere. Esso infatti è naturalmente programmato per la sopravvivenza e associa l’errore e la sconfitta ad una sorta di pericolo che minaccia la propria esistenza. Assumersi la responsabilità presuppone un livello di autoconsapevolezza che sia in grado di attivare delle aree cerebrali molto evolute e quindi ad altissimo costo cognitivo. Molto più conveniente quindi scaricare su qualcun altro la “colpa” dei propri fallimenti, in quanto questo non comporta alcuna fatica.

 

Guarda il video:

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 10 Maggio 2021 - Ore 10:39:18

Diventare Trader Ep. 45: La Flessibilità

La nostra sopravvivenza nell’ambiente esterno, ma soprattutto il nostro adattamento ad esso, è dovuta fondamentalmente all’abilità di cambiare strategia d’azione e di pensiero passando in rassegna, mentalmente e in modo rapido, differenti piani d’azione e catene di pensieri per rispondere ai cambiamenti repentini che si verificano in un ambiente dinamico colmo di stimoli che entrano anche in competizione tra di loro (Richter & Yeung, 2012).

Questa capacità, intrinseca del nostro essere umani, viene anche definita flessibilità cognitiva. Come nella vita anche nel trading sviluppare questa capacità diventa fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo di diventare trader. Il mercato cambia con il passare del tempo e la nostra visione può cambiare di conseguenza, in questi casi avere una flessibilità cognitiva sviluppata ci permette di gestire e modificare l’approccio ad uno specifico strumento rendendo il nostro trading più funzionale possibile rispetto al momento in analisi.

Una volta acquisita la conoscenza che la flessibilità cognitiva è una capacità possesso di ognuno di noi e che svilupparla può far migliorare la qualità del nostro trading, diventa conseguenziale cercare di settare il nostro trading in modo da agevolarne l’utilizzo e lo sviluppo.

Il trading secondo la Price Action, essendo un metodo discrezionale, agevola in fase di decisione dei trade da effettuare e più in generale nelle analisi dei mercati lo sviluppo e l’utilizzo della flessibilità cognitiva. Grazie all’evoluzione di approccio nel posizionamento dello stop loss, abbiamo la possibilità di utilizzare e sviluppare ancor di più la nostra flessibilità anche in fase di gestione dei trade in corso.

Dopo aver impostato il nostro approccio in funzione dell’utilizzo di questa capacità, bisogna spostare il nostro focus sullo sviluppo della stessa. Riprendendo la definizione sopra proposta bisogna apprendere l’abilità di cambiare strategia d’azione e di pensiero passando in rassegna, mentalmente e in modo rapido, differenti piani d’azione e catene di pensieri.

Questo è possibile grazie all’esperienza, la ripetizione e il confronto con persone più o meno esperte. In questo caso, salta all’occhio il vantaggio di avere dei maestri o mentori. Quest’ultimi possono trasferirci esperienza, capacità di visione nonché dei ragionamenti sempre più funzionali alla situazione in analisi. Attraverso quindi la comprensione, lo studio e la ripetizione di tali concetti, rendiamo il meccanismo automatico per il nostro cervello in modo tale che, in caso di necessità, potremmo utilizzare tale concetto o avere più alternative da valutare per effettuare la scelta più funzionale.

K.I.S.S. Traders

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 3 Maggio 2021 - Ore 10:37:26

Diventare Trader Ep. 44: Avversione alla Perdita

Avversione alla perdita: per la maggior parte degli individui la motivazione a evitare una perdita è superiore alla motivazione a realizzare un guadagno. Questo principio psicologico generale, che è probabilmente collegato a una sorta di istinto di sopravvivenza, fa sì che la stessa decisione può dare origine a scelte opposte se gli esiti vengono rappresentati al soggetto come perdite piuttosto che come mancati guadagni.

Ad esempio, è più facile rinunciare a un possibile sconto piuttosto che accettare un aumento di prezzo, anche se la differenza tra il prezzo iniziale e quello finale è la stessa.

Questo è uno dei fenomeni psicologici che è alla base della teoria del prospetto, una teoria decisionale, formulata da Daniel Kahneman e Amos Tversky.

Anche nel trading questa distorsione è piuttosto frequente. in particolare, si tende a percepire in maniera più intensa una perdita rispetto ad un guadagno, anche se l’importo è lo stesso. Le operazioni chiuse in perdita, tendono a rimanere impresse nella mente con maggiore facilità rispetto a quelle profittevoli.

Tutto questo avviene perché percepiamo la perdita di denaro come una minaccia alla nostra sopravvivenza. La morte e la perdita di denaro assumono lo stesso valore e come tale utilizziamo, per reagire, gli stessi meccanismi andando inconsapevolmente in gestione emotiva. In caso di perdita l’amigdala, responsabile della gestione delle emozioni, prende il controllo stimolando il rilascio di ormoni che innescano la reazione di attacca o fuggi.

Ovviamente in questa situazione non abbiamo più la possibilità di effettuare delle scelte ragionate in quanto il nostro cervello ritiene più importante sopravvivere, anche se non esiste una vera minaccia alla nostra sopravvivenza.

La chiave di lettura per poter lavorare su come affrontiamo e interpretiamo le perdite è proprio in quest’ultima frase. Non essendovi una vera minaccia alla nostra sopravvivenza dobbiamo lavorare sul non permettere al nostro cervello di interpretare la perdita di denaro come minaccia.

Essendo un meccanismo di reazione del nostro cervello automatico il primo passo è quello di riconoscere quando si sta per entrare in gestione emotiva, poi fermarsi e rallentare le decisioni. In questo modo permettiamo al nostro cervello di elaborare le informazioni ed effettuare delle scelte più funzionali e non dettate dall’emotività.

L’impegno, la perseveranza e il lavoro su se stessi sono punti fondamentali per poter gestire e modellare le reazioni del nostro cervello. Per alleggerire e velocizzare questo processo diventa funzionale confrontarsi con qualcuno che sia competente ed esterno alla situazione, in modo da permettervi di riconoscere se ciò che state facendo è frutto di un ragionamento cognitivo o emotivo.

 

K.I.S.S. Traders

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 26 Aprile 2021 - Ore 10:50:32

Diventare Trader Ep. 43: La Gestione dei Trade

La gestione dei trade è uno degli argomenti più importanti che ogni trader dovrebbe approfondire. Il pensiero più comune è quello che ci sia la necessità di dover effettuare dei trade per poter capire come gestirli.

Questo pensiero non è del tutto funzionale, sicuramente “l’esperienza sul campo” serve a perfezionare la propria capacità di gestione dei trade, ma prima ancora di effettuare dei trade e fare esperienza potrebbe risultare più efficace e funzionale porre delle giuste basi per la gestione dei trade.

Uno degli argomenti di maggiore interesse nella gestione delle operazioni è l’emotività. Le emozioni giocano spesso un ruolo fondamentale nel nostro trading. Come ben sappiamo, esse influenzano le nostre scelte nell’effettuare operazioni, ma ancor di più intervengono durante la “vita” di ogni trade.

Il prezzo fluttua, si avvicina a delle aree importanti, subisce dei movimenti repentini, etc...

Tutte situazioni che possono portare ad una reazione emotiva che ci spinge a chiudere o mantenere l’operazione senza un effettivo studio. Per evitare questi episodi diventa fondamentale aumentare la nostra autoconsapevolezza e sviluppare un’attenzione aperta.

Per autoconsapevolezza intendo quella capacità di riconoscere le emozioni e gli stati d’animo che viviamo in ogni momento. Riuscire a definire se una scelta che stiamo effettuando o una cosa che stiamo dicendo è dettata da una reazione emotive e in particolare da quale reazione essa è scatenata. Questo approccio di riconoscere le emozioni e gli stati d’animo che viviamo ci permette di modificare la reazione ad essi collegata e quindi di rallentare una reazione emotiva permettendo alla mente di ragionare su quale passo è più funzionale eseguire.

L’attenzione aperta o anche consapevolezza aperta è la capacità di rimanere recettivi a tutto ciò che potrebbe entrare nei nostri pensieri, o essere avvertito tramite la vista, l’udito o il tatto, e di farlo mantenendosene distaccati. Questa tipologia di attenzione la si osserva quando ad esempio, si riconosce che di essere arrabbiati con la propria moglie/marito, ma non si permette che tale stato d’animo influenzi le nostre analisi di trading. Chi padroneggia questa capacità spesso riesce a mantenere la propria attenzione concentrata nella direzione voluta, evitando che questa venga sballottolata dagli eventi.

Queste due capacità ci permettono di “prevenire”, gestire e cambiare il modo di reagire in situazioni nelle quali le emozioni prendono il sopravvento. Queste due capacità dovrebbero essere sviluppate prima che si presentino le opportunità per utilizzarle, pertanto prima di iniziare ad operare.

Un altro argomento importante, che tratteremo nei prossimi articoli, riguarda la flessibilità nella gestione dei trade.

K.I.S.S. Traders

Matteo.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 19 Aprile 2021 - Ore 10:52:49

Diventare Trader Ep. 42: Un percorso funzionale

Quali sono i passi per diventare trader?

È meglio studiare da soli o con qualcuno?

ra i mille corsi e formatori disponibili online come faccio a scegliere?

Devo usare il conto demo o direttamente in reale?

Quanti soldi servono per iniziare?

Per rispondere a queste domande bisogna, in primo luogo, comprendere e consapevolizzare che il trading è un’attività come le altre. Non è vero che dal trading si può guadagnare senza lavorare o diventare ricchi rapidamente e/o con un investimento irrisorio.

Una volta compreso questo il percorso che ritengo sia più funzionale per diventare trader è lo stesso che deve affrontare un qualsiasi individuo che vuole diventare un professionista in un’attività. Sicuramente i tempi saranno diversi e varieranno in base alla perseveranza di ognuno di noi e i guadagni potenzialmente più alti sia in termini economici che di stile di vita.

Le fasi per un inserimento funzionale nel mondo lavorativo tendenzialmente sono:

  1. Apprendimento
  2. Tirocinio
  3. Lavoratore

Durante la prima fase l’individuo deve apprendere le basi che gli permetteranno di effettuare in futuro quel lavoro, tendenzialmente questa fase coincide con il periodo universitario o il prelavorativo quando si è tenuti a seguire dei corsi di formazione di nuove skills. Successivamente durante la fase di tirocinio si viene affiancati a qualcuno competente e si cerca osservando e svolgendo piccole mansioni di acquisire la dimestichezza del lavoro da svolgere e come affrontare gli imprevisti che nel percorso di formazione non vengono osservati. Tutto questo è possibile grazie all’esperienza che il “mentore” che ci viene affiancato possiede. In seguito dopo il periodo di tirocinio si è inseriti come lavoratori. in questo caso le mansioni saranno di difficoltà crescente in mono da permetterci di acquisire esperienza ed ottenere risultati esponenziali.

Nel trading il processo deve essere esattamente lo stesso. Una volta scelto il metodo che si vuole seguire (analogo alla professione che si vuole svolgere) bisogna iniziare la fase di apprendimento. In questa fase effettuare operazioni, demo o reali che siano, è controproducente. Se dovessimo fare un esempio sarebbe analogo ad uno studente del primo anno di giurisprudenza che si accinge a risolvere una causa legale.

Successivamente quando si è diventati consapevoli del metodo bisogna testare la metodologia sul campo cercando di apprendere da un mentore che giorno dopo giorno vi mostra come ragionare in base alle situazioni reali che vi si presentano. ATTENZIONE ancora non parlo di operare su conti, bensì di acquisire la sensibilità che il vostro mentore cerca di fornirvi, data la sua esperienza.

Una volta compreso l’aspetto teorico e assorbita un po’ dell’esperienza e della sensibilità del vostro mentore è arrivato il momento di costruire la vostra esperienza. In questa ultima fase bisogna iniziare a fare operazioni in reale cercando di evolvere la vostra operatività con il tempo e dimensionare anche il capitale man mano che si acquisisce esperienza.

Questo è il percorso che ritengo sia più funzionale per diventare dei trader profittevoli, nonché il percorso che, grazie ad Arduino e Antonio, sto facendo nella Scuola di Trading Platinum.

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 12 Aprile 2021 - Ore 10:44:31

Diventare Trader Ep. 41: Gli errori

L’errore non è essere in errore, ma è restare in errore.

                                                                                              Jesse Livermore

A volte, capita di trovarci in situazioni nelle quali abbiamo una visione del mercato che si rivela errata dopo poco tempo. Situazioni nelle quali il trade che abbiamo effettuato non rientra nei canoni della nostra metodologia oppure una gestione del trade che sembra sempre meno dettata dalla cognizione.

Notiamo come, ad esempio, la visione sbagliata del mercato ci porta ad effettuare un trade sbagliato e spinti dall’emotività di un ingresso non proprio ideale a gestirlo in maniera sbagliata e questo ci porta perdere dei soldi; oppure trade gestiti male che alimentano la credenza che non siamo ancora in grado di valutare quando è opportuno entrare o uscire da un trade e ci portano ad avere delle performance a fine anno mediocri; trade gestiti male che portano ad una successiva ricerca di vendetta che ci spinge ad effettuare altri trade, tecnicamente sbagliati, solo per la volontà di recuperare la perdita.

Tutto questo, e molto altro, sono situazioni nelle quali abbiamo commesso un errore. Non è sbagliato l’errore in sé, bensì la sua successiva gestione. La capacità di gestire gli errori è ciò che farà, nel lungo periodo, la differenza tra un trader perdente e un trader vincente.

La capacità di gestire gli errori è impegnativa da sviluppare perché il nostro cervello non è programmato per accettare le perdite e quindi gli errori. È facile che scatti una reazione emotiva che spesso ci fa ricercare la vendetta e che ci impedisce di valutare bene la situazione per trovare magari una possibilità di crescita.

Par agevolare la nostra crescita nella gestione degli errori è fondamentale partire da un percorso di conoscenza di sé che prende il nome di autoconsapevolezza. In questo percorso si sviluppa la capacità di riconoscere i propri stati d’animo e le emozioni che si vivono quando si presentano. Si inizia a riconoscere il perché di determinate reazioni, da dove vengono e quando si presentano, in modo da poter gestire la reazione successiva, anche, cambiandola.

Tutto questo non solo ci porterà a diventare dei trader vincenti, sviluppando la capacità di gestire gli errori e trovare in essi uno spunto di crescita, ma ci permetterà anche di migliorare le nostre relazioni personali e quindi cambiare, in meglio, la nostra vita quotidiana.

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 5 Aprile 2021 - Ore 10:24:47

Diventare Trader Ep. 40: Volatilità

I migliori difensori centrali sono quelli che hanno sviluppato la capacità di riconoscere quando anticipare l’attaccante o quando temporeggiare e aspettare il momento giusto per intervenire. Fare solo una delle due cose non permette al difensore di esprimersi al meglio ed essere pienamente efficace.

Questa mentalità dovrebbe essere applicata anche da noi trader.

Sviluppare la capacità di riconoscere quando anticipare un movimento di mercato oppure quando attendere un’ulteriore conferma, porterà il nostro trading ad un livello superiore.

Il mercato, come sappiamo, possiede al suo interno una “molla”, la volatilità, che si contrae e si espande continuamente. Quando la volatilità si contrae molto o è contratta da molto tempo, con alte probabilità si verificherà un’esplosione di volatilità. Al contrario se la volatilità è molto estesa o si sta espandendo da tempo allora molto probabilmente si verificherà una successiva contrazione di volatilità.

La volatilità ritengo sia un elemento fondamentale per lo sviluppo della capacità del difensore centrale. In quanto ci permette di capire se conviene attendere o potremmo essere pronti per un’operazione, a seconda se la stessa è rispettivamente estesa o contratta.

Ma come posso misurare la volatilità?

Questa è una domanda che spesso viene posta. In realtà essendo dei price action trader non usiamo alcun indicatore, ma anche perché la sola osservazione del grafico evidenzia dove ci sono state contrazioni di volatilità oppure delle estensioni. Se proprio volessimo utilizzare un calcolo si potrebbe andare a calcolare il range delle ultime candele 5/6 farne la media e vedere se la candela considerata ha una volatilità superiore o inferiore.

Io, personalmente, non gradisco utilizzare questo metodo in quanto ritengo sia limitante soffermarsi ad una candela (giornata) preferisco, invece, attendere un consolidamento del prezzo in una particolare zona.

La capacità di attendere il momento giusto è subordinata alla capacità di essere pazienti. Questo non significa che non essere pazienti non permette di sviluppare questa capacità, bensì allenarsi e rimanere focalizzati sull’attendere il momento giusto permette di accrescere la nostra capacità di essere pazienti. Ovviamente meno si è pazienti più il lavoro di attesa necessiterà di maggiore concentrazione e attenzione.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 29 Marzo 2021 - Ore 10:11:57

Diventare Trader Ep. 39: Gestione del rischio.

“I mercati possono restare irrazionali molto di più di quanto tu possa restare solvente.”

John Maynard Keynes.

È impossibile avere la certezza di ciò che il mercato farà. Attraverso le analisi possiamo avere una visione del mercato. Per quanto precisa possa essere, il mercato farà sempre ciò che vuole. Una volta consapevolizzato questo passaggio risulta evidente cercare di focalizzare la nostra attenzione su ciò che possiamo gestire: il capitale e il rischio.

La gestione del rischio e del capitale è uno di quegli argomenti che viene, spesso, trascurato o gestito male, nonostante sia una parte fondamentale per il successo della nostra azienda.

Il processo di analisi e gestione del rischio, a mio parere, è composto da due approcci: locale e globale. Durante l’approccio locale dobbiamo analizzare trade per trade il rischio massimo che vogliamo assumerci, nonché la sua futura gestione e quindi il rischio reale che ci assumiamo nel corso del trade. Durante l’approccio globale, invece, bisogna analizzare il rischio globale di portafoglio considerando non solo il massimo rischio assunto, ma anche le correlazioni che sussistono tra i vari trade in corso con l’obiettivo di minimizzare il rischio globale reale.

Questa differenza, sopra esposta, tra rischio massimo assunto e rischio reale nasce proprio dal nuovo approccio di posizionamento dello stop che abbiamo introdotto questo anno. Per chi non sapesse a cosa mi riferisco, vi invito a leggere l’articolo sul massimo rischio. Grazie a questo nuovo approccio la gestione del rischio diventa molto più efficace, anche se leggermente più complessa.

Analizziamo perché. Per ogni trade effettuato avremo un massimo rischio che, quasi mai, coinciderà con l’effettiva chiusura del trade e quindi del costo realizzato. Esisterà pertanto un rischio massimo globale che coinciderà con la somma dei rischi massimi assunti. Essendo questo rischio molto ampio, in termini di distanza dai punti d’ingresso, avremo la possibilità di gestire la posizione quando questa è in perdita, valutando uscite premature. Tutto ciò genera un rischio reale locale e globale che consiste nel costo che ci assumeremmo qualora decidessimo di chiudere la posizione in un preciso momento. Quest’ultimo potrà essere valutato localmente e globalmente a seconda del tipo di approccio che stiamo utilizzando.

Vi ricordo che la scelta di chiudere preventivamente un trade deve essere basato su una conferma del mercato mediante un approccio tecnico e non dettato dall’emotività di un movimento repentino.

Con questo tipo di approccio l’equity del portafoglio subirà una sostanziale differenza, essa si muoverà nel complesso delle operazioni effettuate e pertanto risulterà inutile analizzare il rischio rendimento nel modo “tradizionale”. Il rischio rendimento dovrà essere calcolato andando a calcolare la media delle posizioni chiuse a costo e la media delle posizioni chiuse in profitto. Questo sarà l’ R/R medio del portafoglio.

K.I.S.S. Traders.

 

[Arduino Schenato] Lunedi 22 Marzo 2021 - Ore 11:21:33

Diventare Trader Ep. 38: Massimo Rischio

In un precedente articolo ho iniziato a parlare di un nuovo modo di posizionare lo stop loss, seguendo il principio di Bruce Kovner. (clicca qui per leggere l’articolo) Tale metodo prevede di posizionare lo stop loss in punti poco raggiungibili dal mercato, punti strategici superati i quali la struttura del mercato cambia.

Vi propongo un esempio grafico su un trade effettuato numerose settimane fa da Arduino sul cambio GBP/USD.

 

Indicati con i livelli verdi e rossi, rispettivamente, le aree di ingresso e di massimo rischio (mi sono permesso di non essere stato preciso con il livello di entrata e stop non essendo questo articolo una spiegazione del trade effettuato). Il rettangolo rosso indica l’ampiezza del massimo rischio preso.

Il massimo rischio va oltre il semplice concetto di stop loss. Non è un livello che attendiamo per chiudere la posizione, bensì un paracadute massimo in caso di movimenti straordinari del mercato. I vantaggi di utilizzare un massimo rischio, al posto di un semplice stop loss sono molteplici.

- Sul lato tecnico abbiamo la possibilità di evitare le false rotture.

Quante volte è capitato che il prezzo superasse il “setup” d’ingresso e poi successivamente creando una falsa rottura riprendesse il movimento inizialmente ipotizzato? Con la presenza di un massimo rischio, che sostituisce lo stop loss tradizionale, riusciamo ad avere un approccio discrezionale anche nell’uscita del trade. Possiamo analizzare all’interno di tutta quell’area, o di zone precise valutate preventivamente, i movimenti che il mercato effettua, valutando se questi ultimi risultano essere delle semplici false rotture oppure dei cambi di tendenza momentanei.

- Il vantaggio non è unicamente tecnico, ma anche mentale.

Utilizzare l’approccio del massimo rischio agevola anche dei meccanismi naturali del nostro cervello. Come ben sappiamo agire velocemente agevola l’intervento della mente emotiva, provocando il sequestro emozionale; utilizzare il massimo rischio ed essere quindi consapevoli di avere spazio e tempo per poter intervenire preventivamente sulla posizione in atto, permette di rallentare il processo decisionale garantendo il giusto tempo affinché la mente cognitiva elabori le informazioni.

Ovviamente tutti questi concetti che ci sta trasmettendo Arduino da qualche tempo non sono di facilissima comprensione ad un primo sguardo: qualsiasi libro o corso di trading infatti parla di tutto un altro modo di inserire gli stop loss e ad un altro concetto di calcolo del rischio-rendimento. E' quindi fondamentale dare il giusto tempo nel fare esperienza con questo tipo di approccio al rischio.

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 15 Marzo 2021 - Ore 08:39:20

Diventare Trader Ep. 37: Simple is not Easy

Semplice non è facile.

Facile è, come dice la parola stessa, qualcosa che può essere fatto (il verbo latino di riferimento è facio, is, feci, factum, facere); facile è fattibile: qualcosa che un agente esterno può portare a compimento. Il verbo transitivo fare indica che l'azione va da un soggetto che "fa" a un oggetto che "è fatto": quindi, si tratta di un gesto proiettato dall'interno verso l'esterno e lì si ferma.

Semplice, invece, è un concetto filosofico. Semplice è ciò che dal complesso viene tradotto nell'essenziale, e ciò richiede tempo, impegno e sì, anche fatica.

Diventare dei trader, secondo il nostro metodo, è semplice. Questo comporta sviluppare due capacità di interpretazione: l’interpretazione dei mercati e l’interpretazione di se stessi.

 

Dopo circa 9 mesi nella scuola di trading platinum di Hereforex, ritengo di aver compreso tutti gli strumenti per l’interpretazione dei mercati. In realtà, ci sono voluti meno di 9 mesi. Questo è stato possibile perché gli strumenti messi a disposizione sono molto elementari e sono spiegati, da Arduino e Antonio, con semplicità e precisione.

 

Nonostante ciò, la mia capacità di interpretare i mercati e, quindi, di utilizzare in maniera appropriata gli strumenti messi a disposizione è ancora in uno stato embrionale. Sviluppare questa capacità richiederà tempo, impegno e fatica.

 

L’interpretazione e consapevolezza di se stessi è l’altro fattore che ci permette di diventare dei traders migliori, ma anche delle persone migliori. Questo argomentò è spesso sconosciuto oppure evitato. Conoscere i meccanismi che governano le nostre scelte, per ciò che ci riguarda, è molto semplice. Hereforex effettua, periodicamente, dei corsi per la crescita in consapevolezza e autoconsapevolezza.

 

Per quanto semplici possono essere i meccanismi che governano le nostre scelte, la parte difficile che richiede tempo, impegno e comporta fatica è riuscire a riconoscere le nostre scelte da cosa sono dettate e provare, qualora necessario, a cambiarne la risposta.

 

Diventare trader è, secondo il nostro metodo, un lavoro semplice, ma allo stesso tempo uno dei più difficili. Chiunque voglia approcciare a questo modo deve consapevolizzare che il vero apprendimento avviene dopo aver compreso gli strumenti. La prima fase deve essere solo “conoscitiva” degli strumenti tecnici e di mentalità e solo successivamente iniziare a fare esperienza e continuare ad impegnarsi per consapevolizzare sempre di più ciò che si è conosciuto inizialmente.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 8 Marzo 2021 - Ore 10:41:16

Diventare Trader Ep. 36: L’equilibrio interno

Tutto nella vita ha un suo equilibrio. Questo dice il Maestro Miyagi a Daniel LaRusso nel film Karate Kid.

 

Il mercato è dato dall’equilibrio tra il prezzo a cui i compratori sono disposti a comprare e quello a cui i venditori sono disposti a vendere. Ma questa consapevolezza non implica, necessariamente, diventare dei trader migliori, ma è un buon punto di partenza.

 

In realtà, quello che crea la vera differenza, comunque, è il nostro equilibrio interno. Esso, intanto, è determinato dalle nostre due “menti”, quella emotiva e quella cognitiva che governano le nostre scelte, i nostri comportamenti e le nostre azioni.

 

Nelle persone poco autoconsapevoli la mente emotiva tende a prendere il sopravvento non permettendo di effettuare le scelte più funzionali al raggiungimento del proprio obiettivo.

Aumentando la consapevolezza è possibile avere maggiore capacità di gestione delle scelte, riconoscendo quelle che sono unicamente dettate dall’emotività equilibrando il nostro operato.

 

Se nella vita di tutti i giorni questa mancanza di equilibrio può essere talvolta innocua, nel trading è quasi sempre deleteria: operazioni chiuse in anticipo o gestite male, operazioni effettuate per la volontà di recuperare le perdite oppure effettuate senza un piano d’azione per la paura di perdere il “treno”. Questi sono solo alcuni esempi di come l’emotività influenza il nostro operato e i risultati.

 

Il prevalere della mente emotiva, anche chiamato sequestro emozionale, avviene in pochi secondi, non permettendo alle informazioni di essere elaborate dalla parte cognitiva. Ciò significa che, se vogliamo evitare che la mente emotiva prenda il sopravvento, dobbiamo rallentare il nostro processo decisionale.

 

Rallentare significa ad esempio studiare i movimenti di mercato da più prospettive diverse o alzare il time frame di analisi. Prima di chiudere un’operazione in atto, a seguito di un movimento repentino, porsi delle domande permette alle informazioni di essere assorbite ed elaborate dalla parte cognitiva. Ad esempio: “se non fossimo con un’operazione in atto, entreremmo nel senso opposto?”, “il movimento che si è conformato, può far presagire un semplice ritracciamento?”, “Se dovesse essere un ritracciamento, fino a dove potrebbe arrivare?”

 

Tutte queste domande permettono di rivalutare la situazione da più punti di vista, permettendo di evitare il sequestro emozionale.

 

Il trading diventa quindi, anche, uno strumento per allenare il proprio modo di reagire alle situazioni. Una sessione continua di allenamento del nostro carattere alla ricerca di un equilibrio interno che, potrà essere impiegato in tutte le attività.

 

“Il trading non solo rivela il tuo carattere, lo costruisce anche se rimani nel gioco abbastanza a lungo.” Cit. Trading in the Zone

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 1 Marzo 2021 - Ore 10:55:21

Diventare Trader Ep. 35: Unico Metodo, Multiple Sfumature

La facoltà di libera azione e decisione entro i limiti generali fissati dalla legge.

Questa è la definizione di discrezionalità. Quando si vuole intraprendere un percorso per diventare un trader discrezionale si decide un metodo da seguire, nel nostro caso la price action, che corrisponde alla “legge”. All’interno dei canoni della price action ogni trader avrà quindi il libero arbitrio.

Da questa considerazione nascono, quindi, numerose sfumature interpretative dei mercati. Queste sfumature dipendono dal bagaglio esperienziale di ogni trader, nonché dalla mentalità che questi applicano nel guardare i mercati.

In queste settimane riguardo questo argomento, nelle trading room, si è discusso del gold. Questo mercato analizzato sia da Arduino che da Antonio ha evidenziato queste sfumature, portando Antonio ad effettuare un trade short e Arduino ad attendere nuovi sviluppi.

Analizziamo queste due sfumature, cercando però di utilizzare un approccio meta-analitico, ovvero analizzando non la struttura del mercato o l’operatività ma cosa potrebbe aver generato queste sfumature e come in realtà non vi è una differenza tecnica o di visione, bensì una diversa consapevolezza nella situazione.

 

 

Il grafico mostrato ha un timeframe settimanale. Ho deciso di mostrarvi questo in quanto ritengo che possa darci un’idea immediata del mercato che non sia né troppo dettagliata come il giornaliero né troppo poco dettagliata come il mensile, ovviamente rispetto a ciò di cui voglio parlarvi.

Come ben sapete, la price action basa le proprie fondamenta sul prezzo, ovvero, sugli swing, le aree di domanda e offerta e l’analisi della volatilità. Durante il percorso del trader, quest’ultimo dovrà focalizzare la propria attenzione su questi ambiti cercando di apprenderli e migliorarli di anno in anno. Potranno ovviamente esserci dei momenti nei quali ci si focalizza su uno di questi ambiti, acquisendo quindi una consapevolezza maggiore. Antonio nell’ultimo periodo del suo percorso ha focalizzato la sua attenzione sulle estensioni dei ritracciamenti e i movimenti di volatilità, Arduino ha invece posto la sua attenzione sulle zone superate le quali la struttura cambia.

 

Tornando al grafico è evidente che il mercato del gold è in una struttura rialzista. Nell’ultimo periodo, come possiamo vedere, il mercato ha ritracciato formando un minimo importante, indicato dal rettangolo. Un qualsiasi Price Action trader converrà con questa analisi.

 

La consapevolezza di Antonio sui movimenti di volatilità ha portato alla luce una serie di indicazioni che sono diventate poi i criteri base che hanno portato ad effettuare un’operazione short su questo mercato. Operazione che può indicare un ritracciamento più profondo e non necessariamente un’inversione di tendenza. Di contro, una volatilità rialzista molto ampia, porterebbe Antonio a rivalutare la possibilità che il ritracciamento sia finito.

La consapevolezza di Arduino non esclude la possibilità di un ritracciamento più profondo, ma analizzato il suo attuale focus, il minimo indicato dal rettangolo diventa quindi uno spartiacque fondamentale. Qualora si superasse a ribasso quella zona allora lui si sentirebbe più tranquillo valutare nella struttura un ritracciamento più profondo. La presenza di un falso minimo potrebbe indicare la possibilità che il ritracciamento sia finito.

Come possiamo notare, il metodo e quindi la conseguente analisi della struttura, rimane identica tra Antonio e Arduino. Ciò che veramente cambia e porta uno dei due ad effettuare un’operazione piuttosto che un’altra è la consapevolezza e quindi la conseguente tranquillità che si possiede nel progetto ipotetico.

Tutto questo diventa un punto di fondamentale importanza nel trading discrezionale. È allo stesso tempo un punto di forza e un punto di debolezza. La scelta dipende da noi. Dipende dalla capacità di accettare e comprendere i punti di vista altrui. Attraverso una discussione costruttiva questi diversi punti di vista possono portare ad una progettazione migliore del trade e/o una gestione migliore.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 22 Febbraio 2021 - Ore 10:18:39

Diventare Trader Ep. 34: Siamo imprenditori

Ho guadagnato 1000 euro in due giorni. Ho raddoppiato il mio conto in un mese. La leva 5 è bassa, io uso leva 30. Ho guadagnato 300 pips con 10 di stop.

 

Questo, e molto altro, è ciò che, spesso, si sente e legge nel web riguardo al trading. “Vincere” tantissimi soldi e diventare ricchi senza fare niente. Questo è il messaggio che inducono tali affermazioni.

 

Noi studenti della scuola di trading platinum, offerta da Hereforex, coltiviamo, grazie ad Arduino e Antonio, una visione totalmente diversa. Il trading diventa per noi un’attività imprenditoriale il cui oggetto sociale è quello di fare, principalmente, compravendita di strumenti derivati come i cfd che replicano l’andamento di un sottostante come una coppia di valute ( forex ), commerciamo quindi un “prezzo” di entrata in posizione acquistando una valuta che pensiamo essere più forte dell’altra connessa che a sua volta vendiamo.

 

Da questo presupposto scaturiscono delle dinamiche imprenditoriali che ogni studente della scuola deve affrontare se vuole creare delle fondamenta solide per questa attività.

 

Il progetto dell’attività è il primo passo da dover compiere. Non esiste alcuna attività imprenditoriale che non sia stata ben progettata in precedenza. Questo significa analizzare, tra le tante cose, il capitale sociale necessario, il personale e le sue competenze, i luoghi e gli strumenti necessari, e ultimo, ma non per importanza, il prodotto da dover vendere. Per noi, traders, questa analisi risulta essere semplificata, ma non per questo deve essere ignorata. Dobbiamo sapere precisamente quale è il nostro capitale sociale, analizzare che competenze abbiamo per poter aprire questa attività e se non le abbiamo le dobbiamo apprendere, prima di avviarla. Dobbiamo, inoltre, consapevolizzare che ogni operazione effettuata è un investimento che la nostra azienda sostiene al fine di ricavare in un futuro una plusvalenza o minusvalenza sullo stesso.

 

Soffermiamoci su quest’ultimo punto. Supponiamo che un investitore immobiliare decida di comprare una casa del costo di  50 000€. Dopo una serie di ristrutturazioni costategli 20 000€, decide di vendere la casa a 100 000€, generando un profitto di 30 000€. Ha oggettivamente realizzato un ottimo investimento. Questo investitore era consapevole di aver rischiato 70 000€ ottenendo un ritorno sull’investimento di 30 000€, ovvero, il 30% sul rischio iniziale più i costi di ristrutturazione. Ovviamente se l’investitore non fosse stato in una situazione a lui favorevole avrebbe potuto rivendere l’immobile a meno ottenendo un profitto minore o una minusvalenza rispetto al rischio effettuato.

 

Vi chiederete perché vi ho fatto questo esempio. La mentalità di questo imprenditore è analoga alla mentalità che noi traders dovremmo avere nell’effettuare le operazioni. Dobbiamo considerare un rischio iniziale, che non necessariamente coincide con il momento nel quale chiudiamo l’operazione. Vi invito, a tal proposito, a leggere l’articolo riguardante il nuovo modo di posizionare lo stop loss, il quale è perfettamente in linea con quanto sto dicendo in questo momento. (clicca qui) Successivamente gestire l’operazione per ricavarne un profitto che, la maggior parte delle volte, con questo nuovo approccio, sarà una percentuale più o meno alta rispetto al rischio iniziale assunto ( investimento sull’operazione ). Con questa tipologia di approccio sarà difficile vedere rischi/rendimenti preventivi superiori al 1/1.5, ma ciò non deve affatto preoccupare basti pensare all’imprenditore sopra citato, vi sembra realistico che un imprenditore immobiliare abbia nel suo portafoglio di vendita tutte case costate 50 000€ per rivenderle a euro 100/150.000/200.000€?

 

Passiamo adesso alla questione leva finanziaria. Come si può paragonare questo “vantaggio” all’imprenditore immobiliare? Potrebbe capitare che l’investitore possegga solo una parte del denaro necessario per l’acquisto dell’immobile, oppure, che voglia effettuare l’acquisto di due immobili non potendo coprire però la spesa di entrambi; dovrà, quindi, affidarsi ad un’istituzione finanziaria per ottenere un prestito. Grazie a questo prestito il suo potere di acquisto aumenterà senza però aumentare in realtà il suo capitale sociale, in quanto i soldi li dovrà restituire. Tutto ciò gli permetterà di acquistare l’immobile o gli immobili e generare una plusvalenza o minusvalenza. Facciamo un esempio pratico: il capitale sociale dell’investitore è 40 000€, con un prestito di 10 000€ riesce ad acquistare un immobile e rivenderlo a 80 000€ ottenendo una plusvalenza di 30 000€ (ai quali, per amor di completezza, si dovrebbero levare i tassi del prestito.) Questa plusvalenza è ovviamente, in percentuale sul capitale proprio, maggiore rispetto a quella che si avrebbe se il capitale fosse di 50 000€. Allo stesso modo una minusvalenza risulterebbe in percentuale maggiore.

 

La leva finanziaria è esattamente questo, ci permette di avere un’esposizione maggiore sul mercato e quindi generare delle plusvalenze e minusvalenze maggiori in percentuale rispetto a quelle che si otterrebbero senza il suo utilizzo. Ovviamente come gli imprenditori prestano un’importante attenzione ai prestiti ottenuti, anche noi traders dovremmo prestare maggiore attenzione alla leva utilizzata. Avete mai sentito di imprenditori che con 50 000€ chiedono prestiti per 150 000€ per effettuare un’operazione immobiliare? Questa è leva 3. La leva quindi deve essere utilizzata con consapevolezza e non per forza deve essere utilizzata su ogni singolo deal che facciamo a mercato.

 

Questo tipo di approccio può sembrare disorientante in un primo momento. Ma questa mentalità è ciò che ti permette di creare un’azienda di trading con delle fondamenta profonde e solide. Un’attività che molto probabilmente risulterà profittevole nel tempo.

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 15 Febbraio 2021 - Ore 10:58:28

Diventare Trader Ep. 33: Il Flusso

Coinvolgimento totale e operativo, focus, passione e creatività. Una condizione di trance all’interno del quale le concezioni di spazio e tempo perdono priorità. Uno stato nel quale ognuno di noi riesce a compiere attività ad alte prestazioni con il minimo sforzo.

 

Questo è lo stato di flusso che Daniel Goleman definisce nel suo libro intelligenza emotiva e di cui voglio parlarvi oggi. Nasce dall’incontro tra abilità proprie in un certo campo e le sfide che si presentano.

 

Il segreto è l’equilibrato bilanciamento delle due, al di sopra di quel livello di impegno minimo che genera noia, e al di sotto di quella data pressione che produce ansia e stress.

 

È uno stato che tutti dovrebbero e possono provare in qualsiasi attività. È lo stesso stato che vive Cristiano Ronaldo durante i suoi allenamenti e le partite, che gli permette di migliorarsi sempre e dare il massimo; oppure Arduino la cui attività di trading risulta essere una piacevole e continua sfida interiore per un miglioramento personale e tecnico che gli permette poi, di anno in anno, il veder realizzarsi gli obiettivi fissati. È assimilabile allo stato che, secondo la dottrina Zen, prende il nome di Mushin ed è raggiungibile mediante la meditazione e le arti marziali.

 

Questo stato, dice Goleman, significa lasciare scorrere libera l’intelligenza emotiva al suo massimo stato di espressione. Significa ritrovare in se stessi la motivazione intrinseca, scevra di giudizi esterni o auto osservazione giudicante.

 

Come possiamo raggiungere questo stato?

Focus, allenamento e costanza, questi sono tre elementi che ci permettono di rendere automatici dei processi di pensiero che inizialmente richiedono un maggiore impegno. È l’equivalente di quando impariamo a guidare una macchina. All’inizio siamo concentrati, l’impegno necessario è maggiore, ci serve focus e nessuna distrazione, ma con l’allenamento e la costanza tali movimenti diventano poi automatici, rendendo la guida un meccanismo efficace con il minimo sforzo.

 

Per entrare nello stato di flusso, non basta questo. Serve, inoltre, un percorso di consapevolezza e autoconsapevolezza che ci permette di sviluppare la nostra intelligenza emotiva e calibrarla sulla stessa onda di quella cognitiva, dandogli la possibilità di esprimere il suo vero potenziale.

 

Nel trading, in particolar modo, è di fondamentale importanza sviluppare l’intelligenza emotiva. Ci permette di riconoscere i nostri stati d’animo quando si presentano e valutare se le decisioni che in quel momento si presentano sono dettate da un sequestro emotivo o da un ragionamento cognitivo. Ci permette inoltre di vivere in uno stato di tranquillità quando si hanno dei trade in atto, ma allo stesso tempo di sfida interiore nella gestione degli stessi, cercando di capire, giorno dopo giorno, la decisione migliore da prendere. Ci permette di attendere ed essere pazienti nella scelta delle operazioni, consapevoli che ciò che tecnicamente apprendiamo e conosciamo porta a degli obiettivi.

“La vera felicità è ciò che provi durante il percorso, non solo quando raggiungi la destinazione.”

Questo significa vivere nello stato di flusso.

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 8 Febbraio 2021 - Ore 10:55:41

Diventare Trader Ep. 32: Come Posizionare lo Stop Loss

Buongiorno a tutti traders, in questo articolo vorrei parlarvi di un argomento che spesso viene trascurato e che, invece, grazie al team di Hereforex, ho avuto la possibilità di approfondire: dove posizionare lo stop loss.

Ogni stile di trading possiede il suo modo per posizionare gli stop loss. C’è chi posiziona lo stop sotto un segnale, chi accetta una massima variazione di prezzo percentuale o altre tecniche. Non esiste un modo giusto o un modo sbagliato per farlo, bensì un modo può essere funzionale secondo uno stile di trading e non funzionale per un altro.

Arduino, per spiegare il modo che lui ritiene funzionale per posizionare lo stop, utilizza un discorso fatto da Bruce Kovner, importante investitore americano e gestore di hedge fund, che possiede una linea di pensiero molto simile a quella che dovrebbe avere un price action trader.

"Tutte le volte che apro una posizione, predetermino un livello di stop-loss. Questo è l'unico sistema per poter dormire la notte. In questo modo so quando chiuderò la posizione prima ancora di aprirla. Contrariamente al solito, non pongo però degli stop-loss sulla base di calcoli percentuali (per esempio, 4% dal prezzo d'acquisto), in quanto potrebbero essere livelli facilmente raggiunti nella normale fluttuazione del titolo. Preferisco studiare graficamente livelli difficilmente raggiungibili, e fissare lo stop-loss sugli stessi".

I primi tre periodi di questo discorso, pongono l’attenzione sull’accettazione del rischio. Vista la sua importanza questo argomento è costantemente trattato dal team di hereforex e su cui ho scritto numerosi articoli che vi invito a leggere. La parte successiva del discorso è il fulcro di questo articolo.

La scelta di Arduino pone le basi sulla ricerca, graficamente, di livelli strategici che siano difficilmente raggiungibili dal prezzo, o meglio livelli che se raggiunti provocano un cambiamento sostanziale della struttura del mercato. A conferma di tale “scuola” di pensiero Kovner afferma:

"Se il mercato è veramente forte, non deve comunque scendere fino a tal punto."

Dal mio punto di vista lo studio del grafico diventa, quindi, ancora più interessante. Bisogna, per quanto mi riguarda, sviluppare la capacità di guardare lo stesso grafico da due prospettive diverse: la prima che analizza la struttura, la definisce e capisce quali potrebbero essere i punti di entrata e il successivo sviluppo della struttura per la conseguente gestione; la seconda, possibile solo dopo aver fatto la prima, che analizza i punti superati i quali la struttura si indebolisce o cambia.

Ovviamente, con l’esperienza, queste due visioni si uniscono creando la prospettiva del price action trader, come quella di Arduino. Ma per noi apprendisti, non è detto che definire la struttura implica automaticamente sapere dove si “sgretola”.

In quest’ultimo periodo, il mio focus è su questo: una volta definita la struttura, su che livello tale struttura cambia? Se il mercato è veramente forte, sotto che punto non deve scendere?

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 1 Febbraio 2021 - Ore 10:18:09

Diventare Trader Ep. 31: Il prezzo e la tecnica, la domanda e l'offerta

Buongiorno a tutti traders, in questo articolo vorrei fare alcune considerazioni su un articolo riportato su il sole 24 ore. (clicca qui per leggerlo)

Matteo Paganini, analista ed esperto del mercato delle valute nonchè amico da svariati anni del nostro Arduino Schenato, analizza quali sono le principali motivazioni che portano i piccoli traders a perdere soldi. Racchiude queste motivazioni in tre sfere: la tecnica, la gestione del rischio e la psicologia.

Queste tre sfere, così come le definisce Paganini, sono parte integrante del nostro modo di fare trading. Se vogliamo essere precisi, sono parte del mindset del trader che ognuno di noi dovrebbe svilluppare e perfezionare.

Mi ha colpito, in particolar modo, questo articolo quando ha parlato della tecnica, affermando:

“Se chiedessimo a tutti i trader italiani se durante la forte discesa dei mercati post Covid ci fossero più compratori o venditori, molto probabilmente riceveremmo per risposta che i venditori erano in numero maggiore. Se il mercato scende, d'altronde, lo si sta vendendo. La risposta corretta è che il numero di venditori ed il numero di compratori è esattamente uguale, si tratta soltanto della concretizzazione di un comportamento irrazionale, nell'esempio dettato dalla paura di non sapere cosa succederà in futuro, che porta a dichiararsi disponibili a vendere a qualunque prezzo, incontrando le offerte degli acquirenti che, comprendendo questo stato di tensione, cercano di sfruttare la situazione proponendosi disposti a comprare a prezzi che loro ritengono, in quel preciso momento, vantaggiosi.”

Questa parte mi è servita per consapevolizzare che il prezzo di un mercato in un preciso momento non è, propriamente, l’equilibrio tra i venditori e i compratori, bensì, l’equilibrio tra il valore a cui i venditori ritengono vantaggioso vendere e il valore a cui i compratori ritengono vantaggioso comprare. Da questa consapevolizzazione scaturisce una visione del mercato intesa come flussi di capitale: un mercato in salita corrisponde con la volontà da parte degli acquirenti di ritenere costantemente vantaggioso il prezzo del mercato e dei venditori di ritenere vantaggioso costantemente un prezzo maggiore, viceversa un mercato in discesa.

Il cambiamento di tali equilibri provoca nel prezzo l’inversione di direzionalità. A tal proposito Paganini afferma:

“Da qui deriva la non intuitiva conclusione che quando i flussi di capitale si invertono (gli effetti degli acquisti superano quelli delle vendite o viceversa), il mercato inverte la direzionalità e si creano quelli che su un grafico sono visualizzati come minimi o massimi. Da qui, i trader professionisti iniziano i propri ragionamenti…”

Ecco qui spiegate, a parer mio, le fondamenta della Price Action.

I livelli di domanda e offerta, di cui parla spesso Arduino, non sono altro che quelle aree di prezzo che recentemente sono state di interesse rispettivamente per i venditori e compratori. Analizzare gli swing, i massimi e minimi decrescenti o crescenti, i trigger e la volatilità non è altro che analizzare quando gli equilibri cambiano e sfruttare questi momenti per entrare in posizione, spesso, in direzione del flusso principale.

Da questo è possibile rispondere anche al perché la Price Action non utilizza indicatori.

Se il mercato è dettato unicamente dall’equilibrio, come sopra esposto, e ciò che ci indica di entrare o uscire dal mercato deriva dal cambiamento di questo equilibrio, allora gli strumenti sopra esposti sono sufficienti per l’analisi. Qualsiasi altro indicatore sarà un’elaborazione di dati già osservati esposti sotto un'altra forma. Sempre Paganini afferma: “A questo proposito, occorre ricordare che gli indicatori non fanno altro che misurare delle caratteristiche relative alla variazione dei prezzi e che il prezzo incorpora sempre la componente più importante da considerare, ossia l'effetto degli acquisti e delle vendite effettuate sul mercato.”

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 25 Gennaio 2021 - Ore 10:31:23

Diventare Trader Ep. 30: Conclusione EUR/USD

Buongiorno a tutti traders, concludiamo con questo articolo lo studio dell’operazione effettuata da Arduino sul cambio EUR/USD.

Nell’ultimo articolo riguardante quest’operazione (clicca qui per leggerla) eravamo in attesa di un ulteriore movimento che permettesse ad Arduino di muovere lo stop ulteriormente, questa cosa non è avvenuta portando l’operazione a concludersi in trailing stop sul livello di 1,2090, generando un profitto di circa il 2% sul capitale.

Analizziamo queste ultime settimane e per quale motivo Arduino ha deciso di non muovere ulteriormente lo stop.

Come possiamo vedere dal grafico soprastante, la candela prima della giornata bearish che ha portato poi in trailing stop l’operazione è graficamente una pinbar che falsa l’inside fakeout precedente. A seguito di questa candela poteva essere risultare logico spostare lo stop sui minimi della settimana, la scelta di Arduino è stata invece diversa. Arduino ha preferito lasciare lo stop in area 1,2095 in quanto poteva succedere che il break e quindi la convalida della pin bar avrebbe portato ad un rintracciamento successivo o ripresa del movimento long che avrebbe permesso un posizionamento migliore dello stop e/o un’uscita migliorativa. Questa cosa non è avvenuta e l’operazione, come accennato più volte, si è conclusa in trailing stop.

Ho deciso di portare questa miniserie di articoli riguardanti l’operazione su eur/usd in quanto ritengo, a prescindere dall’esito, che possa essere un’operazione dalla quale si può apprendere molto. Analizzare in corso d’opera e osservare come un professionista gestisce un’operazione ti permette di assorbire quei dettagli operativi che provengo dall’esperienza. Inoltre, è possibile analizzare la gestione dell’emotività durante le scelte e le oscillazioni del mercato. Tutto questo è parte fondamentale del percorso che noi studenti della scuola di trading platinum di Hereforex facciamo per diventare dei traders professionisti.

 

K.I.S.S. Traders.

 

 

 

 

[Arduino Schenato] Lunedi 18 Gennaio 2021 - Ore 10:56:14

Diventare Trader Ep. 29: Le Emozioni

 

Le emozioni sono, essenzialmente, impulsi ad agire; in altre parole, piani d’azione dei quali ci ha dotato l’evoluzione per gestire in tempo reale le emergenze della vita.”

Da Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman.

 

Durante la lettura di questo libro, mi è saltata all’occhio questa frase e i suoi possibili collegamenti con il trading. Questo articolo sarà improntato su una riflessione personale sulle possibili interazioni tra emozioni e trading. Daniel Goleman in questo libro riprende la scuola di pensiero di Paul Ekman affermando che le emozioni principali sono 6: rabbia, paura, tristezza, disgusto, sorpresa e felicità. Queste sono caratterizzate da delle reazioni chimiche che il nostro corpo subisce per far fronte a delle emergenze della vita, ad esempio durante l’emozione paura il sangue fluisce verso i grandi muscoli, per favorire la fuga o il combattimento, e per un momento si congela forse per valutare se non convenga nascondersi; da qui la nota reazione detta di fight/flight/freeze. Per altri esempi vi invito a leggere il libro in questione.

Ma cosa c’entra tutto questo con il trading? In un modo o nell’altro, parte di noi trader si è già reso conto di quanto l’aspetto emozionale influenzi la nostra operatività, però, forse, ancora non si è raggiunto un livello di consapevolezza tale da cercare di capire per quale motivo avviene tutto ciò.

L’intelligenza emotiva deriva da un processo di evoluzione molto lungo, e ci ha permesso di sopravvivere per numerosi millenni; per avere un’idea di quanto tempo, basti pensare al fatto che già i primi uomini scappavano davanti ai predatori. Questo per dirvi quanto sia predominante in una situazione di “pericolo” il cervello emotivo rispetto a quello cognitivo, che è di ben più recente evoluzione. Ed ecco una delle parole principali di questa riflessione: il pericolo.

La perdita di denaro viene percepita dal nostro cervello emotivo come un pericolo per la nostra sopravvivenza. È un meccanismo automatico che il nostro cervello è abituato a fare da oltre 200 milioni di anni, pertanto, ogni situazione di pericolo, viene intesa come “minaccia” per la sopravvivenza, e quindi anche quando si tratta di un’operazione che sta andando a stop.

Ecco quindi una chiave di lettura sulla nostra voglia di voler chiudere in maniera anticipata un trade. Scatta la paura e da questa l’ancestrale meccanismo che benissimo ha funzionato per millenni: scappare.

Come risolvere questa situazione? Arduino e Antonio continuano a ripeterlo costantemente, in primo luogo è necessario accettare il rischio: questa fase richiede un impegno e una valutazione personale. Nessuno può accettare il rischio per voi, è un processo che bisogna fare necessariamente. A riguardo, Arduino ha pubblicato sul suo canale Youtube numerosi video e io ho scritto degli articoli, vi invito a visionarli qualora voleste qualche spunto per riflettere.

Ma questo è soltanto un esempio di come le emozioni possono influire sul nostro trading; basti pensare a quando abbiamo perso i soldi e scatta in noi la rabbia e la voglia di rivincita con il mercato. Il nostro cervello emotivo, anche in questo caso, surclassa quello cognitivo, annebbiando la nostra lucidità e quindi la capacità di tradare bene. Oppure quando la troppa felicità o tristezza ci portano a sovrastimare o sottostimare le nostre capacità, ma questi sono solo alcuni esempi, se ne potrebbero fare un’infinità.

Tutto ciò serve a farci rendere conto di quante e quali reazioni nel trading sono dettate unicamente dall’aspetto emotivo, e per questo è un ambito che andrebbe conosciuto e approfondito, nel trading come nella vita. È fondamentale, infatti, riconoscere le nostre emozioni, gli stati emotivi ad esse collegate e come queste stiano influenzando la nostra attività di trading. Crescere in autoconsapevolezza, e quindi in intelligenza emotiva, ci permetterà di rallentare i processi di pensiero permettendo alla nostra intelligenza cognitiva di valutare meglio le decisioni da operare.

K.I.S.S. Traders.

 

 

Il libro citato nell'articolo è:

Intelligenza emotiva. Daniel Goleman. Rizzoli

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[Arduino Schenato] Lunedi 11 Gennaio 2021 - Ore 11:48:47

Diventare Trader Ep. 28: Gestione EUR/USD parte 3

Buongiorno a tutti traders, in questo episodio continueremo l’analisi della gestione dell’operazione fatta da Arduino sul cambio EUR/USD. Vi invito a leggere i primi due articoli su questa analisi qualora ancora non lo aveste fatto. Parte 1, Parte 2.

 Facendo un piccolo riassunto delle puntate precedenti, Arduino ha aperto una posizione Long sul cambio EUR/USD in area 1,19 con stop 1,1790 e target zona 1,24. Successivamente, come si legge nella parte 2, Arduino sposta lo stop a profitto sul livello di 1,2040. Nel grafico settimanale sottostante ho inserito delle linee per indicare entry stop e target, rispettivamente blu, rosso e verde.

Arduino durante queste ultime settimane decide di spostare ulteriormente lo stop in area 1,2095 il giorno 22 dicembre. Analizziamo perché, ricordando che ciò che noi vediamo nei grafici da me mostrati è il mercato il 4 gennaio ovvero 12 giorni dopo lo spostamento dello stop. Pertanto, cercando di simulare il ragionamento fatto da Arduino il giorno 22 devo necessariamente farvi vedere il grafico giornaliero. In seguito, analizzeremo sul settimanale ciò che è avvenuto nelle ultime settimane dell’anno in relazione alla posizione con il nuovo stop in area 1,2095.

Il giorno 21 dicembre, indicato dalla freccia nera, si forma un inside fake out/pin bar sul daily, Arduino decide il giorno successivo di spostare quindi lo stop ad 1,2095, indicato dal segmento rosso, successivamente al break della pin bar. Il prezzo sotto l’area 1,2095 avrebbe potuto far pensare ad un rintracciamento più profondo raggiungendo, forse, anche il suo precedente stop, motivo per il quale Arduino ha preferito preservare la sua posizione ulteriormente bloccando ancor di più i profitti.

 

La posizione è rimasta inalterata da quel giorno, lasciando che il mercato faccia il suo “corso”. Interessante da riportare l’analisi effettuata il giorno 4 gennaio sul cambio in relazione all’operazione in corso. Partendo dal grafico mensile, grafico che assorbe tutti i “rumori” di ogni mese, e inserendo le estensioni di volatilità sull’ultimo swing low, possiamo notare come la candela di dicembre indicata dalla freccia nera indica una forza notevole rialzista, chiudendo al di sotto del 161,8% di fibonacci, 1,2250, livello inoltre di particolare interesse per l’ EUR/USD.

Andando ad analizzare un po’ più nel dettaglio questo movimento, osservando quindi il grafico settimanale, notiamo come le ultime 3 settimane formano un inside fake out/pin bar sull’area 1,2250.

Questo “segnale” da noi utilizzato, non significa né che la struttura del mercato è cambiata, né tantomeno che bisogna entrare short, anzi ci permette ancor di più di ottenere informazioni per la gestione dell’operazione. La convalida del pattern inside fake out avviene al di sotto dei minimi della outside bar, ovvero, al di sotto di 1,2120. Conferma ulteriore che lo stop ad 1,2095, posizionato in “tempi non sospetti” da Arduino, risulta essere attualmente lo stop migliore per questa posizione. Inoltre, qualora ci fosse un “annullamento” del pattern con la rottura dei massimi, potrebbe portare ad un ulteriore spostamento dello stop al di sotto dei minimi della pin bar, bloccando ulteriormente i profitti.

La gestione del trade continuerà nelle prossime settimane in base a ciò che il mercato ci mostrerà. Alla prossima,

K.I.S.S. Traders.

 

 

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